Si realizza la Mission di Pesaro 2024 capitale italiana della cultura

La nascita del Polo museale “Pesaro Musei” regolato di fondo dalla seconda  “Riforma Franceschini” con l’obiettivo di potenziare le attività di valorizzazione dei musei italiani, raggrupperà sotto un’unica denominazione le realtà museali oggi appartenenti al circuito museale pesarese e favorirà il dialogo tra enti statali e locali, tra realtà museali pubbliche e private, per la costruzione del sistema museale territoriale di più largo raggio. Potrà lavorare in sinergia per valorizzare e rendere fruibile la ricchezza culturale delle nostre esposizioni e siti archeologici, e cosa non da poco, coordinerà risorse umane, tecnologiche e finanziarie al fine di offrire al pubblico attività culturali ed espositive, servizi di accoglienza ed educativi di sempre maggiore qualità. Politicamente ritengo e per questo la sostengo convintamente, che avrà un’azione di sostegno alla nascita di reti locali che coinvolgeranno diversi attori per lo sviluppo di itinerari culturali e la crescita del nostro territorio, ricchissimo di realtà rossiniane, degli Sforza e dei Della Rovere che ci hanno tramandato e che abbiamo tutti il compito di preservare.

I punti forza:

Guida e coordinamento delle attività di gestione, comunicazione e promozione museale

Valorizza il patrimonio culturale della città

Garantisce standard di qualità e servizi

Favorisce accordi di valorizzazione del territorio,

Promuove itinerari culturali condivisi, come i tour e i percorsi guidati. In modo particolare incoraggia la partecipazione attiva e gestisce progetti di sensibilizzazione e campagne pubbliche di raccolta fondi a sostegno del patrimonio culturale. Sarà competenza della Giunta comunale l’eventuale autorizzazione per entrare a far parte del Polo museale Pesaro Musei da parte di altri soggetti pubblici e privati. Il mio auspicio che in questa rete entri a far parte in un prossimo futuro anche la nostra Fortezza pesarese, Rocca Costanza, un gioiello rinascimentale con un forte interesse culturale e di studio, oggi purtroppo ancora preclusa al grande pubblico in quanto priva di un’uscita di emergenza per consentire una via di fuga efficiente. Spero che la Direzione Regionale Musei Marche che prenderà in carico tutta la progettazione della Rocca, metta al primo posto la realizzazione della via d’uscita, oltre alla destinazione completa di tutto il complesso della famosa fortificazione.

Anna Maria Mattioli

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