Di seguito riportiamo un articolo scritto dal nostro socio, il Prof. Gianni Morolli, dedicato alla signora Mariella Della Santa. Il 31 dicembre 2025, la signora ha cessato l’attività della sua azienda, specializzata nella produzione di modellini in scala 1/43 realizzati ancora a mano. Tra le sue creazioni spiccano le riproduzioni delle auto con cui corse il pilota pesarese Dorino Serafini. Dopo la chiusura della Bang di Tamburini nel 2006 (avvenuta in seguito alla clonazione di alcuni modelli da parte di produttori cinesi), il settore perde oggi anche gli storici marchi Best, Art Model e Rio. .
MARIELLA DELLA SANTA, LA SIGNORA DEI MODELLINI
Prima c’era la vita da signora borghese, dedicata alle faccende domestiche e ai figli, nella casa‑contenitore della grande collezione di modellini del marito Marco Grassini — alla fine saranno più di 10.000. Poi è arrivata la vita in azienda, spesso anche da sola, per realizzare il sogno del marito, mancato troppo presto. Mariella Della Santa, il 31 dicembre 2025, ha chiuso una storia iniziata con il modellino di una Ferrari GTO 1/43.
Nel 1984 il marito, insieme a Carlo Tamburini — entrambi pesaresi, collezionisti e cugini — decide di fondare la Box Model. Grassini era rappresentante di mobili, Tamburini commerciante di moto e biciclette. L’obiettivo era animare la produzione delle storiche Mercury, Burago e Rio, che ritenevano in crisi di proposte, e offrire modellini inediti, spesso ispirati a fotografie pubblicate su Auto Italiana e Autosprint. Partendo da zero, si rivolgono all’amico Provini, indimenticato campione Benelli e proprietario della Protar, che produceva modelli di motociclette montate all’epoca da Tamburini. Poi coinvolgono gli stessi stampisti della Burago e, in un capannone retrostante al negozio di Tamburini, aprono la ditta, con Mariella come segretaria tuttofare. Chi non ricorda la Ferrari GTO, la 275 GTB o la Jaguar E, solo per citare alcuni best seller della prima ora? Per sei anni la produzione procede, sempre in metallo — scelta che rimarrà anche negli anni successivi — finché, per divergenze di vedute, i due soci si dividono: a Tamburini va la nuova Bang, a Grassini la nuova Best Model.
Sono gli anni d’oro del modellismo statico in scala 1/43 e dei collezionisti sempre avidi di novità, con l’apertura al mercato estero e la partecipazione alla prestigiosa fiera di Norimberga, vetrina mondiale del settore. Il successo è tale che Marco apre una nuova linea, la Art Model, dedicata esclusivamente alle Ferrari.
La grande rivoluzione arriva nel 2004, con l’impegnativa acquisizione, dai fratelli Nilo e Diego Tattarletti di Cernobbio, della ditta RIO, insieme alle attrezzature per stampaggio e verniciatura. È un passaggio epocale: si rinuncia definitivamente agli affidamenti esterni, come sempre fatto in precedenza.
A complicare tutto, l’anno seguente il capannone dell’azienda viene completamente alluvionato, con danni ingenti e grande pericolo anche per i felini di Mariella, ospiti fissi in azienda: «Sono una gattara», dice lei.
Nel frattempo si manifestano i primi segni della malattia del marito, che costringono Mariella ad assumere compiti direttivi, traducendo in nuovi modellini le idee e le intuizioni che Marco continuerà a suggerirle. In seguito, purtroppo, rimarrà sola a creare nuove serie, compresa quella — di grande successo — dedicata alle auto dei personaggi famosi: la Jaguar E di Diabolik, quella rosa di Rita Pavone, la Ferrari 308 GTS di Magnum P.I., la Mercedes 770 da parata di Hitler e Mussolini, l’Alfa Romeo 1750 dell’incontro a Gardone tra D’Annunzio e Nuvolari, la Citroën DS 19 di Ginko, la CMN di Enzo Ferrari, la Lancia Beta Montecarlo Alitalia di Villeneuve al Giro d’Italia (una sorta di “Gronchi rosa” del modellismo, perché sbagliata), le Ferrari del campione pesarese Dorino Serafini e molte altre.
Nonostante una lunga serie di successi, il 31 dicembre 2025 arriva la dolorosa cessazione dell’attività, causata dall’onerosa e complessa produzione dei modelli in metallo rispetto a quella in resina — oggi quasi tutta proveniente dall’estero — e dall’affermarsi sul mercato di altre scale, come la 1/18, la 1/12 e le piccolissime 1/64.
È un lutto anche per la città di Pesaro che, dopo la chiusura della Bang di Tamburini nel 2006 (in seguito alla clonazione di alcuni modellini da parte di produttori cinesi), perde ora anche gli storici marchi Best, Art Model e Rio.
Alla fine di questa storia non resta che un doveroso ringraziamento a Mariella, per aver alimentato la fiamma della nostra insaziabile passione, iniziata da bambini e ancora viva oggi, nonostante i capelli grigi.
G. Moroli
AUTOCLUB STORICO PESARO DORINO SERAFINI






