BUON 8 MARZO! Donne più sole senza le Consigliere di parità

Le sottoscritte Consigliere di Parità delle Marche esprimono forte preoccupazione per le disposizioni
contenute nello schema di decreto legislativo trasmesso al Parlamento il 19 febbraio 2026, relativo al
recepimento delle Direttive europee 2024/1499 e 2024/1500.
Il provvedimento, nella sua formulazione attuale, prevede l’istituzione di un nuovo Organismo nazionale
per la parità con sede unica a Roma e l’abrogazione dell’intero Capo IV del D.Lgs. 198/2006,
determinando la soppressione della rete delle Consigliere e dei Consiglieri di parità a livello nazionale,
regionale e territoriale. Tale rete, attiva da oltre vent’anni, rappresenta un presidio istituzionale
fondamentale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni di genere nel lavoro, garantendo
ascolto, presa in carico, mediazione, interventi giudiziari e promozione dell’uguaglianza nei territori.
Le Direttive europee non richiedono la soppressione delle strutture territoriali esistenti. Al contrario,
impongono agli Stati membri di assicurare accessibilità effettiva ai servizi su tutto il territorio, incluse le
aree rurali e periferiche, e stabiliscono il divieto di regressione del livello di protezione già garantito (art.
20 della Direttiva 2024/1499). La centralizzazione delle funzioni in un’unica sede nazionale rischia di
compromettere l’accesso alla tutela, soprattutto per le lavoratrici e i lavoratori dei territori più distanti dai
centri istituzionali.
La previsione di eventuali sezioni territoriali dell’Organismo nazionale, attivabili solo d’intesa con Regioni
e Province autonome e prive di garanzie di risorse e stabilità, non è sufficiente a sostituire la rete
strutturata e permanente oggi operativa.
Si evidenzia inoltre il rischio di interruzione o rallentamento delle azioni giudiziarie in corso, poiché lo
schema di decreto non disciplina la continuità delle deleghe processuali né la gestione dei fascicoli
pendenti, con potenziali ricadute negative sulla tutela delle persone già assistite.
La rete delle Consigliere di Parità costituisce un patrimonio di competenze, relazioni istituzionali e
prossimità che ha garantito negli anni un livello di protezione avanzato e riconosciuto anche a livello
europeo. La sua soppressione rappresenterebbe un arretramento significativo nelle politiche di contrasto
alle discriminazioni di genere nel lavoro.
Per queste ragioni, le sottoscritte auspicano una revisione del testo del decreto, affinché sia
salvaguardata la dimensione territoriale della tutela e sia garantita la continuità di un presidio
istituzionale essenziale per la promozione dell’uguaglianza e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e
chiedono alle istituzioni provinciali e regionali di attivarsi per la riscrittura del testo garantendo la
continuità piena dei presìdi territoriali esistenti e la valorizzazione delle competenze maturate.
Alessandra Cognigni, Consigliera di Parità per la provincia di Fermo
Bianca Maria Orciani, Consigliera di Parità per la provincia di Ancona
Paola Petrucci, Consigliera di Parità per la provincia di Ascoli Piceno
Romina Pierantoni, Consigliera di Parità per la provincia di Pesaro Urbino

Rete delle Consigliere di Parità delle Marche

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