Pesaro, 11 febbraio 2026 – “L’ombra dello sfruttamento e delle retribuzioni ben al di sotto della soglia di povertà scuote profondamente il settore del food delivery in tutta Italia. La recente iniziativa della Procura di Milano, che ha disposto il controllo giudiziario d’urgenza per Foodinho, la società del colosso spagnolo Glovo, segna un punto di svolta drammatico per migliaia di lavoratori. L’ipotesi di reato è quella di caporalato, un’accusa che riaccende prepotentemente il dibattito sulla dignità di chi, ogni giorno, attraversa le nostre strade per consegnare pasti a domicilio.
L’indagine mette in luce una realtà che non riguarda solo le grandi metropoli, ma che impatta direttamente sui circa 40.000 rider operanti su tutto il territorio nazionale. Secondo i dati emersi dall’inchiesta, molti di questi lavoratori avrebbero percepito compensi inferiori fino all’81% rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali, con paghe che in alcuni casi non raggiungono nemmeno la soglia minima di sussistenza. Si tratta di un sistema dove il “caporalato digitale” sfrutta lo stato di bisogno di migliaia di persone, spesso migranti, trasformando l’autonomia lavorativa in una forma di precarietà senza tutele.
Anche nel nostro territorio, i rider operano all’interno di questo modello fondato sul cottimo, dove la retribuzione media oscilla tra i 2 e i 4 euro lordi a consegna. In questa cifra, spesso trascurata dai consumatori, sono compresi non solo il tempo e la fatica del lavoratore, ma anche tutti i costi vivi e i rischi d’impresa, dalla manutenzione del mezzo all’acquisto dell’attrezzatura termica, fino alla totale assenza di coperture reali in caso di infortuni o malattia. Come sottolineato dalle recenti denunce di NIdIL CGIL nazionale, è fondamentale superare questo schema che remunera esclusivamente i tempi di consegna, escludendo i periodi di attesa e ribaltando ogni rischio sul lavoratore.
L’obiettivo dell’azione giudiziaria e della mobilitazione sindacale è ora quello di trasformare radicalmente il comparto; il recepimento della Direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme viene indicato come il passaggio decisivo per garantire salute, sicurezza e diritti certi
CGIL Pesaro Urbino, NIdIL CGIL Pesaro Urbino in collaborazione con FILT CGIL Pesaro Urbino sono attive sul territorio a supporto dei lavoratori e lavoratrici del food delivery.
Sarah Salmouti
Segretaria Generale NidIL CGIL Pesaro Urbino
Foto di repertorio

