È stata ufficialmente depositata la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Disposizioni per la prevenzione e il contrasto degli atti di bullismo”, un testo normativo che nasce dal basso, dalla volontà concreta di cittadini che hanno scelto di trasformare il dolore in impegno civile.
La proposta è stata presentata da un comitato promotore composto da quindici persone di diverse estrazioni sociali. Tra loro figurano anche i genitori di Leonardo Calcina, il ragazzo di 15 anni di Senigallia che si è tolto la vita dopo essere stato vittima di bullismo, e l’avvocato Pia Perricci, loro legale e amica di famiglia, da sempre impegnata nella tutela dei diritti e nella difesa delle vittime.
Questa iniziativa legislativa rappresenta molto più di una proposta normativa: è un atto di responsabilità collettiva, un segnale forte che la società civile vuole dare per prevenire e contrastare con strumenti più efficaci un fenomeno che continua a colpire giovani e famiglie in tutta Italia.
50.000 firme entro il 16 agosto
Perché la proposta possa essere discussa in Parlamento, è necessario raccogliere 50.000 firme entro il 16 agosto. È un obiettivo ambizioso ma raggiungibile, se ognuno farà la propria parte.
Si può firmare:
- Online, attraverso il sito del Ministero, autenticandosi con SPID, CNS o CIE su questo link https://share.google/cQuMaJt6NYYQMSWGg
- In forma cartacea, recandosi presso il Comune di residenza.
Firmare richiede pochi minuti, ma può contribuire a generare un cambiamento concreto.
Un gesto che vale per tutti
Il bullismo non è un problema “degli altri”. È una ferita sociale che riguarda scuole, famiglie, istituzioni e comunità intere. Ogni firma è un segnale chiaro: non vogliamo più voltare lo sguardo, non vogliamo più minimizzare, non vogliamo più arrivare troppo tardi.
Sostenere questa proposta significa scegliere di stare dalla parte dei ragazzi, della prevenzione, dell’educazione e della responsabilità. Significa trasformare una tragedia in un impegno condiviso affinché nessun’altra famiglia debba vivere lo stesso dolore.
Oggi possiamo fare qualcosa di concreto.
Firmare è un dovere morale prima ancora che civico.
Partecipiamo. Firmiamo. Facciamo sentire la nostra voce.
Avv. Pia Perricci

