Ci sono persone che incroci per strada una sola volta e ti restano impresse. Persone che potresti incontrare al supermercato, al semaforo, in una via del centro, o magari passeggiando sul lungomare di Pesaro senza sapere davvero chi siano. Eppure, dentro di loro c’è un mondo che merita di essere raccontato.
È questo lo spirito della mia rubrica Personaggi allo Specchio: un piccolo spazio dove provo a restituire luce a vite apparentemente comuni, ma straordinarie nella loro autenticità. È il mio modo di dirvi: guardate meglio, guardate oltre. Perché ogni storia può diventare una poesia, se solo ci fermiamo ad ascoltarla.


Oggi allo specchio si affaccia Chiara Cinti, una giovane donna che vive come si vive in montagna quando il cielo è terso: respirando forte, a pieni polmoni, senza risparmiarsi mai.
Chiara Cinti: 35 anni di vita intensa, costruita passo dopo passo
«Ciao Danilo, guarda… sono appena tornata dal lavoro, ti mando questo vocale».
E già da questo incipit capisci tutto: Chiara è una che corre, una che vive, una che riempie le ore fino all’ultimo minuto.
Ha 35 anni “un’onorevole età”, dice ridendo, e una vita che è un mosaico fatto di impegno, disciplina e passioni. Il suo primo grande traguardo? La laurea.
Cinque anni vissuti sotto i portici di Bologna, tra libri, lezioni, appartamenti condivisi, risate, e quella sensazione di crescere ogni giorno un po’ di più. Nel 2013 il ritorno a casa, a Pesaro, e l’inizio del lavoro che oggi la definisce: responsabile della farmacia comunale “Soria” con la qualifica di Direttore. Un ruolo in continua evoluzione, come lei.
«Il contatto con il pubblico regala sempre qualcosa» mi dice. Ed è vero: Chiara appartiene a quel tipo di persone che. quando ti parlano, ti ascoltano davvero.

Il calcio: la passione che profuma di libertà
Dopo l’università, tra un turno e l’altro, scopre un amore che non la lascerà più: il calcio femminile.
Oggi indossa con orgoglio la maglia della Pink Arzilla, l’unica squadra femminile del territorio pesarese. Le ragazze giocano nel campionato Eccellenza Marche, e quest’anno sono prime in classifica.
«È una famiglia» mi dice. E non è una frase fatta: nell’Arzilla c’è un’energia speciale, un collante invisibile che unisce giocatrici, staff e chiunque si avvicini a questo gruppo.
In precedenza aveva difeso per molti anni la maglia della Vis Pesaro, diventandone anche capitano e conquistando, nella sua ultima stagione prima che il presidente Bosco decidesse di chiudere il settore agonistico, una promozione in C e una Coppa Marche.
Chiara, che ama gli sport di squadra da sempre, prima la pallavolo nella Blue Volley, poi il calcio a 25 anni, è il tipo di atleta che riempie lo spogliatoio di sorrisi e il campo di grinta.
Perché una cosa è certa: l’agonismo, quello sano, ce l’ha cucito addosso.


Il lavoro, la squadra, e quella filosofia di vita che dovremmo imparare tutti
Chiara sa cosa significa lavorare in team. Sa che per raggiungere un obiettivo bisogna remare insieme.
Lo ha imparato nello sport, lo applica nel lavoro. E forse è anche per questo che la sua vita sembra avere un’armonia speciale: tutto comunica, tutto si tiene.
Nel suo tempo libero, poco, ma prezioso, si trasforma in mille altre versioni di sé: la zia che vizia, l’amica che ride fino alle lacrime, la lettrice vorace, la regina del karaoke stonato, la viaggiatrice instancabile.
Ama sciare d’inverno, ama i viaggi esotici d’estate. Adora la montagna, ama scoprire culture nuove, ama perdersi e ritrovarsi. «Viaggiare è il miglior investimento» dice.
E come darle torto? Lei stessa è la prova vivente che uscire dalla quotidianità fa bene all’anima.

Chiara Cinti allo specchio
Quando Chiara parla della sua vita lo fa con una sincerità che emoziona.
Quando racconta il calcio, il lavoro, gli amici, i nipoti, i viaggi… senti che c’è sempre un filo di gratitudine che attraversa tutto. Chiara è così: una donna che non spreca niente, che vive ogni cosa fino in fondo.
E forse è proprio questo che mi ha colpito di lei: la capacità di essere intensa senza essere rumorosa, autentica senza cercare applausi, determinata senza bisogno di ostentarlo.
Chiara è una storia che si legge in un fiato, ma che resta molto più a lungo.
Una storia che meritava di essere raccontata.
Danilo Billi
