I Teatri di Pesaro luoghi di creazione artistica

CON RAM. RESIDENZE ARTISTICHE MARCHIGIANE

GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO ALLA SALA DELLA REPUBBLICA

CANTIERE APERTO PER “IL NUMERO ESATTO” DI FABIO PISANO

I Teatri di Pesaro si confermano luoghi vivi e accoglienti per la creazione artistica ospitando in questi giorni alla Sala della Repubblica del Teatro Rossini – nell’ambito di RAM – Residenze Artistiche Marchigiane, progetto nato dalla volontà della Regione Marche che lo ha finanziato con il MiC ed attuato da AMAT con il Comune di Pesaro – la residenza di creazione de Il numero esatto, regia di Martina Badiluzzi e drammaturgia di Fabio Pisano.

Al termine della residenza, la compagnia apre le porte della creazione al pubblico giovedì 19 febbraio alle ore 19 con Cantiere aperto per Il numero esatto, ingresso gratuito.

Il numero esatto – testo pubblicato nella collana teatrale bettiana, per Bulzoni editore, risultato finalista della 57^ edizione del Premio Riccione per il Teatro, vincitore del Premio Ugo Betti per la drammaturgia, nel 2024 – è una sorta di viaggio di Alice (questo il nome, ovviamente non casuale, della protagonista) nel mistero via via più fitto della propria nascita.

«I fatti di cronaca che hanno ispirato la scrittura de Il numero esatto – racconta Martina Badiluzzi – sono la questione da cui cominciare. La storia in sé si presta alla più becera moralizzazione, in campo ci sono argomenti spinosi per la nostra opinione pubblica. La gestazione per altri, la maternità surrogata, l’utero in affitto sono modi per parlare della stessa cosa e quando si parla “dei bambini” è facile cadere nella tentazione di avere un’opinione semplicistica. La genitorialità soprattutto quando riguarda una donna è questione pubblica più che privata. Questa drammaturgia riflette, in maniera cruda e delicata insieme, su cosa significhi per una donna essere centro del dibattito pubblico in quanto madre e le conseguenze estreme di questo senso del dovere».

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«Il numero esatto – prosegue Fabio Pisano – è una drammaturgia scritta a partire da un fatto di cronaca realmente accaduto; racconta di Alice, che a vent’anni apprende di non essere figlia di sua madre; Alice a vent’anni apprende di essere figlia biologica di una donna, di essere stata partorita da una gestante e cresciuta per il primo anno di vita, da una tata; Alice a vent’anni si sente in un pozzo; ha bisogno di sentire le voci, le voci delle donne che hanno a che fare con la sua nascita; ma la ricerca si scontra con una donna senza desideri e soprattutto con la guerra, la guerra che ha invaso – poco dopo la sua nascita – la città in cui è nata e che sarà decisiva, nella sua ricerca. E saranno decisive le voci di ogni donna, voci che non le faranno capire nient’altro che s’è sempre figlie di qualcuno. O di qualcosa».

Gli interpreti dello spettacolo – un progetto di Liberaimago, produzione Teatro di Napoli – sono Alessandra Borgia, Francesca Borriero, Anna Carpaneto, Federica Carruba Toscano, Giulia Weber

Barbara Mancia

ufficio stampa

AMAT

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