La guerra e la crisi nel Golfo, le conseguenze per imprese. Indagine della CNA

Matteucci: “All’energia elettrica il primato dei rincari, poi rame, alluminio e ferro”. In crescita i prezzi nell’edilizia

Marco Rossi CNA Costruzioni: “Di questo passo occorrerà una revisione del prezzario degli appalti pubblici”

PESARO – È l’energia elettrica a guidare la classifica dei rincari a due settimane dall’inizio del conflitto in Iran, seguita da rame, ferro, alluminio e carburanti mentre si registrano rialzi contenuti per l’acciaio e sono in crescita i materiali per l’edilizia. stabile invece il prezzo delle farine.

Un monitoraggio realizzato da CNA presso un campione di imprese rileva un generalizzato incremento dei prezzi dei materiali, l’inizio di tensioni sull’approvvigionamento, oltre a un forte aumento dei costi di spedizione (fino a 3mila euro in più per un container standard) e coperture assicurative.

Il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica ha messo a segno un aumento del 60%, in linea con le quotazioni del gas sulla piazza di Amsterdam, mentre il prezzo medio delle ultime due settimane si attesta a 143 euro MWh rispetto ai 102 euro della Germania, 63 euro della Francia e 48 euro della Spagna.

“Non solo carburanti ed energia elettrica” – sottolinea il presidente Cna di Pesaro e Urbino Michele Matteucci – “registriamo aumenti generalizzati del 20% per molti materiali, dal rame all’alluminio. Dal bitume alle plastiche. Inoltre, molte nostre imprese iniziano ad avvertire difficoltà di approvvigionamento che rallentano la produzione”.

Dopo l’energia elettrica, i maggiori rialzi riguardano il rame con un balzo che sfiora il 40% consolidando un trend in atto da oltre un mese a causa della forte domanda da automotive e data center, mentre le quotazioni al LME segnano una flessione del 2% negli ultimi 10 giorni. A seguire il ferro e i profilati di alluminio con listini ritoccati del 20%. Il settore delle costruzioni lamenta incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso (a fronte di un rialzo del 12% del future alla Borsa di Shanghai) e le membrane, +10% per il calcestruzzo. Nel settore della meccanica alcune plastiche accusano incrementi del 30%. Va meglio per l’acciaio.

I coils zincati nelle ultime due settimane mostrano un aumento del 4%, i laminati a caldo del 3% e sostanzialmente stabili i laminati a freddo. Tuttavia, da inizio anno sono tre semilavorati in costante aumento intorno al 10%. Anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15%. Dopo la fiammata dei primi giorni si è stabilizzato il prezzo dei carburanti con un aumento del 15% per il gasolio e inferiore al 10% per la benzina.

Un settore in particolare apprensione è quello dell’edilizia. “Sta crescendo di nuovo tutto – dice Marco Rossi di CNA Costruzioni – dai materiali tradizionalmente impiegati nelle costruzioni agli isolanti termici. Per gli asfalti (i cosiddetti conglomerati bituminosi), si vive addirittura alla giornata; ovvero nessuna ditta specializzata è in grado di fornire un preventivo a più di due giorni, salvo poi doverlo rivedere per gli aumenti del petrolio. E’ l’elemento che preoccupa di più il settore è l’incertezza e la variabilità dei listini. Le quotazioni dei materiali sono valide per 24 ore, per alcuni prodotti come tubazioni e raccordi in PVC i fornitori accettano gli ordini con riserva di aggiornamento prezzi. “Di questo passo – dice ancora Rossi – sarà necessaria una revisione del prezzario per gli appalti pubblici in edilizia”.  

L’aumento delle bollette si farà sentire su attività ad alta intensità energetica come il settore dei lapidei dove rappresenta il 30-35% dei costi totali per le imprese di trasformazione e il 40% per le tinto-lavanderie.

Prezzi stabili per le farine ma il settore dei prodotti da forno è tra i più sensibili alle variazioni dell’energia (le bollette incidono intorno al 14% dei costi di produzione).

 Claudio Salvi Resp.le Ufficio Stampa e Comunicazione   CNA Pesaro e Urbino   Phone : ++39-0721-426195    

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