ItINTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
In apertura del Consiglio si è parlato delle “Spese generali Unione Pian del Bruscolo per gli anni 2026, 2025, 2024, 2023 e 2022” con la prima interrogazione a firma dei consiglieri Redaelli, Boresta, Malandrino, Canciani e Corsini. Alla stessa, ha risposto l’assessora Sara Mengucci: «Per quanto riguarda gli importi previsti a bilancio, nel 2022 l’importo era di 258.052 euro, con una quota riconosciuta a consuntivo sulla base del riparto annuale pari a 215.595,48 euro; nel 2023 l’importo previsto a bilancio dal Comune di Pesaro era di 258.052 euro, con una quota riconosciuta a consuntivo di 197.944,47 euro; nel 2024 l’importo previsto era di 240.000 euro, con una quota riconosciuta di 181.060,62 euro. Per gli anni 2025 e 2026, il riparto –ad oggi- non è ancora pervenuto dall’Unione. In sede di discussione del bilancio di previsione dell’Unione è stato confermato, a dicembre dall’assessore Baronciani, che la ripartizione avverrà quando ci sarà il consolidato». In ordine al riparto delle spese generali, «Si evidenzia quanto segue – ha detto Mengucci -. L’articolo 7, comma 1, dello Statuto dell’Unione, stabilisce che le spese generali di funzionamento vengano suddivise tra i Comuni aderenti all’Unione in misura proporzionale alla popolazione residente al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di riferimento. La delibera di Consiglio Comunale n. 82 del 26 settembre 2024, prevede che risultino demandati a successivi provvedimenti le misure attuative della riassunzione dei servizi, con i relativi riflessi finanziari e patrimoniali, anche attraverso la destinazione delle risorse del contributo statale alla copertura delle spese generali di funzionamento».
Il consigliere Michele Redaelli, sulla soddisfazione: «Non sono soddisfatto di quello che ho sentito. Ci troviamo di fronte ad un’iniziativa unilaterale del Comune di Pesaro non concordata con gli altri comuni. Questa Unione, ad oggi, è una scatola vuota che serve solo per degli equilibri di bilancio, ma di sostanza non ha più nulla. Mi rimangono grossi dubbi sulla tenuta economica dei due enti».
Il tema “Nuovi fenomeni infiltrativi alla scuola Rodari” è stato l’oggetto dell’interrogazione a risposta orale a firma Marchionni e Lanzi su cui è intervenuta l’assessora alle Manutenzioni Mila Della Dora. «In merito all’interrogazione, ritengo utile ricostruire quanto avvenuto e le azioni intraprese dall’Amministrazione comunale. A gennaio, dopo la comparsa di alcune macchie su soffitto e pareti in due aule, si è proceduto in via precauzionale alla chiusura temporanea degli spazi interessati, con lo spostamento degli alunni in altri locali dello stesso edificio, così da garantire la piena continuità dell’attività didattica in sicurezza. I tecnici comunali sono intervenuti immediatamente per individuare le cause delle infiltrazioni e avviare gli interventi necessari. Le aule interessate sono state sistemate e ritinteggiate, orami da un mese, con il ripristino delle pareti coinvolte. Contestualmente sono stati effettuati, nella primaria, interventi di manutenzione della pavimentazione degli ingressi della scuola (via Recchi e via Orlando), il ripristino di alcune illuminazioni interne e la potatura degli alberi (pini) nell’area scolastica, intervento importante per il decoro e per migliorare le condizioni del tetto ed evitare accumuli di foglie e aghi che possano causare infiltrazioni. Terminati i lavori e verificate le condizioni degli ambienti, già da metà febbraio gli alunni sono rientrati regolarmente nelle loro aule, pienamente agibili e utilizzabili. Durante tutto il periodo degli interventi è stato mantenuto un costante coordinamento con la dirigenza scolastica, che a sua volta ha aggiornato puntualmente le famiglie. Per quanto riguarda gli interventi più strutturali sugli edifici scolastici, la manutenzione delle scuole rappresenta una priorità per l’Amministrazione comunale. Il Comune ha recentemente ottenuto un finanziamento ministeriale di 199mila euro destinato alla scuola primaria Carducci, per interventi di messa in sicurezza, adeguamento antincendio ed efficientamento energetico, mentre la scuola Rodari è attualmente in graduatoria per lo stesso bando. Parallelamente, l’Amministrazione sta valutando la partecipazione della scuola Rodari ai bandi attivi per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici. In conclusione, la criticità segnalata è stata affrontata tempestivamente, gli interventi di manutenzione sono stati completati, gli alunni sono rientrati nelle loro classi già da qualche settimana. L’Amministrazione continuerà a seguire con attenzione la scuola Rodari, come fa con tutti gli edifici scolastici della città».
La consigliera Giulia Marchionni: «Questa interrogazione mi dà l’occasione per evidenziare quanto sia inefficiente il Consiglio comunale nel fornire risposte ai cittadini, considerando che questa specifica interrogazione risale al 24 gennaio. Nell’interrogazione chiedevo se vi sia l’intenzione di intervenire in maniera definitiva su quella scuola e mi auguro si vada in questa direzione».
La stessa Della Dora ha risposto anche all’interpellanza successiva, quella a firma delle consigliere Marchionni e Canciani sui “Servizi cimiteriali affidati in house ad Aspes spa”. «L’interpellanza si basa su un’affermazione non corrispondente alla realtà dei fatti, che non condivido. L’idea che le valutazioni sulla qualità dei servizi cimiteriali – in particolare per pulizia delle strutture, manutenzione edilizia, cura del verde e manutenzione dei viali – siano in contrasto con la realtà non trova riscontro né nella situazione effettiva dei nostri cimiteri né nel numero limitato di segnalazioni ricevute dall’Assessorato, dagli uffici comunali e da Aspes. Questo non significa che il servizio non possa essere ulteriormente migliorato, che è un obiettivo per ogni amministrazione. Tuttavia, la descrizione fornita dalle consigliere interroganti non restituisce correttamente lo stato delle cose e appare anche ingenerosa nei confronti delle persone che ogni giorno lavorano nei cimiteri della nostra città, svolgendo un servizio delicato e fondamentale per la comunità. Dalla documentazione citata nell’interrogazione – in particolare dalla relazione tecnica ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 175 del 2016 – emerge chiaramente che Aspes svolge un insieme articolato di attività: gestione delle sepolture, servizi a domanda individuale, custodia e vigilanza dei cimiteri, raccolta e smaltimento dei rifiuti derivanti dalle operazioni dei servizi, manutenzione ordinaria delle strutture, delle aree verdi, degli impianti e della viabilità interna. È significativo che le criticità indicate riguardino solo alcune attività di manutenzione ordinaria. Ciò conferma che gli altri servizi cimiteriali – la parte più complessa e delicata – vengono svolti in modo adeguato e rispondente alle esigenze dei cittadini. Per quanto riguarda l’organizzazione del servizio, la vigilanza, il decoro e la manutenzione sono garantiti da un modello che differenzia il presidio in base alle dimensioni e all’affluenza dei luoghi. Il Cimitero Centrale e quello di Villa Fastiggi hanno presidio fisso giornaliero, mentre nei cimiteri frazionali operano squadre itineranti che effettuano controlli periodici e interventi programmati. Le attività quotidiane vengono pianificate con briefing operativi giornalieri, in cui si organizzano interventi di manutenzione e pulizia e si analizzano le segnalazioni dei cittadini (anticipo che, nelle prossime settimane, ci saranno ulteriori interventi nel Cimitero centrale). Questa organizzazione permette di gestire con continuità la pulizia dei viali e dei padiglioni, l’igienizzazione dei servizi igienici, lo svuotamento dei contenitori dei rifiuti, la verifica dei punti acqua e le piccole manutenzioni edilizie. Per problematiche più rilevanti, gli uffici comunali competenti, effettuano sopralluoghi congiunti con il personale di Aspes per individuare le soluzioni tecniche più idonee. Ribadito quindi il giudizio complessivamente positivo dell’Amministrazione sulla gestione dei servizi cimiteriali, riteniamo opportuno rafforzare ulteriormente gli strumenti di monitoraggio e coordinamento. Per questo motivo, nel nuovo disciplinare tecnico dei servizi cimiteriali in fase di redazione, l’Amministrazione intende introdurre un organismo paritetico composto da rappresentanti del Comune di Pesaro e di Aspes, con il compito di monitorare costantemente l’andamento dei servizi affidati e di proporre soluzioni operative per eventuali criticità. All’interno di questo organismo il Comune individuerà due figure di riferimento: un referente amministrativo nei Servizi demografici per la gestione delle sepolture e un referente tecnico dell’Ufficio Fabbricati per manutenzione delle aree cimiteriali e gestione dell’illuminazione votiva. L’obiettivo è garantire un monitoraggio più puntuale della qualità dei servizi e un miglior coordinamento tra Comune e società affidataria. L’Amministrazione continuerà a lavorare per assicurare ai cittadini servizi cimiteriali efficienti, decorosi e rispettosi della funzione civile e sociale che i nostri cimiteri rappresentano per tutta la comunità».
La consigliera Marchionni, sulla soddisfazione: «Mi dispiace che l’assessora Della Dora non abbia trovato riferimenti alla realtà nella nostra interpellanza, dal momento che facciamo esplicito rimando a quanto riportato nella deliberazione della Corte dei Conti e nella relazione ex art. 30. Evidentemente, quindi, non condivide quanto emerge da questi atti. Il problema del guano dei piccioni all’interno del cimitero è drammatico, così come i fenomeni infiltrativi che, in alcuni padiglioni, impediscono persino l’accensione delle luci. Se questa gestione va bene All’amministrazione, io alzo le mani, ma noi non lo accettiamo».
È seguita poi l’interrogazione a risposta orale del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia sulla “Rinuncia del Comune di Pesaro al contributo regionale pari ad 135.410,03€ per la realizzazione di un impianto fotovoltaico destinato alla scuola Borgo Santa Maria” su cui è intervenuta l’assessora all’Ambiente Maria Rosa Conti- Sulla prima domanda. «Evidenzio l’elemento tecnico rilevante da considerare. L’entrata in vigore – successiva al bando in oggetto della fine di luglio 2023- il 24 gennaio 2024 del decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che ha modificato le norme tecniche del Gse. La normativa stabilisce che la configurazione di una Comunità Energetica Rinnovabile che utilizza un impianto destinatario di un contributo in conto capitale superiore al 40% – come nel caso in esame – non possa accedere al relativo incentivo. Il progetto l’avevamo pensato per costituire una Cer tenendo presente il luogo in cui si stava venendo a creare, Borgo Santa Maria, dove c’era già una comunità che si stava venendo a formare tra imprese e cittadini. Il contributo in quel caso non aveva limiti e la normativa impediva di fatto il concretizzarsi del nostro obiettivo. Poi abbiamo cercato di rimodulare il progetto per vedere se si potesse accedere al semplice autoconsumo dell’energia ma la stessa modifica al bando ha previsto un tetto limite del 60% di consumo». Sulla seconda domanda posta dall’interrogazione, Conti ha precisato: «Come ufficio abbiamo cercato di svolgere una perizia tecnica molto precisa, senza costi. La relazione, infatti, non è stata redatta su specifico incarico del Comune, ma come attività preliminare alla progettazione definitiva dell’intervento, da avviare subito dopo l’affidamento. Il Servizio Smart City e Infrastrutture sta predisponendo la determina di revoca dell’incarico e di annullamento dell’impegno di spesa n. 6396 sul capitolo dedicato a favore dello studio incaricato. Sul terzo punto, l’assessora: «Non c’era criticità del progetto originario. Nel momento in cui sopravviene una normativa ministeriale che ci dice che non possiamo ottenere un contributo superiore al 40% per la costituzione di una Cer sapevamo saremmo arrivati alla revoca di questo tipo di finanziamento». Sugli ultimi due punti, ha concluso: «Il progetto originario è stato realizzato internamente dal servizio Urbanistica e Tutela ambientale sulla base di uno studio di fattibilità energetica. Non esiste alcun progetto in variante ma solo un’idea progettuale (formulata senza costi) a cui non ha avuto seguito una progettazione in variante per le ragioni già esposte».
La consigliera Serena Boresta, sulla soddisfazione: «Non sono soddisfatta e tengo a fare alcune precisazioni: non è vero che il decreto ministeriale abbia mutuato le regole del bando regionale in corso, ma ha piuttosto rettificato alcuni principi generali già acquisiti, relativi al cumulo degli incentivi».
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE – COMUNICAZIONI DEL SINDACO
La seduta del Consiglio comunale si è aperta con l’“Illustrazione quadro conoscitivo e stato di attuazione del procedimento per l’approvazione del PUG (Piano Urbanistico Generale)”. La discussione, propedeutica al Documento programmatico PUG, è stata richiesta dai consiglieri Redaelli, Canciani, Andreolli, Malandrino, Boresta, Corsini, Lanzi, Marchionni, Dallasta, Marinucci e Bartolomei.
A darne inizio è stato l’assessore all’Urbanistica Andrea Nobili che ha presentato lo stato dell’arte: «Un momento richiesto dai consiglieri di minoranza, ma che era già stato previsto dalla Giunta. Le linee programmatiche del PUG saranno infatti votate in Consiglio, e nei prossimi mesi ci sarà tutto il tempo per approfondire e definire». A spiegare i passaggi del nuovo PUG è stato il dirigente del servizio Urbanistica Marco Fattore, a seguire poi la relazione tecnica dell’architetto Fabrizio Cinquini, Capogruppo Soc. Terre.it srl, che per conto del Comune ha stilato le analisi per il Pug.
Gli interventi:
Redaelli: «Gli odg che abbiamo presentato sono il contributo oggettivo». Nel merito, «Diamo per certi alcuni temi, che riteniamo principi di partenza: la sostenibilità, il coordinamento con gli altri Comuni; la flessibilizzazione delle aree per rilanciare le aree “incastrate” dagli attuali strumenti urbanistici; così come le norme premiali sul tema dell’abitato». E ancora, «Insieme alla flessibilizzazione e agli incentivi deve andare di pari passo il tema della misurabilità del cambiamento di questo percorso». «La parola “rigenerare”, chiave del Pug, dovrà seguire l’impegno a identificare la vocazione della Pesaro futura che vogliamo senza rinunciare ad alcuni aspetti; il fattore comune che deve guidarci dev’essere l’innalzamento dei livelli qualitativi per l’attrazione turistica, dell’abitare e per il lavoro». Per Redaelli «diventa prioritaria la conciliazione dell’urbanistica con la potenzialità data dal fornire più servizi da mettere sul territorio. È fondamentale anche la pianificazione, soprattutto fra le diverse tipologie, delle infrastrutture: la stessa sarà da ri-pensare con l’uso di tecniche e tematiche all’avanguardia (polo logistico, data center, etc)». C’è poi «il grande tema dell’accessibilità», così come quello del «recupero dell’identità storica della città» e quello «dell’edilizia sociale, dei luoghi e housing sociale da incentivare tenendo come criterio quello della socialità». Il consigliere ha parlato di alcuni degli odg specifici presentati: «il patrimonio delle strade vicinali da valorizzare; la modernizzazione delle aree produttive, la realizzazione della cassa di espansione su Muraglia, le potenzialità e la presenza di servizi comunali nei vari quartieri». Infine, «Chiediamo che il processo del Pug possa continuare in questa chiave partecipativa».
Marchionni: «Ci siamo chiesti di fronte a quale tipo di possibilità ci troviamo: da una parte c’è l’opportunità di costruire una città attraverso una pianificazione condivisa, basata sul confronto con i cittadini e con i professionisti; dall’altra c’è il rischio di una pianificazione calata dall’alto, incapace di intercettare i reali bisogni della comunità. La partecipazione è uno strumento fondamentale per cercare di cogliere quei bisogni che contribuiranno a scrivere la Pesaro del futuro. Quello che ho capito è che le scelte che andremo a fare non sono meri atti amministrativi, ma decisioni che determineranno il volto della città nei prossimi decenni. Questo lo sa bene chi ha seduto in questo Consiglio comunale prima di noi: è impossibile elencare tutti gli errori che ci portiamo dietro dal passato. Ne ricordo solo alcuni, che dovrebbero rappresentare un faro per cercare di fare meglio oggi. Penso, ad esempio, a quando si presentò l’opportunità di progettare una tangenziale vera all’interno di Pesaro per attraversare la città, e invece ci siamo poi ritrovati con la realizzazione degli interquartieri, con tutti i disagi che ancora oggi conosciamo», l’intervento della consigliera è proseguito con altri esempi, poi: «dobbiamo stare attenti a non commettere gli errori del passato, il compito del Consiglio è quello di pensare ad una nuova Pesaro che parta dalle esigenze di chi opera nel settore, guardando anche ai comuni vicini».
Marinucci: «Parliamo di temi importanti che andranno a caratterizzare la vita dei cittadini e delle future generazioni. A Pesaro, purtroppo, abbiamo dovuto assistere a errori madornali, come ad esempio la realizzazione dell’interquartieri e anche quella che sarà l’ubicazione del nuovo ospedale. Non è possibile discutere di un argomento così importante in soli 45 minuti. Non vuole essere una polemica, ma riteniamo che su questioni di questo tipo sarebbe necessario convocare consigli monotematici».
Corsini: «Grazie all’architetto Cinquini e agli uffici comunali, al dirigente Fattore». Alcuni punti: «la legge regionale ci impone di parlare di rigenerazione e di non consumo di suolo, punti alla base di tutte le normative sull’urbanistica. Ma voglio fare un appello: si abbia il coraggio di osare. Per rigenerare abbiamo bisogno di flessibilizzazione, di pianificare aree a vocazione mista per recuperare le zone residenziali e artigianali nate negli anni ‘70 e oggi “imbrigliate”. Pesaro oggi non ha aree produttive; un imprenditore, per averla, dovrebbe acquistare 20 capannoni degli anni ‘70 e demolire tutto cosa che, con l’attuale norma non è possibile fare. Per questo c’è bisogno di osare per agire su questi luoghi che altrimenti ci ritroveremo lì per altri decenni. Stessa cosa vale per la viabilità, dobbiamo collegarci meglio con Fano e Urbino. Nel nuovo Pug dovrebbe esserci questa previsione».Ultima cosa citata dal consigliere: «Dobbiamo delocalizzare il traffico delle merci, abbiamo necessità di un interporto per facilitarne lo scambio».
Dallasta: «Vorrei dare un impulso rispetto alla possibile revisione delle zone industriali. Mi riferisco a quei comparti che, con il piano Secchi, erano stati previsti ma che nei fatti non hanno mai portato alla realizzazione di capannoni. Per oltre venticinque anni i proprietari hanno pagato l’IMU senza che si sia costruito nulla, anche perché i comparti erano troppo grandi e rendevano difficile una progettazione unitaria. Con il nuovo PUG serve il coraggio di rivedere queste scelte: spacchettare i comparti e permettere interventi diretti sui singoli capannoni. Per Pesaro sarebbe un passaggio molto importante».
Bartolomei: «Desidero ringraziare l’architetto per il lavoro svolto e tutti gli uffici preposti. Chiedo di avere un occhio di riguardo per le giovani generazioni, con un piano sufficientemente flessibile che possa andare incontro alle loro esigenze e alle trasformazioni del mondo. Non a caso ho presentato un documento sul diritto all’abitare, un tema che vorrei fosse preso in considerazione anche nel PUG».
Lugli: «Sono i momenti in cui si decide dove vuole andare Pesaro. Il nuovo PUG ha a che fare con la visione della città futura. Mi fa quindi piacere sentire parlare di ‘non consumo di suolo’ e di ‘costruire sul costruito’, temi e linee guida che sottoscriviamo. Sottolineo che, come M5S, saremo parte attiva nel verificare che queste idee si concretizzino in un PUG coerente con le idee di sostenibilità e di difesa dell’ambiente, che possano essere funzionali allo sviluppo che vogliamo».
A chiudere la discussione il sindaco Andrea Biancani: «Il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) del Comune di Pesaro si basa su due parole d’ordine: semplificazione e sostenibilità. L’obiettivo è pianificare lo sviluppo della città conciliando crescita economica, turistica, commerciale e industriale con la tutela del paesaggio e dell’ambiente. Una priorità sarà la rigenerazione urbana, privilegiando il principio del costruire sul costruito e quindi la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e delle aree già urbanizzate o dismesse. Il piano punterà anche a una maggiore flessibilità delle destinazioni d’uso, per rendere la pianificazione più dinamica e capace di adattarsi ai cambiamenti economici e sociali. Il percorso è ancora nella fase iniziale, con la verifica del quadro conoscitivo illustrato dai tecnici in Consiglio comunale. L’obiettivo è portare in aula entro l’estate il documento programmatico, frutto del lavoro tecnico e del confronto con commissioni consiliari, quartieri, ordini professionali e rappresentanti delle categorie. Il processo è stato accompagnato da un ampio percorso partecipativo, che ha coinvolto cittadini, associazioni e realtà economiche e sociali, raccogliendo oltre 250 contributi e proposte. Il PUG dovrà essere uno strumento moderno e flessibile, capace di programmare la città dei prossimi 30 anni, integrando servizi pubblici, infrastrutture, politiche abitative e sviluppo delle attività produttive. Centrale sarà anche la tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, dalle colline del San Bartolo alle aree verdi e al fiume. Infine è stato avviato un confronto con i Comuni del territorio, nella consapevolezza che le scelte urbanistiche riguardano un sistema territoriale più ampio, anche se non tutti i Comuni hanno ancora avviato lo stesso percorso».
Respinta con 19 voti contrari (11 i favorevoli) la mozione d’ordine di Marchionni che ha chiesto di poter fare la discussione degli ordini del giorno sul PUG contestualmente al dibattito in essere. Perugini ha spiegato che, «per quanto mi sia e ci siamo impegnato a trovare una formula più confacente, ci atteniamo a quella stabilita in sede di Ufficio di presidenza: i documenti avranno, in seguito, il loro momento per la trattazione».
PROPOSTE DI DELIBERAZIONE
La prima delibera è stata approvata con 20 voti favorevoli (11 i contrari) ed è stata quella della “Variazione al Bilancio di previsione e applicazione di quote dell’avanzo di amministrazione” presentata dall’assessore Riccardo Pozzi: «Tre sono i messaggi politici principali di questa variazione: un Comune capace di attrarre risorse esterne, una forte attenzione al sociale e ai servizi educativi, e un’azione di modernizzazione amministrativa e digitalizzazione con investimenti sulla macchina comunale». L’assessore ha spiegato: «Questa è una variazione di assestamento operativo che però evidenzia anche alcuni elementi politici che distinguono l’operato dell’Amministrazione. Non cambia le priorità politiche ed è prevalentemente tecnico-operativa: recepisce i trasferimenti già ottenuti, in particolare dal Pnrr e da contributi regionali, utilizza avanzi vincolati già destinati a specifiche spese e copre adempimenti contrattuali del personale, che rappresentano la voce più significativa e urgente di questa variazione. Sono 1,7 milioni di euro che servono a coprire i rinnovi dei contratti collettivi del personale dell’amministrazione a seguito degli accordi nazionali siglati a febbraio. Una spesa che impatta sul bilancio ma che avevamo già accantonato e che consentirà già da marzo l’adeguamento di salari e stipendi». Pozzi ha detto: «La variazione aggiorna inoltre alcuni capitoli di spesa per progetti già avviati e dà attuazione concreta a politiche già decise e approvate con il bilancio di previsione 2026. Il messaggio politico principale è che il Comune è capace di intercettare una grande quantità di risorse esterne. Gran parte di queste risorse deriva dal Pnrr e da contributi regionali, come quelli che ci consentiranno, ad esempio, di intervenire sulla pulizia della barra di foce, un intervento che realizzeremo entro i primi di aprile». «Ci sono poi diversi progetti nazionali ed europei. Cito ad esempio il riconoscimento di 288 mila euro da parte di Anci per una serie di azioni legate al contrasto del disagio, alle politiche giovanili e alla tutela ambientale. Oppure il progetto “Bici in Comune”, nel quale siamo risultati subito in graduatoria – ottavo Comune classificato – che ci permetterà di sviluppare azioni per valorizzare la sostenibilità e la mobilità green, anche attraverso una rete di Bicipolitana che sarà rafforzata con nuova cartellonistica e iniziative per incentivare sempre di più l’uso delle piste ciclabili e della bicicletta. È un riconoscimento che attesta il lavoro e le tante azioni già messe in campo su questo tema».
Accanto a questo «ci sono fondi vincolati importanti sul sociale: quasi 500 mila euro che permetteranno di rafforzare le azioni di contrasto alla povertà, oltre a interventi legati al welfare e al sostegno alle famiglie, che rappresentano alcune delle voci più significative della variazione». Pozzi ha concluso: «Infine ci sono scelte più propriamente politiche, che rispondono all’esigenza di dare velocità e concretezza all’azione amministrativa. Parliamo di risorse che, già ora – a fine marzo e prima del rendiconto di bilancio che arriverà a fine aprile – ci consentono di programmare eventi e iniziative che si svolgeranno dalla primavera fino al periodo natalizio, con l’obiettivo di vivacizzare la città e rafforzarne l’attrattività culturale e turistica».
Gli interventi:
Andreolli: «La delibera racchiude una serie di assestamenti, entrate e spese vincolate rispetto ad altre entrate del Comune rispetto a bandi, Regione ed altri Enti. Ci sono due voci che, in questa variazione, mi saltano agli occhi: l’ulteriore incremento della cifra che noi stanzieremo per riesumare il CON. E l’acquisto di defibrillatori per impianti sportivi, perché non abbiamo fatto il nostro dovere sulla pianificazione della strumentazione».
Rocchi: «Questa variazione racconta chiaramente dove l’amministrazione intende collocare le proprie priorità e rappresenta un aggiornamento necessario per adeguare il bilancio alla gestione concreta dei progetti. Si tratta di un intervento che utilizza in modo responsabile l’avanzo di amministrazione e che consente di mantenere gli equilibri di bilancio».
Dominici: «Una variazione che fornisce il quadro della nostra Amministrazione, con una visione strategica nel mettere a terra i progetti e la capacità di intercettare risorse che si trasformano in servizi».
Marinucci: «Capisco la partigianeria e la politica di parte ma sentirsi dire delle cose opinabili sulla mia presenza nelle sedute è una mancanza di rispetto verso persone come me, sempre presenti ai consigli, dall’inizio alla fine. Mi sembra una mancanza di rispetto verso i consiglieri e verso la città. Vada a controllare e credo che più presenti di me non ci sia nessuno».
Nobili: «Credo sia importante sottolineare la grande capacità di collaborazione e la sinergia che esiste tra l’indirizzo politico e gli uffici della nostra amministrazione. Il progetto “Innesti” ne è una prova concreta: parliamo di circa 320mila euro che arriveranno nel nostro Comune attraverso un bando nazionale. Risorse destinate agli under 35, per sviluppare competenze e percorsi di formazione che potranno trasformarsi nel tempo anche in opportunità professionali e lavorative». Il consigliere ha poi puntato l’attenzione sull’acquisto dei nuovi defibrillatori: «Dimostra l’attenzione dell’amministrazione sul tema della salute».
Mattioli: «Variazione in cui emerge l’importanza data alla cultura, soprattutto in tema di accessibilità. Col progetto Pisaurum.net, e le 30mila euro di risorse destinate, si valorizzano i Musei civici e le aree archeologiche secondo il concetto legato ai percorsi digitali accessibili con forte accento a inclusività e nuove tecnologie per superare barriere fisiche e sensoriali. Inoltre ci sono i 20.579 euro di tesoretto da utilizzare per i Musei Civici di Palazzo Mosca; un finanziamento assegnato che confluisce nell’avanzo ora che la necessità di impegnarlo è stato richiesto visti i pesanti tagli alla cultura fatta al Governo».
Alessandroni pone l’attenzione su «Risorse sul sociale, contrasto alla povertà, che l’Amministrazione ha scelto in parte di destinare per i tirocini di inclusione sociale. E la copertura degli aumenti contrattuale previsti dal rinnovo del contratto nazionale per personale dipendente e dirigenti».
Palazzi: ««Intervengo per chiarire perché non ringrazio la Regione. Naturalmente sono contenta che con questa variazione si sia riusciti comunque a intervenire sul sociale. È importante sottolineare i fondi che arrivano ma anche la gravità della situazione relativa ai TIS. Prima del Covid la Regione stanziava risorse molto consistenti attraverso il Fondo sociale europeo. L’ultimo stanziamento significativo si aggirava intorno ai 18milioni; da quel fondo il nostro Ats 1 aveva ricevuto circa 1,8milioni di euro per i primi 36 mesi. Oggi lo scenario è drasticamente cambiato: per il periodo che va dal 1° gennaio 2026 a maggio 2027 la Regione ha stanziato 214mila euro. Stiamo utilizzando una coperta cortissima, sottraendo risorse ad altri interventi sociali, in particolare alla lotta alla povertà».
L’assessore Nobili, ha presentato la delibera seguente (approvata con 21 favorevoli, 10 i contrari) ad oggetto: “Approvazione della variante al Prg relativa alla flessibilizzazione delle destinazioni d’uso di alcuni immobili comunali, mediante piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari”: «Terzo passaggio della delibera, dopo l’ok della Provincia – ha detto Nobili -. Si tratta di quattro aree della città: via Mario Ricci, scuola elementare Tonelli, palazzo Gradari, Centro di aggregazione La Miniera».
Ancora l’assessore all’Urbanistica Andrea Nobili ha preso parola per illustrare la proposta di delibera (approvata con 20 favorevoli, 9 i contrari) per l’“Atto di indirizzo per il potenziamento del settore turistico ricettivo”: l’assessore Nobili: «Una delibera che negli anni, prima nel 2012, poi nel 2021, ha dato la propria indicazione rispetto a cosa si può fare rispetto al settore alberghiero. Nel 2012 era consentito il cambio di destinazione da trh a residenza/terziario/servizi, mantenendo la capacità ricettiva alberghiera. Nel 2021, poi, una modifica alle norme tecniche di attuazione per quanto riguarda la flessibilizzazione delle destinazioni d’uso consentite. Con questa delibera rivediamo le aree di intervento per la realizzazione di strutture esclusivamente residenziali».
Gli interventi:
Andreolli: «Quella del 2012 è stata una scelta innovativa, coraggiosa, fatta a seguito di un dibattito corposo perché c’era la preoccupazione che questa decisione potesse portare ad un impoverimento della zona mare. Nel 2019 si capirono i limiti di questa delibera e si stralciò la doppia visione della zona A e B, perché si capì che era meglio avere degli immobili riqualificate piuttosto che strutture fatiscenti. La modifica fatta nel 2019 fu votata da tutto il Consiglio. Oggi invece torniamo indietro, con un provvedimento ideologico». «Mi appello per l’ultima volta ai consiglieri, perlomeno a chi era seduto nel 2019, votate no a questa delibera che avrà solo un esito: bloccherà gli investimenti».
Pagnoni Di Dario: «Siamo a discutere un atto di indirizzo fondamentale per il futuro della città; un documento lungimirante perché va a proteggere il turismo e il bellissimo lungomare che Pesaro ha. Si inserisce in un percorso che abbiamo tracciato da anni e lo va a migliorare con una visione più pragmatica e bilanciata. Va a valorizzare il lungomare garantendo gli investimenti da compiersi nelle vie secondarie assicurando un’importante flessibilità; allo stesso tempo mantiene la capacità ricettiva del fronte mare. L’indirizzo politico è chiaro».
Boresta: «Ritengo che l’approvazione di questa delibera rappresenti un passo indietro per la città: non va nella direzione di potenziare il settore turistico-ricettivo, ma tutt’altro. Gli stessi consiglieri che oggi ne chiedono l’approvazione, nel 2019 avevano invece introdotto questa modifica, che negli anni successivi ha consentito importanti interventi di riqualificazione. Riteniamo quindi che questa scelta sia sbagliata, perché rischierebbe di frenare anche l’attività edilizia e di creare un pregiudizio per le imprese». La consigliera Boresta ha poi puntato l’attenzione su un aspetto giuridico: «Un criterio legato al posizionamento di un hotel (fascia A o B) non può determinare l’ammissibilità o meno di una destinazione urbanistica, né l’utilizzo di un determinato strumento urbanistico. Questo si tradurrebbe in un eccesso di potere e in una disparità di trattamento tra strutture analoghe, anche a poca distanza l’una dall’altra».
Gambini: «L’urbanistica, quindi la pianificazione territoriale, è in continua interazione con l’idea di sviluppo della città: prende atto delle dinamiche che si innescano e cerca di evitare che queste producano disparità. Il territorio è naturalmente fortemente gerarchizzato e il libero mercato tenderebbe a massimizzare il valore degli interventi collocando le funzioni di maggior pregio economico dove il valore immobiliare è più alto. Questo però rischia di produrre alterazioni negli equilibri urbani. Non è un caso che tutto il fronte mare sia stato occupato dagli alberghi: non solo per una dinamica di mercato, ma anche per la sua funzione pubblica. La città ha destinato il fronte mare al turismo, che è una funzione pubblica di grande impatto per l’economia e l’identità del territorio. La privatizzazione attraverso la presidenzializzazione di strutture sul fronte mare andrebbe invece nella direzione opposta. Per questo riteniamo sia una delibera saggia: è giusto porre un freno e osservare cosa succederà nei prossimi mesi. Non sappiamo quali dinamiche si attiveranno o meno, ma è corretto che l’amministrazione stabilisca un limite e governi questi processi».
Lugli: «Tocchiamo con mano uno degli interessi più importanti della città Pesaro vive di turismo, ma anche di qualità urbana e rispetto per il territorio. Un intervento positivo, principalmente per la rigenerazione urbana senza consumo di suolo. Tuttavia, chiediamo più partecipazione e coinvolgimento del Quartiere anche nei prossimi step; in un’ottica di transizione ecologica avremmo gradito un riferimento esplicito che favorisse intervento che raggiungono classi energetiche elevate».
Fabbri: «Sarà importante che i vincoli che abbiamo messo oggi siano valutati anche sulla sostenibilità ambientale per tutelare anche la presa di posizione che potrebbe portare questa situazione nei confronti di nuovi investitori. Chi vorrà investire sul lungomare di Pesaro, dovrà farlo seguendo le regole che stiamo condividendo oggi, soprattutto a tutela di un mare che ha sempre più bisogno di rispetto. Da qui partiamo per la nuova visione futura che ci porta, guardando anche al Pug, verso la sostenibilità».
Corsini: «L’amministrazione ha effettuato valutazioni sulla sostenibilità economica o sull’antieconomicità degli attuali alberghi? Oggi abbiamo famiglie di albergatori pesaresi che sarebbero disposte a vendere i propri immobili, perché è diventato difficile sostenerli economicamente con soli quattro mesi di apertura all’anno e in città ci sono già diversi alberghi chiusi proprio perché le famiglie non sono più riuscite a mantenerli. Questo è un atto di indirizzo, ma è necessario dare la possibilità agli imprenditori di investire. Parliamo di interventi che richiedono almeno 3-4 milioni di euro: in quanto tempo un imprenditore riuscirebbe ad ammortizzare una spesa di questo tipo? Il rischio, con questa linea di indirizzo, è di congelare la zona mare e di favorire la nascita di ulteriori strutture che potrebbero trovarsi in difficoltà e chiudere».
Marchionni: «Secondo questo documento, e secondo questa amministrazione comunale, sarebbe preferibile avere un immobile in zona viale Trieste e viale Trento a vocazione turistico-alberghiera ma in stato di degrado, piuttosto che un immobile riqualificato con destinazione residenziale. Per consentire a un imprenditore di rientrare nei costi, l’Auditorium Scavolini dovrebbe lavorare ogni giorno con eventi di qualità tali da riempire non solo gli alberghi del lungomare, ma addirittura da non essere sufficienti a soddisfare la domanda. Una situazione che, ad oggi, non si verifica. Qual è, dunque, la reale vocazione della nostra città?». «Questa deliberazione è un passo indietro».
Mariani: «Se nel 2019 è stata presa quella decisione, significa che in quel momento c’erano esigenze specifiche che sono state valutate. Oggi però siamo nel 2026 e si è visto che, continuando su quella strada, si rischiava di mettere in pericolo lo sviluppo turistico. È comprensibile che per molte strutture alberghiere sia difficile adeguarsi, anche perché nel nostro territorio non abbiamo mai avuto una vera visione imprenditoriale del turismo: una visione che porti ad aggiornare e migliorare le strutture anno dopo anno, evitando di trovarsi poi, dopo molto tempo, con investimenti diventati improvvisamente urgenti e molto onerosi. Con questa delibera l’amministrazione comunale dice con chiarezza che oggi esiste una criticità: dobbiamo mantenere la vocazione turistica della città e quindi fissiamo un punto fermo. Poi, se nel tempo sarà necessario fare delle valutazioni diverse, lo si potrà fare».
Dallasta: «Il Comune utilizza la flessibilità quando si tratta di immobili comunali, cercando in ogni modo di reperire risorse. Diverso, invece, è l’approccio nei confronti dei privati, e questo non va bene. Nella nostra città gli alberghi con meno di 70 camere faticano a sopravvivere e resistono praticamente solo quelli a conduzione familiare, perché non abbiamo un turismo distribuito durante tutto l’anno. Questa delibera rappresenta quindi un limite significativo, soprattutto per gli imprenditori».
Il sindaco Andrea Biancani: «Gli alberghi in viale Trieste e viale Marconi potranno trasformarsi in case vacanze e condhotel, ma non in residenze. L’obiettivo dell’amministrazione è mantenere e rafforzare la capacità ricettiva della città, continuando a investire nella valorizzazione del centro storico e della zona mare. In passato, dal 2012, era possibile convertire un albergo in residenza solo mantenendo invariato il numero complessivo di camere in città, trasferendole in un’altra struttura. Con il tempo però è emerso il rischio che proprio gli hotel fronte mare venissero trasformati in appartamenti, perché le case con vista mare hanno un valore immobiliare più alto. La possibilità di cambio di destinazione d’uso resterà solo per le strutture che non si affacciano direttamente sul mare. La misura punta quindi a favorire la riqualificazione degli immobili senza perdere l’identità turistica del lungomare».
Il consigliere Corsini ha presentato un emendamento respinto con 9 voti favorevoli e 16 contrari (1 astenuto). -sottoscritto da Corsini, Marchionni, Lanzi, Marinucci, Andreolli, Boresta, Malandrino, Redaelli, Canciani, Dallasta, Bartolomei- che chiede di modificare l’ambito di intervento della delibera, proponendo che “la linea tratteggiata rossa sia resa coincidente con l’intero asse stradale di viale Trento, eliminando gli attuali segmenti discontinui corrispondenti a specifici punti o tratti della via, in modo che la delimitazione dell’ambito risulti continua e uniforme lungo tutto il tracciato di viale Trento.
Andreolli sull’emendamento: «Se la logica è quella di preservare la vista mare, allora le linee si fanno dritte rispetto a quelle presentate nel progetto».
L’assessore Nobili è intervenuto per precisazioni: «Le modifiche negli anni sono state tante, e non solo alle delibere di indirizzo date. Io e il sindaco siamo disponibilissimi a parlare con tutti coloro che vorranno parlare di opportunità legate all’aspetto turistico, non è un tornare indietro ma si deve fare un ragionamento complessivo su immobili che insistono su determinate zone. Se qualcuno viene a chiederci di fare solo appartamenti residenziali da vendere in viale Trieste, di visione turistica ha poco. L’interesse dell’Amministrazione è che intervento vadano a compimento nella direzione corretta».
Dichiarazioni di voto sulla delibera:
Tommasoli: «Voto favorevole. Il turismo genera un giro d’affari di 6,7miliardi nella Regione Marche. È una opportunità che consolida le linee d’indirizzo che l’Amministrazione ha sempre dato tenendosi al passo con le necessità dettate dai tempi. Voglio riportare un elemento “storico”: gli alberghi a 150metri dalla battigia furono autorizzati per far riprendere questa città -e tutta la costa Adriatica- dai danni della Seconda guerra mondiale; ora sarebbe impossibile poter costruire in questi spazi. Con la delibera assegniamo al turismo di questa città una posizione importante».
Marinucci: «Avrei voluto che il sindaco avesse chiarito meglio il paragone fatto con altre città limitrofe, così come la logica alla base della proposta dei parcheggi al Maracanà, che non sembra seguire la stessa impostazione di quanto stiamo ascoltando oggi in quest’aula». Sull’emendamento ha poi aggiunto: «Se l’emendamento fosse stato accolto, molti dei dubbi sollevati dall’opposizione sarebbero venuti meno, ma così non è stato. Cittadini e imprenditori chiedono certezze e questa altalena di posizioni non è coerente e non fa bene a nessuno. Per questo motivo il voto di Forza Italia sarà contrario».
Perugini: «Interessante la dialettica della minoranza, stravolge la realtà rispetto ai percorsi che facciamo, e vuol fare sembrare che togliamo qualcosa. Invece abbiamo creato e abbiamo inventato uno strumento in più che ha potuto dare un’opportunità ulteriori agli imprenditori immobiliari e a coloro che volevano investire su una zona che credevamo di valorizzare dal punto di vista turistico. Tutti questi investimenti hanno seguito questa direzione. Ma quello di oggi non è un tornare indietro. La delibera forse l’unica che riesce a tradurre in maniera simultanea ed esatta i cambiamenti del mercato, del territorio e della contingenza economica che ogni anno abbiamo cercato di interpretare senza venire meno al tema legato alla sostenibilità economica e ambientale degli interventi: ma flessibilizzazione non vuole dire che deve vincere la legge del più forte».
Comune di Pesaro

