C’era una volta un circo che non viaggiava su ruote, ma su nuvole. Si chiamava Il Circo delle Nuvole Vaganti, e appariva solo nei cieli dove i bambini sognavano ad occhi aperti.
Un giorno, mentre Cammello Caramello camminava tra le dune profumate di cannella, vide una nuvola scendere piano piano, come una piuma. Sopra c’era scritto: “Cerchiamo artisti che sappiano ascoltare i sogni.”
Cammello Caramello, che da sempre sentiva i desideri nascosti, saltò sulla nuvola e si ritrovò in mezzo a trapezisti di vento, leoni di panna montata e clown che facevano ridere anche le stelle.
Il direttore del circo, un vecchio gufo con il monocolo, lo guardò e disse: “Tu non farai numeri. Tu canterai i sogni.”
Così, ogni sera, Cammello Caramello saliva su una nuvola-palco e cantava le storie che aveva raccolto nel deserto:
- Il sogno di una bambina che voleva volare
- Il desiderio di un vecchio che voleva ricordare
- Il pensiero di un fiore che voleva essere visto
La sua voce faceva tremare le stelle e le nuvole si coloravano di rosa, oro e turchese. E ogni spettatore, alla fine dello spettacolo, si sentiva un po’ più leggero.
Un giorno, il circo sparì nel cielo, come sempre. Ma da allora, ogni volta che una nuvola sembra danzare sopra Pesaro o Monsano, qualcuno sussurra: “Cammello Caramello sta cantando. Ascolta bene, il sogno è anche tuo.”
Rosalba Angiuli

