Guerre, ricostruzione e nascita della città contemporanea
Il Novecento è il secolo delle fratture e delle rinascite. Pesaro, come tutta l’Italia, attraversa due guerre mondiali, la crisi economica, la ricostruzione e infine la modernizzazione. È un secolo che cambia il volto della città, ma anche il modo in cui i pesaresi vivono, lavorano, pensano.
Durante la Prima Guerra Mondiale, Pesaro è coinvolta soprattutto sul piano sociale: partono i soldati, si organizzano i soccorsi, si affrontano le privazioni. Ma è la Seconda Guerra Mondiale a lasciare segni più profondi: bombardamenti, sfollamenti, distruzioni. Il centro storico subisce danni, il porto viene colpito, la popolazione vive anni di paura e resistenza.
Nel dopoguerra, la città si rialza. Si ricostruiscono edifici, si aprono nuove scuole, si rilancia l’economia. Nascono le prime fabbriche moderne, si sviluppa il settore del mobile e della meccanica, si rafforza il turismo balneare. Pesaro diventa una città produttiva, dinamica, aperta al futuro.
Negli anni ’60 e ’70, l’espansione urbana cambia la geografia cittadina: nuovi quartieri, nuove strade, nuove piazze. La città cresce, ma cerca di mantenere il legame con la sua identità storica. Si restaurano monumenti, si valorizza il patrimonio artistico, si promuove la cultura.
Il Novecento è anche il secolo della democrazia locale, dei movimenti civici, della partecipazione. Pesaro diventa una città consapevole, attiva, protagonista del proprio destino. E si prepara, così, a entrare nel nuovo millennio con una visione chiara: essere città di cultura, di mare, di comunità.
Rosalba Angiuli

