Avanti con il Centro per l’Autismo e la nuova sede del Gabbiano all’ex asilo nido Alberone di Soria, oggi il voto unanime del Consiglio comunale  

INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

Si è parlato di “Teleriscaldamento del condominio “Pesaro Porta Ovest’” con la prima interrogazione del Consiglio, a firma della consigliera Marchionni. Alla stessa, ha risposto l’assessore al Patrimonio Riccardo Pozzi: «Leggendo l’interrogazione mi sono sinceramente preoccupato, soprattutto per le possibili ricadute che certe affermazioni possono generare nelle famiglie. Chiedo quindi alla consigliera se qualcuno dei soggetti coinvolti le abbia mai lasciato intendere che, da un giorno all’altro, si potesse interrompere il riscaldamento al nido o all’intero condominio. Se così fosse, la invito a segnalarlo immediatamente. Diversamente, troverei grave alimentare timori legati all’ipotesi di bambini e bambine al freddo, eventualità che è del tutto esclusa». «C’è poi un secondo punto – ha detto Pozzi -. È legittimo domandarsi se sia opportuno che una società che gestisce servizi pubblici locali continui a occuparsi del riscaldamento di un condominio privato. La società ha posto tale questione e ha correttamente rimesso la decisione all’assemblea dei condomini, cui spetta la scelta. Il Comune è coinvolto esclusivamente perché detiene una quota marginale di millesimi nello stabile, in quanto vi è ospitato un nido. Ma non sarà il Comune a decidere le future modalità di gestione del calore: come avviene in tutti i condomini privati, sarà l’assemblea a individuare un soggetto privato cui affidare il servizio». 

La consigliera: «Continuiamo a parlare di teleriscaldamento a Pesaro quando questo non esiste. A quale costo oggi un intero condominio e un nido affrontano questo tema e senza avere la possibilità di usare un impianto per cui hanno pagato? A quale costo continuiamo a dire che siamo una città green quando non è vero?».

È stato poi l’assessore alle Politiche sociali Luca Pandolfi a prendere parola per intervenire sull’“Accessibilità stazione ferroviaria per persone con disabilità motoria”, tema sottoposto dai consiglieri Marchionni, Lanzi, Redaelli, Marinucci, Boresta, Andreolli, Malandrino, Dallasta, Canciani, Corsini e Bartolomei tramite un’interrogazione. «Dispiace constatare come il confronto politico venga ancora una volta spostato dagli aspetti concreti a illazioni e attacchi personali – ha detto Pandolfi -. Le interrogazioni dovrebbero servire ad approfondire i temi nel merito, anche partendo da posizioni diverse. Respingo le accuse personali e considero fuori luogo le insinuazioni nei confronti della consigliera Palazzi. Da sempre attenta ai temi della disabilità, prima come Garante e oggi come consigliera comunale e Presidente della Commissione IV, ha svolto e continua a svolgere il proprio ruolo con serietà e nel pieno rispetto delle istituzioni». «Se davvero si vuole lavorare nell’interesse delle persone con disabilità – ha continuato – l’attenzione dovrebbe concentrarsi anche su ciò che sta accadendo a livello regionale: il mancato ripristino dei 3,5 milioni del Fondo di Solidarietà per il pagamento delle rette nelle strutture; la drastica riduzione dei tirocini di inclusione sociale, che nell’ATS rischiano di passare da 255 beneficiari a circa 70; il sottorganico delle UMEE e UMEA e di cui l’atto aziendale non dice nulla; la proposta di trasferire il Progetto Sollievo dall’ambito sociale al DSM, modificandone l’impostazione originaria». Sull’avviso citato nell’interrogazione, Pandolfi ha detto: «In tutta la regione Marche i Garanti si contano su una mano, nella nostra Provincia l’abbiamo previsto solo a Pesaro. Abbiamo sempre sostenuto la figura e oggi c’è l’avviso per individuare la figura del Garante come già detto nelle diverse interrogazioni presentate su questo tema». Inoltre, «Come già comunicato la pubblicazione degli atti era prevista per i primi mesi del 2026 ed è avvenuta nei tempi indicati». Sui lavori della stazione ferroviaria, «è bene ricordare che progettazione e finanziamento competono a RFI – società del Gruppo Ferrovie dello Stato, controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Quelli che indicate come gravi errori di accessibilità andrebbero eventualmente segnalati con un’interrogazione al Ministero e al Ministro competente, che è vicino alla vostra parte politica. Detto questo, sottolineo che gli interventi sono stati sviluppati in coerenza con gli standard di accessibilità europei previsti per le persone con disabilità e mobilità ridotta e che rientrano in un più ampio progetto di riqualificazione e integrazione della stazione con la città». Pandolfi ha poi aggiunto: «Il Comune, per quanto di propria competenza, ha scelto di investire sulla qualità di una progettazione accessibile: fra l’altro abbiamo per questo attivato un corso di quattro giornate rivolto a tecnici comunali e agli ordini professionali, con il coinvolgimento diretto delle associazioni del territorio – AIAS, UICI, ENS – per rafforzare competenze e sensibilità sul tema dell’accessibilità, dando il giusto valore alle prospettive dell’utente con disabilità. Perché non basta rispettare la norma: occorre progettare ascoltando chi vive ogni giorno queste difficoltà. Il Comune di Pesaro continuerà a lavorare con concretezza su questi temi, mettendo al centro i diritti delle persone e lasciando da parte le polemiche».

Marchionni, sulla soddisfazione: «L’assessore non ha risposto alle domande fatte. Non ci ha detto chi è il referente per la compiuta esecuzione per l’eliminazione delle barriere architettoniche o se risultano esserci problemi di accessibilità alla stazione. Il senso dell’interrogazione era fare qualcosa di propositivo».

Il consiglio è proseguito con l’interrogazione dei consiglieri Malandrino, Boresta, Corsini, Redaelli e Canciani sull’“Increscioso caso del teatrino del castello di Novilara – Richiesta chiarimenti sui ritardi nella messa in sicurezza e riqualificazione del muro di cinta e del giardino pubblico”. L’assessora alle Manutenzioni, Mila Della Dora, ha detto: «Quella del teatrino di Novilara è stata una delle prime questioni attenzionate dall’Amministrazione Biancani – ha spiegato, ripercorrendo le tappe -. Ora sono arrivati tutti i pareri necessari, compreso quello della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, sul progetto del Teatrino: si tratta di passaggi fondamentali che ci consentono di compiere ulteriori passi concreti verso la realizzazione dell’intervento. Lo stesso, prevede il ripristino della muratura su via Rossi e l’apertura di un accesso delle mura su via Pettinari. Abbiamo già avviato un’indagine di mercato per l’affidamento dei lavori, così da velocizzare al massimo i tempi. Il Teatrino è un luogo di grande valore storico, identitario e sociale per il borgo e per l’intera città: restituirlo alla comunità significa recuperare memoria e creare nuove opportunità di incontro e cultura. Dopo anni di attenzione, con la Giunta Biancani c’è stata un’accelerazione decisiva; grazie al confronto, abbiamo recepito le indicazioni della Soprintendenza, presentando un progetto che prevede l’apertura di un accesso al giardino e un intervento sul muro di contenimento nel pieno rispetto delle prescrizioni. Il parere favorevole conferma che il percorso intrapreso è quello giusto. Al momento non possiamo indicare una data certa per l’inizio dei lavori, ma stiamo lavorando per accompagnare l’intervento verso la fase realizzativa nel più breve tempo possibile».

Sulla soddisfazione, il consigliere Malandrino: «Ringrazio l’assessore, spero che finalmente questo progetto vada a termine. Questa interrogazione nasce perché le persone residenti a Novilara si chiedono quale sia il futuro di quello spazio».

Ha poi preso parola l’assessore alle Attività economiche Mattia Galeazzi che ha risposto all’interrogazione “Richiesta chiarimenti e aggiornamento sulla gestione del locale “Il Gra” presso Palazzo Gradari” presentata dai consiglieri Boresta, Malandrino, Redaelli, Canciani E Corsini. Galeazzi ha detto: «La scadenza della concessione, inizialmente prevista nel 2022, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2024 anche in vista di Pesaro Capitale italiana della Cultura. Negli ultimi mesi i gestori hanno accumulato ritardi nei pagamenti di canoni e utenze, per cui il Comune ha avviato le procedure di recupero crediti. Inoltre, a febbraio 2025, è stata comunicata la cessazione dell’attività, chiusa dal 13 gennaio 2025. Ora il Comune sta valutando se pubblicare un nuovo bando per affidare lo spazio ad attività collegate agli uffici e alle funzioni culturali, oppure – dopo l’approvazione di una specifica variante – destinarlo ad attività di pubblico esercizio».

La consigliera Boresta ha replicato: «Rimane la perplessità di capire perché tutto si era bloccato nel 2025 e a distanza di un anno è ancora tutto fermo».

Si è passati poi all’interrogazione dei consiglieri Marchionni, Lanzi, Boresta, Canciani, Corsini, Malandrino, Redaelli, Bartolomei, Dallasta, Marinucci e Andreolli: “633 giorni di attesa – Mancata nomina del Garante per i diritti della persona con disabilità – Violazione del Regolamento comunale e perdurante vacanza dell’incarico”. L’assessore Pandolfi ha detto: «Nel corso della stessa seduta consigliare sono state presentate 2 interrogazioni sul medesimo tema. Questo viene fatto nonostante in una precedente risposta a una precedente interrogazione già discussa in quest’aula, fosse già stata indicata con chiarezza la tempistica per l’attivazione dell’avviso pubblico, prevista per i primi mesi del 2026». Pandolfi ha evidenziato l’attacco personale fatto contro Palazzi: «La consigliera comunale si attiva per il bene dei cittadini affrontando anche i temi della disabilità, cosa che -di nuovo- stimolo i consiglieri di opposizione a fare soprattutto considerati i tagli alla disabilità fatti dalla Regione Marche». L’assessore ha detto: «La riproposizione del tema e la narrazione che ne fa l’opposizione confermano la volontà di alimentare una polemica priva di fondamento. Ribadiamo con forza l’importanza della figura del Garante, la cui istituzione è stata una precisa scelta politica di questo Comune. Se in città c’è stato e ci sarà un Garante, è per volontà di questa Amministrazione». «In provincia – ha detto – è presente solo nel nostro Comune e, nelle Marche, sono pochissime le realtà che hanno fatto la stessa scelta. Questo testimonia l’attenzione concreta che riserviamo a questo ruolo, che rafforza il lavoro dei nostri servizi sul territorio, da sempre sensibili ai temi della disabilità. Un elemento che distingue Pesaro nel panorama provinciale e regionale». Sulle tempistiche, «Come già detto, l’avviso pubblico per l’individuazione del nuovo Garante è stato pubblicato il 5 febbraio, in coerenza con gli atti amministrativi adottati a fine gennaio e a quanto già comunicato nelle precedenti risposte in Consiglio».

Il consigliere Andreolli: «Questa importante figura è stata votata in modo unanime, con spirito di collaborazione, dallo scorso Consiglio comunale. Non capiamo perché dopo oltre 650 giorni non ci si è ancora attivati, menomale che tiene all’argomento», ha concluso in maniera ironica.

PROPOSTE DI DELIBERAZIONE

La prima delibera discussa e approvata all’unanimità con 29 voti favorevoli è quella per “Interventi di somma urgenza per sgombero della neve in data 6 e 7 gennaio 2026”. Ad illustrarla è stata l’assessora alle Manutenzioni Mila Della Dora: «Riconosciamo le spese sostenute in occasione dell’emergenza neve dello scorso gennaio. Le risorse erano già previste nel bilancio di previsione, ma, essendoci stata una nevicata improvvisa, non è stato possibile impegnare i soldi direttamente alle 19 ditte intervenute. Quindi rettifichiamo e autorizziamo il pagamento del lavoro svolto. Ne approfitto per ringraziare tutti coloro che si sono adoperati prontamente a garanzia della pubblica incolumità».

Interventi e dichiarazioni di voto

Marinucci: «Il lavoro è stato proficuo, anche se ho perplessità sul monitoraggio delle ore effettuate e sulla cifra».

Montesi: «Voteremo favorevolmente. Da anni il Comune è attrezzato per gestire il Piano neve anche con un fermo-macchina garantito agli operatori. Gli stessi sono coordinati dal Centro operativo e muniti di un Gps che viene controllato costantemente affinchè le strade che devono percorrere siano gestite in maniera completa e coordinata. Questo metodo favorisce che gli interventi siano svolti in maniera ottimale, rapida e tempestiva fornendo un ottimo servizio». 

Malandrino: «Voteremo favorevole, abitando nelle colline ho valutato efficiente la macchina operativa».

Poi l’Urbanistica con la delibera sul “Cambio di destinazione d’uso del piano interrato da magazzino a locale artigianale per l’attivazione di un’area service a supporto dell’attività commerciale su immobile di proprietà di una ditta in strada Montefeltro”. Così l’assessore Andrea Nobili: «Questa proposta di delibera nasce dall’esigenza della ditta proprietaria di ottimizzare gli spazi esistenti, attraverso un cambio di destinazione d’uso. La stretta connessione funzionale tra i due livelli è essenziale per garantire la funzionalità delle attività, dando maggiore servizio ai clienti. Con questo cambio nel locale interrato verranno realizzate operazioni meccaniche per la messa su strada di mezzi venduti per assistenza, non sarà accessibile al pubblico ma solo da chi ci lavora. Le lavorazioni non daranno luogo ad emissioni di agenti nocivi». La delibera è stata approvata all’unanimità, con 28 voti favorevoli.

Interventi e dichiarazioni di voto

Corsini: «La verifica di compatibilità idraulica mi sembrava uno degli eventuali pericoli; questo dubbio è stato fugato della certificazioni che mi hanno mostrato gli uffici e i dirigenti, che ringrazio».

Pagnoni Di Dario: «Delibera molto positiva che va a incrementare le attività di un’azienda. Ciò evidenzia buon lavoro che l’Amministrazione fa dando attenzione alle realtà produttive del territorio».

Ancora Nobili, ha presentato la delibera (approvata con 18 favorevoli, 11 i contrari) ad oggetto: “Controdeduzione alle osservazioni e adozione alle osservazioni e adozione definitiva della variante al P.R.G. vigente relativa alla flessibilizzazione delle destinazioni d’uso di alcuni immobili comunali”: «Con la delibera del 2025 andavamo a sensibilizzare le destinazioni di 4 immobili, l’area di via Mario Ricci, la scuola elementare Tonelli, palazzo Gradari e il centro di aggregazione La Miniera. Nel periodo di pubblicazione sono arrivate tre osservazioni dal Quartiere 1 centro Storico e dal Quartiere 8 Borgo Santa Maria». Le osservazioni sono state illustrate dal dirigente Marco Fattore.

Dopo l’intervento dell’assessore, Corsini ha presentato una mozione d’ordine (respinta con 11 voti favorevoli e 16 contrari) per chiedere di discutere congiuntamente alla delibera la mozione da lui presentata sullo stesso tema anche perché, «Nella mozione sono riportate le stesse parole della delibera. È illogico discutere i documenti in due tempi diversi». Corsini ha chiesto inoltre di porre una domanda sulla parte di delibera che riguarda la flessibilizzazione di Palazzo Gradari.

Mattioli ha detto. «Sono due discussioni con un tema di fondo comune ma reputiamo sia bene prima approfondire bene la delibera e poi la mozione. Non riteniamo opportuna la discussione contemporanea».

Bernardi: «Si può anche fare un emendamento alla delibera e non accorpare le discussioni».

Interventi e dichiarazioni di voto sulla delibera

Corsini: «Mi riferisco agli spazi del Gradari: non sono delimitati da un’unità immobiliare (unica per tutto lo stabile di uffici) e credo che, considerato quello che verrà fatto dopo sia bene sia divisa. Questo per gestire un’assegnazione o locazione».

Il sindaco Andrea Biancani ha poi chiarito la visione futura di palazzo Gradari e il centro di aggregazione di Borgo Santa Maria: «Parliamo di una delibera di valorizzazione e vogliamo chiarire con assoluta trasparenza che il Comune non ha in alcun modo intenzione di vendere Palazzo Gradari. Si tratta di un patrimonio pubblico, parte integrante della storia e dell’identità del nostro territorio, e il nostro obiettivo è preservarlo, tutelarlo e al contempo valorizzarlo per la comunità. Infatti, il Piano delle valorizzazioni è uno strumento concreto che il Comune ha a disposizione per promuovere la gestione efficiente e sostenibile dei propri immobili. In questo contesto, lo stiamo applicando a tutto il piano terra di Palazzo Gradari, con l’obiettivo di rendere l’attività completamente autonoma rispetto ai servizi del Comune. Si tratta di un intervento strategico, volto a garantire una fruizione più moderna e funzionale degli spazi, senza compromettere l’integrità e la destinazione storica dell’immobile. Questa iniziativa rappresenta non solo un modo per valorizzare una proprietà pubblica, ma anche un impegno concreto verso la cittadinanza: intendiamo rafforzare il ruolo del chiostro come luogo di incontro, cultura e partecipazione, affinché possa essere fruito in maniera più intensa e diffusa. Il nostro interesse proprietario è quindi, prima di tutto, di natura pubblica». Il sindaco Biancani ha poi fatto chiarezza anche sulla destinazione del centro di aggregazione giovanile di Borgo Santa Maria: «Entrando nello specifico, nell’attuale struttura — l’ex asilo del quartiere — negli ultimi anni abbiamo riqualificato una parte dello stabile e istituito il centro civico, che ospita la biblioteca di quartiere, una delle più frequentate della città, oltre alla sede dei vigili di quartiere. L’edificio presenta ancora alcuni spazi inutilizzati che necessitano di interventi di ristrutturazione e che, una volta riqualificati, potrebbero accogliere l’attuale centro di aggregazione giovanile, oggi situato in locali che richiedono a loro volta lavori di manutenzione. In questo modo sarebbe possibile realizzare un unico centro civico completamente ristrutturato e recuperato, destinato a diventare un punto di riferimento soprattutto per i giovani del quartiere, con tutti i servizi riuniti all’interno della stessa struttura». Ha poi sottolineato che non si tratta di uno smantellamento, ma di una riorganizzazione e valorizzazione degli edifici già di proprietà comunale: «Vogliamo trovare una soluzione che coniughi le esigenze di tutti, garantendo ai ragazzi un luogo adeguato, rispetto all’attuale sede, che necessita di importanti interventi di manutenzione». Infine, ha chiarito che lo spostamento nella nuova struttura sarà possibile solo al verificarsi di determinate condizioni che rientrano anche nelle richieste definite dallo stesso Quartiere 8: «Stiamo valutando se il centro di aggregazione possa essere ospitato negli spazi disponibili della nuova sede, che è a poca distanza da quella nuova ipotetica e ha caratteristiche analoghe. Nella delibera di Consiglio approvata oggi, garantiamo che la vendita della struttura che ospita attualmente il centro di aggregazione, avverrà solo se sarà possibile trasferire tutti i servizi nella nuova sede. Ad esempio, potremmo vendere l’immobile attuale ma consentirne il rilascio solo dopo il completamento dei lavori nella nuova struttura, oppure valutare un appalto in permuta che permetta al soggetto acquirente di intervenire direttamente nella ristrutturazione della nuova sede, senza dover pagare l’immobile al Comune».

Marchionni: «Valorizzate gli immobili, non le persone. Lo fate decidendo di non accogliere le controdeduzioni fatte dai consiglieri di Quartiere della maggioranza che hanno scritto con precisione una serie di richieste dicendo si sarebbero dimessi se non accolte». «Dobbiamo dare ascolto alle priorità indicate dai consiglieri affinché possano dedicarsi al territorio. È un quartiere che chiede un’attenzione particolare facendo richieste plausibili». E ancora, «In questo modo viene sminuito il lavoro volontario di chi si mette a disposizione del Quartiere. Ed è irrispettoso nei confronti dei cittadini che si sono candidati a questo ruolo».

Di Dario: «Una delibera tecnica, si parla di beni e non di persone. Se vogliamo portare la polemica sui Quartieri, il sindaco ha chiarito che cosa vuole fare in quel Quartiere 8: mantenere tutti i servizi in quel territorio. Sentirsi dire che non valorizziamo i Quartieri è allucinante e poco rispettoso nei confronti di chi crede che siano interlocutori importanti».

Marinucci: «Anche a Santa Maria Dell’Arzilla abbiamo un edificio che andrebbe rimesso a posto. Non abbiamo un luogo d’aggregazione, sarebbe importante riavere un ambulatorio medico e una stanza dove poter confrontarsi».

Alessandroni a Marinucci: «La sua dichiarazione rispetto al fatto che non ci sarà una nuova classe 1^ alla primaria di Santa Maria dell’Arzilla non ha attendibilità. Lo invito ad accertarsi delle dichiarazioni pubbliche che fa e ad avere il giusto rispetto».

Lugli: «Credo si debba investire di più sui Quartieri. Perché se ci ritroviamo con i rappresentanti della maggioranza non capiscono e arrivano a minacciare dimissioni su un tema banale su cui bastava chiedere probabilmente occorre investire più tempo. Forse un problemino su organismi di rappresentanza c’è». «Importante l’attenzione sui centri di aggregazione: siamo qui a parlare di giovani e sicurezza ma anche a Pesaro si è registrata la diminuzione di questi luoghi. Invito a svilupparli così come prevedono le volontà della Giunta che conosco».

Redaelli: «Dietro questa delibera ci sono aspetti politici più ampi. Questi beni vengono valorizzati e inseriti all’interno dei beni alienabili; quindi, vuol dire che il Consiglio non avrà più modo di parlare in merito a questi beni e che, qualora l’Amministrazione vorrà vendere, lo farà senza passare per l’aula. Io non sono sereno».

L’assessore Nobili: «In risposta alla Marchionni: io credo nella valorizzazione delle persone dei Quartieri, il contributo che danno è importante. Ho partecipato al consiglio di Quartiere 8, nell’esposizione della delibera che è stata fatta da un consigliere di Quartiere c’era già la risposta all’osservazione: “la richiesta del comune di ampliare la destinazione d’uso dell’immobile per renderlo più fruibile, oltre che per l’uso sociale attuale, anche per un uso residenziale e commerciale. L’intenzione dell’operazione sembra quello di renderlo più commerciale e di vendere l’immobile in una fase successiva, al fine di trovare fondi per spostare la Miniera in uno stabile più idoneo, già individuato in quanto la sede attuale è fatiscente e richiederebbe troppi interventi per l’uso attuale”. Se la parola data dall’Amministrazione non ha peso finisce tutto, il nostro interesse è essere credibile agli occhi dei cittadini». Ancora: «Non abbiamo intenzione di togliere servizi, ma di razionalizzare spazi per renderli più ottimali».

Manenti: «Le periferie a volte sono molto distanti. Lo si capisce dagli interventi che fanno emergere la non conoscenza approfondita di quello di cui si sta parlando. Sindaco e assessore hanno ben espresso le volontà dell’Amministrazione e li ringrazio. Quando si parla di valorizzazioni occorre sciogliere dei nodi critici, in questo caso del centro di Borgo Santa Maria significa trovare una localizzazione più funzionale a un immobile fatiscente collocato da anni a stretto contatto con la residenza. Condizione che causa problemi funzionali di visibilità. Abbiamo avuto tutte le rassicurazioni per votare serenamente con questo dibattito approfondito che fa capire l’attenzione ai suggerimenti che pervengono dai territori».

Il sindaco Biancani: «Il Consiglio di Quartiere di Borgo Santa Maria chiede eventualmente di utilizzare i proventi per fare il centro di aggregazione o fare un appalto in permuta; di dare continuità al servizio del centro di aggregazione; che i nuovi spazi individuati siano adatti, tutti impegni che l’Amministrazione comunale si sta assumendo e sta rispettando, quindi di cosa stiamo discutendo? Il Comune sta rispettando le richieste del Quartiere».

Mariani: «Il Consiglio comunale dovrebbe dare supporto a questioni importanti come quella di ritornare alla rappresentatività dei territori che sono le Circoscrizioni abolendo normative sbagliate. Facciamoci relatori di idee che portino al ritorno di una vera rappresentatività dei Quartieri data dalle Circoscrizioni che avevano un’autonomia anche economica».

L’assise ha poi discusso e votato all’unanimità (con 29 voti favorevoli) la delibera per “Integrazione e variazione al Piano delle alienazioni e valorizzazioni 2026-2028 con conseguente aggiornamento Dup 2026-2028″ presentata dall’assessore Pozzi: «È una delibera che porto con soddisfazione in particolare per una delle tre variazioni al Piano, quella legata al sociale. Ci consente di fare un passo concreto su un tema che per anni non aveva trovato risposte». Il riferimento è all’immobile che ospitava il nido Alberone, che accoglierà un Centro per l’autismo: «Grazie a una scelta precisa dell’Amministrazione – ha spiegato Pozzi – possiamo finalmente dare una risposta a un’esigenza di cui si parla da tanti anni in città». La delibera rappresenta un ulteriore avanzamento nel percorso di alienazione dell’immobile ad Ast. «L’Amministrazione si è già portata avanti con due perizie: una per la stima del valore e una sulla vulnerabilità sismica dell’edificio. Le verifiche hanno confermato l’idoneità della struttura rispetto alle finalità individuate: la realizzazione del Centro per l’autismo e l’accoglienza degli ospiti de “Il Gabbiano”, con un ampliamento dei posti letto del centro semi-residenziale». Pozzi ha sottolineato la valenza sociale dell’operazione: «È una scelta non guidata da un interesse economico. L’Amministrazione avrebbe potuto destinare l’immobile ad altre funzioni, ad esempio residenziali, o prevedere un aumento delle cubature, con maggiori entrate per il bilancio. Abbiamo invece scelto di investire sul valore sociale dell’intervento e su una risposta attesa dalla comunità da anni». L’assessore ha ricordato che la possibilità di destinare l’ex Alberone a Centro per l’autismo è il risultato di un percorso lungo e articolato, reso possibile anche dalla realizzazione del nuovo polo per l’infanzia 0-6 anni “Il Faro”, inaugurato nello stesso quartiere grazie ai fondi Pnrr. «Il nuovo edificio in via Rigoni, in legno, nZeb, sicuro e immerso nel verde, ha permesso di liberare gli spazi dell’Alberone, che oggi possiamo destinare a questa nuova funzione sociale». Le altre due modifiche al Piano delle alienazioni, ha spiegato Pozzi, «sono meno rilevanti sotto il profilo economico ma comunque importanti per dare risposte puntuali alla città». La prima riguarda l’edificio dell’attuale mensa alla Chiusa di Ginestreto, di cui il Comune di Pesaro è comproprietario. «Attualmente un soggetto privato svolge la propria attività in un immobile che necessiterebbe di interventi di manutenzione straordinaria. Non riteniamo corretto investire risorse pubbliche su un edificio destinato a una funzione privata. Per questo abbiamo avviato l’iter di valorizzazione, accogliendo la disponibilità del Comune di Montelabbate, fino alla vendita dell’immobile e alla successiva ripartizione delle quote secondo i diritti esistenti». La terza modifica riguarda infine «un piccolo frustolo di terreno rimasto di proprietà del Comune, per il quale non sussiste interesse pubblico al mantenimento. A fronte della richiesta dei confinanti, procederemo con la procedura a evidenza pubblica».

Interventi e dichiarazioni di voto sulla delibera

Marinucci: «Continuerò le mie battaglie senza risultato. Ci sono tre delibere di temi diversi, una socio-sanitaria, una edile e una socio-economica. Non mi sembra una cosa utile e logica metterle insieme».

Mattioli: «Il centro dell’autismo a Pesaro è una cosa imprescindibile, spero sia la delibera giusta per realizzarlo. Cinque anni fa il Consiglio aveva votato una delibera per realizzarlo in via Vatielli, la cosa poi non è andata avanti perchè la Regione ha deciso di realizzarci altro e il Comune si è sentito in dovere di mettere a disposizione strutture che potessero rispondere adeguatamente a questo tipo di servizio».

Boresta: «L’assessore manifestava entusiasmo per questa delibera, soprattutto in relazione al centro autismo. Finalmente si sta concretizzando, ma grazie soprattutto all’impegno del consigliere Baiocchi e della Giunta Acquaroli».

Dominici: «Voteremo favorevole, siamo orgogliosi e felici che il centro per l’autismo possa nascere nel centro della città. L’ex nido Alberone, oggi non più sede dell’asilo, consentirà l’inserimento del nuovo centro e anche il trasferimento del Gabbiano a Soria. Un progetto fortemente voluto dal sindaco, che oggi si concretizza. Grazie ad Ast per aver accolto la nostra richiesta».

Andreolli: «La delibera mi trova d’accordo per la sua interezza, i tre edifici oggetto sono accoglibili nella loro trasformazione. Importante l’edificio che ci permette di scrivere la parola fine su una vicenda surreale. Sull’autismo la politica non ha fatto bella figura, parlo in generale: nessuno si può intestare la paternità rispetto a una volontà che è stata ampiamente diffusa e condivisa, rispetto alle necessità che la nostra comunità ha di avere una struttura per dare risposte a famiglie e ragazzi. Davanti a queste ci sono state una serie di difficoltà tecniche, burocratiche e amministrative che, purtroppo, molto spesso hanno travolto la politica. La cosa importante è che, grazie a un lavoro condiviso da parte della Regione, dei consiglieri, del sindaco e degli assessori, siamo arrivati a un momento in cui mettiamo la parola inizio a un percorso atteso, desiderato e necessario. Tutto il Consiglio può essere unanimemente a favore, con la speranza di accelerare».

Alessandroni ripercorre la storia del centro autismo e afferma: «Questo è uno straordinario risultato dell’Amministrazione, confermiamo volontà e lavoro fatto a sostegno delle politiche sociali».

Bartolomei: «Comprendo le ragioni del consigliere Marinucci, ma il gruppo Forza Italia voterà favorevole per un obiettivo raggiunto».

Il sindaco Andrea Biancani: «È una giornata “storica” per la città, dove le istituzioni politiche si ritrovano per un interesse collettivo. Grazie a questa delibera diamo risposta non solo agli utenti e alle famiglie che usufruiranno dei locali del nuovo centro per l’autismo, ma anche al centro socio-educativo “Il Gabbiano”, che siamo riusciti a mantenere nella città di Pesaro, ma soprattutto in uno spazio bello che rientra in un quartiere vivo, quindi facente parte di una comunità attiva e propositiva; una prerogativa che ci eravamo prefissati e che è un punto fondamentale per gli utenti di questi servizi che non possono e devono essere isolati in luoghi lontano dalla città e dal resto della comunità. Avremmo potuto utilizzare diversamente questo bene o venderlo magari, con un altro tipo di destinazione, anche più remunerativa, ma abbiamo deciso di rinunciare a questa possibilità pur di condividere con Ast un progetto che è stato da subito una priorità della Giunta e che ci permetterà finalmente di dare una soluzione a un tema centrale per la città e per le esigenze delle famiglie che da anni si battono per avere una struttura dedicata all’autismo».

Lo stesso assessore Pozzi ha presentato la delibera successiva -approvata con 27 voti favorevoli– quella per la “Costituzione di servitù di elettrodotto per cabina elettrica di trasformazione a favore di Enel distribuzione Spa – ubicata nel plesso scolastico “A. Manzoni” in via Frescobaldi”. Pozzi: «A Villa San Martino sono in corso importanti i lavori che stiamo svolgendo come Amministrazione comunale e finanziati dal Pnrr per un valore di 5,5 milioni di euro – ha detto Pozzi – per potenziare l’efficientamento energetico e l’adeguamento sismico della scuola media del Quartiere. Si tratta di un intervento tecnicamente complesso, realizzato mantenendo l’attività scolastica in presenza. Abbiamo operato su elementi strutturali dell’edificio senza interrompere le lezioni, programmando e alternando le lavorazioni, in particolare durante il periodo estivo, sempre in stretta collaborazione con l’istituto scolastico che ringraziamo per la disponibilità. Una volta conclusi i lavori, l’edificio rispetterà le più recenti e stringenti normative antisismiche. Dal punto di vista energetico sarà un edificio nZeb, quindi a basso consumo, con emissioni ridotte e senza utilizzo di gas. In termini di sicurezza e prestazioni, si comporterà come una struttura di nuova costruzione». Proprio le caratteristiche nZeb comportano un maggiore fabbisogno di potenza elettrica. «Per questo si rende necessaria la realizzazione di una cabina elettrica. La delibera prevede quindi la concessione di una servitù di passaggio a favore di Enel, indispensabile per completare l’intervento e garantire il corretto funzionamento dell’edificio».

Il Consiglio ha poi discusso e votato (16 voti favorevoli, 8 contrari; non è stato raggiunto il numero per l’immediata eseguibilità) il “Rinnovo convenzione tra il Comune di Pesaro e il Comune di Vallefoglia per la gestione associata dell’attività di consulenza legale, difesa e rappresentanza in giudizio”. L’assessore Pozzi ha presentato le delibera: «È una possibilità prevista dal TUEL, il Testo unico degli enti locali. Abbiamo deciso di prorogare la convenzione per un ulteriore anno anche al fine di garantire continuità ad alcuni procedimenti pendenti da tempo, per i quali è opportuno che il patrocinio resti in capo agli stessi professionisti che li hanno seguiti fin dall’inizio». Pozzi ha aggiunto: «Mi preme fornire ai consiglieri ulteriori chiarimenti, anche rispetto a quanto emerso in Commissione, su una convenzione che viene riproposta dal 2016 e che prevede, a carico del Comune di Vallefoglia, un importo forfettario di 5mila euro, oltre a tutte le spese processuali necessarie al patrocinio, comprese eventuali costi per missioni e trasferte. Restano inoltre a carico del Comune di Vallefoglia i compensi professionali spettanti agli avvocati come stabilito dalla legge. Non ci sono quindi oneri ulteriori per il Comune di Pesaro». «La cifra forfettaria – ha proseguito Pozzi – è stata ritenuta congrua dall’Avvocatura comunale anche in relazione al carico di lavoro, che negli anni si è ridotto. Nel 2016 le cause pendenti tra Tar e Tribunale, per il Comune di Vallefoglia erano sette; negli anni successivi i contenziosi sono progressivamente diminuiti; nel 2024 non sono pervenute nuove cause e attualmente l’Avvocatura sta patrocinando due procedimenti per conto di Vallefoglia». «Si tratta dunque – ha concluso Pozzi – di una collaborazione che garantisce continuità amministrativa, nel rispetto delle norme e senza aggravio di costi per il nostro ente».

Interventi e dichiarazioni di voto sulla delibera

Marinucci: «Rimango sempre più basito dai dati che ci vengono forniti, diversi da quelli dati in Commissione. I conti non mi tornano. Lo scorso anno, in zona Cesarini, fummo chiamati in fretta e furia per una Commissione per una scadenza di una convenzione. In questa aula ci si promise di farla prima il prossimo anno, cosa non avvenuta. Forse si lavora con un po’ di lassismo».

Malandrino: «Già lo scorso anno avevo chiesto maggiore chiarezza, per capire bene in cosa consiste il servizio che ora, in parte, ci è stato chiarito. Ritengo invece ancora nebbiosa la risposta alla richiesta di quantificare l’opera che l’avvocatura del Comune di Pesaro prestava al Comune di Vallefoglia. Visti i costi, alti, mi chiedevo se al di là del principio di reciprocità, questa convenzione da 5mila euro sta in piedi come importo e reciprocità nei confronti di un Comune che non credo abbia problemi nel pagarsi un avvocato in caso di bisogno».

COMUNICAZIONI

L’assessora alle Politiche educative Camilla Murgia ha detto:«Ci tenevo a intervenire, visto quanto emerso nelle varie delibere, perché queste settimane sono particolarmente delicate: le iscrizioni alle scuole chiudono il 13 febbraio, tra soli due giorni. Per questo qualsiasi allarme, anche previsionale rispetto a procedure o alla formazione delle classi, può essere controproducente». «Al momento i numeri che stiamo ricevendo – continua Murgia – non sono in alcun caso allarmanti, ma coerenti con i dati sulla denatalità. I vari istituti comprensivi hanno già ricevuto mesi fa le proiezioni dei prossimi anni, condivise da me e dal sindaco Biancani». E poi, «Voglio rassicurare in particolare i consiglieri delle zone più periferiche della città: le proiezioni per quei quartieri sono positive. Non sono previste diminuzioni significative rispetto agli attuali residenti e ai bambini che nei prossimi anni frequenteranno le scuole primari. «Ci tengo anche a sottolineare l’enorme lavoro che stanno svolgendo in queste settimane gli uffici comunali e quelli scolastici provinciali, per gestire le iscrizioni e trasmettere i dati all’Ufficio scolastico, che poi li utilizzerà per formare le classi. Va precisato che i numeri che circolano in queste settimane non corrisponderanno obbligatoriamente ai dati finali delle classi». Ancora, «Se dovessero emergere criticità, le affronteremo nelle prossime settimane. Per ora voglio rassicurare e tranquillizzare le famiglie, garantendo che ogni loro scelta sarà accolta e gestita nel miglior modo possibile». Infine «Queste azioni servono anche a dare slancio ai territori di frontiera, incentivando l’iscrizione e la frequenza nelle scuole dei quartieri più periferici».

MOZIONI E ORDINI DEL GIORNO

L’assise ha aperto la parte del Consiglio dedicato alle mozioni e agli ordini del giorno a partireda due ordini del giorno e due mozioni con carattere d’urgenza. Sono state discussi insieme i primi due aventi come oggetto i fatti di Torino e sicurezza pubblica: quello proposto dalla minoranza è stato respinto con 14 voti contrari (10 i favorevoli; 2 consiglieri usciti dall’aula); quello proposto dalla maggioranza è stato approvato con 17 voti favorevoli.

Sull’urgenza del primo Odg “sui fatti di violenza politica verificatisi a Torino”, presentato dai consiglieri di Fratelli d’Italia, Pesaro Svolta, Lega, Forza Italia sui fatti di violenza verificatesi a Torino, è intervenuto Malandrino: «L’ordine del giorno urgente riguarda i gravi fatti avvenuti a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero dell’ex centro sociale Askatasuna, degenerata in violenze definite come vera e propria guerriglia urbana. Durante il corteo, circa 1.500 persone hanno attaccato le Forze dell’Ordine con oggetti contundenti e artifici pirotecnici, causando 108 feriti tra gli agenti e ingenti danni economici. Si ribadisce che il diritto a manifestare è garantito in democrazia, ma non può trasformarsi in violenza contro lo Stato e chi ne tutela la sicurezza. Viene sottolineato il ruolo fondamentale delle forze dell’ordine nella tutela dell’ordine pubblico e dei diritti dei cittadini, evidenziando anche il crescente numero di episodi di aggressione nei loro confronti. Il documento richiama inoltre la responsabilità politica e culturale di chi minimizza o giustifica tali atti. Si chiede quindi al Sindaco e alla Giunta di condannare senza ambiguità le violenze, esprimere piena solidarietà agli agenti feriti e prendere le distanze da ogni forma di violenza politica. Si invita infine a promuovere una cultura della legalità e a trasmettere l’atto alle autorità competenti come segno concreto di sostegno alle Forze dell’Ordine».

Il secondo odg è stato presentato da Perugini, Anniballi, Tommassoli, Vastante, Fabbri, Mariani, Lugli, sui “fatti avvenuti a Torino, sulle responsabilità istituzionali nella gestione dell’ordine pubblico e a tutela del diritto di manifestazione, della libertà di stampa e della sicurezza di tutti”. Sull’urgenza il consigliere Bernardi: «Data l’attenzione nazionale rivolta agli accadimenti riteniamo urgente discutere sulla manifestazione soprattutto sulle violenze perpetuate non dai manifestanti pacifici presenti a Torino».

Ad illustrare il primo odg, è stato il consigliere Lanzi: «La sera del 31 gennaio abbiamo assistito a immagini di violenza che ci hanno profondamente colpito. Quelle scene non hanno nulla a che vedere con il diritto di manifestare pacificamente: abbiamo visto poliziotti aggrediti e una città messa a ferro e fuoco. Di fronte a tutto questo abbiamo provato rabbia e preoccupazione. Assistere, in una città civile come Torino, a episodi di vera e propria guerriglia urbana che hanno devastato strade e messo in pericolo l’incolumità pubblica di tanti cittadini è inaccettabile e non può essere minimizzato. Quanto accaduto rappresenta un punto di non ritorno per la gravità e la sistematicità delle violenze, che affondano le radici in un clima che da anni si sta deteriorando. Nessuno mette in discussione il diritto a manifestare, che è un pilastro della nostra democrazia ma quando si attacca in modo così violento chi difende i cittadini e garantisce l’ordine pubblico, è necessario dare un segnale chiaro. Delegittimare il ruolo delle forze dell’ordine significa indebolire lo Stato. Negli ultimi anni si è registrato un aumento esponenziale delle azioni violente durante le manifestazioni, soprattutto nelle grandi città. I dati parlano chiaro: nel 2024, solo nei servizi di ordine pubblico, sono rimasti feriti 273 operatori delle forze di polizia; nel 2025, con dati aggiornati al 5 ottobre, i feriti sono già 325. Sono cifre impressionanti, che impongono una riflessione seria e una presa di posizione ferma contro ogni forma di violenza. Ci sono autorevoli esponenti del Partito Democratico che, senza se e senza ma, hanno denunciato quanto accaduto. Tuttavia, ambiguità e mezzi silenzi rischiano di contribuire a legittimare comportamenti che mettono a rischio la sicurezza collettiva. Su questi fatti non possono esistere zone grigie. Per queste ragioni, con la nostra mozione chiediamo un impegno chiaro e inequivocabile, senza ambiguità, nella condanna della violenza e nel sostegno alle forze dell’ordine che ogni giorno operano per garantire la sicurezza dei cittadini».

Il secondo odg, è stato presentato da Bernardi: «La nostra mozione parte da considerazioni simili a quelle del collega Lanzi, in particolare nel condannare la violenza subita dal poliziotto aggredito e dai 108 agenti feriti. Condanniamo anche le aggressioni verso manifestanti pacifici, soprattutto quelle compiute da infiltrati che hanno deviato l’attenzione dal tema per cui il corteo era stato organizzato, così come la violenza contro giornalisti e operatori dell’informazione presenti, mentre svolgevano il loro lavoro di fornire un’informazione veritiera. La base del nostro documento è la tutela dell’articolo 17 della Costituzione e il dovere dello Stato di garantire ordine pubblico e sicurezza. I fatti di violenza hanno coinvolto forze dell’ordine, manifestanti e giornalisti, e il dato di 108 agenti feriti è inequivocabile: non si tratta solo di una responsabilità tecnica del Questore, ma di una grave responsabilità politica del Ministero dell’Interno, che non ha garantito la sicurezza dei manifestanti pacifici, dei giornalisti e degli uomini e delle donne in divisa impegnati a difenderli. Questa inadempienza ha portato a una compressione dei diritti fondamentali ed esposto lavoratori a rischi evitabili. Il numero di agenti feriti è sproporzionato e dimostra l’incapacità a gestire situazioni come questa, e la risposta del Ministero dovrebbe allarmarci, perché simili episodi, come evidenziato anche dai dati presentati dal collega Lanzi, rischiano di ripetersi». Infine, «Ci sentiamo di fare altre considerazioni condanniamo con fermezza e senza ambiguità in modo inequivocabile ogni tipo di violenza organizzata che si è tenuta in quella manifestazione soprattutto da parte di gruppi anarchici che potrebbe ripetersi. Diamo solidarietà piena alle forze dell’ordine, ai manifestanti ai giornalisti, ma ribadiamo altresì la grave responsabilità politica del Ministero dell’Interno e del Ministro Piantedosi per la gestione inadeguata ed evidentemente poco efficace dell’ordine pubblico. Respingiamo ogni forma di strumentalizzazione elettorale di episodi di violenza e trasmettiamo il presente atto al Governo della Repubblica, al Ministero dell’Interno, alla Prefettura e alle autorità competente».


La discussione congiunta dei due Odg

Drago: «Permettetemi di iniziare con una precisazione linguistica: quando parliamo di “sicurezza” non credo sia corretto intendere per antonomasia che la sicurezza riguardi il solo contenimento dell’ordine pubblico, perché ci sono tante declinazioni del termine, mentre noi ci concentriamo solo su una di queste. Seppur il tema della sicurezza sul lavoro rappresenti una piaga sociale e culturale per il nostro Paese, se ne sente parlare comunque meno». La consigliera è poi tornata sui fatti di Torino: «Tutta la società civile condanna le azioni violente ed esprime piena solidarietà alle forze dell’ordine aggredite durante la manifestazione, ma vorrei sottolineare che tra le vittime delle violenze ci sono stati anche gli stessi manifestanti che hanno visto oscurato il loro diritto di esprimere le proprie posizioni, pacificamente. Deve essere garantita la sicurezza e la possibilità di manifestare pacificamente, con un appello allo stesso Ministero della Difesa».

Marinucci: «Mi piace pensare che San Giovanni Bosco, che viene celebrato il 31 gennaio, abbia interceduto durante la manifestazione affinchè non ci fosse nessuna vittima. Ho apprezzato una parte di quello che ha detto il collega Bernardi ma ricordo che mesi fa, quando si parlava dei fatti di Pisa, mi pare non fosse dalla parte dei poliziotti. Mi fa piacere che il consigliere e la sua parte politica abbiano detto di essere dalla parte dei giornalisti, ma quando ci fu la mozione sulla dott.ssa Albanese, non sembrava essere da parte della redazione de La Stampa. Ci sono stati 108 feriti, sarebbe stato grave anche se ci fosse stato un solo poliziotto ferito, perché non è possibile rischiare la vita mentre si è in servizio sul proprio posto di lavoro».

Marchionni: «Sono rimasta molto colpita dalle immagini di Torino. Penso che non ci sia nulla da commentare di fronte a un uomo preso a martellate: è un fatto di una gravità e di una violenza inaudite. È brutto sentire dire che esistono morti di serie A e di serie B; ringraziamo il cielo che quella sera non ci sia stata nessuna vittima. Esprimiamo solidarietà alle forze dell’ordine, presidio fondamentale per la nostra libertà, e condanniamo quanto accaduto senza scaricare le colpe sul Ministero. Qualunque cosa si possa fare per garantire la libertà va fatta».

Anniballi: «Interveniamo su questa mozione con senso di responsabilità istituzionale e con la consapevolezza che i fatti di Torino toccano tre principi fondamentali della nostra democrazia. La violenza organizzata è una negazione della partecipazione democratica: i gruppi violenti danneggiano i manifestanti pacifici e le stesse cause che dicono di sostenere. Il diritto di manifestare pacificamente è un diritto costituzionale, quindi condanniamo le violenze ma tuteliamo chi manifesta pacificamente. Però, ricordiamoci anche che lo Stato ha il dovere di garantire contemporaneamente la sicurezza delle forze dell’ordine e quella di cittadini e manifestanti».

Boresta: «I fatti di Torino sono di una gravità eccezionale. Askatasuna non è un bene comune, ma un centro sociale che per anni è stato occupato abusivamente, diventando il simbolo di una legalità tollerata. È stato sempre difeso da una parte della sinistra che ancora oggi confonde il dissenso con lo scontro violento. Minimizzare o attribuire responsabilità alle istituzioni è davvero penoso»

Andreolli: «L’opinione espressa nel documento mi preoccupa se è quella condivisa e generalizzata di un Partito Democratico che io conosco come partito di spessore e di governo. Ho trovato il documento contradditorio ad esempio quando mette in discussione il diritto di manifestare in maniera sicura. Pensare che ciò non sia garantito significa offendere chi a questa cosa deve pensare: le forze dell’ordine. Inoltre scaricare le responsabilità sul Ministero dell’Interno è un atteggiamento che niente ha di politica e che fa del male a chi volete difendere».
Bernardi: «Ci viene detto che noi non sappiamo condannare senza se e senza ma le violenze perpetuate sulle forze dell’ordine, argomento che invece è proprio al primo punto della nostra mozione. A Torino è successo qualcosa di inenarrabile, dei poliziotti delle forze dell’ordine sono stati aggrediti brutalmente da parte di gruppi anarchici che agiscono contro la costituzione. Purtroppo, i gruppi incappucciati e vestiti di nero, hanno portato avanti uno scenario di guerriglia urbana inaccettabile e il governo non ha agito bene né gestito in modo adeguato la strategia che si porta avanti in queste circostanze».
Malandrino: «Quando, nel Consiglio comunale della scorsa legislatura, fu presentata una mozione per condannare i fatti relativi all’assalto di Forza Nuova, io la votai. Aggiunsi però che mi sarebbe piaciuto si condannassero anche alcuni centri sociali quando ricorrono alla violenza. Lì mi fecero nero, in senso lato. L’ordine del giorno che abbiamo presentato è molto neutro: serve a condannare la violenza e a esprimere solidarietà alle forze dell’ordine»

Gambini: «Vorrei provare a capire insieme perché, anche se partiamo entrambi da una condanna ferma e assoluta e da un sentimento di ripugnanza per le immagini viste a Torino, non riusciamo a votare un ordine del giorno insieme. Ci accusate di aver inserito un’accusa strumentale a Piantedosi, ma il collega Bernardi vi ha ricordato che la Meloni è campionessa mondiale in questo. Siete davvero intenzionati a esprimere solidarietà in modo limpido? Bisogna riconoscere che chi ha iniziato fin da subito la strumentalizzazione è stata la vostra parte politica».

Fabbri: «Sconvolta da ciò che abbiamo visto a Torino. Purtroppo il nostro Paese vive in un momento storico molto difficile con un Governo che non sempre capisce le esigenze dei cittadini. Non ci sono vittime o carnefici, ma bisogna cercare di distinguere i manifestanti pacifici dai violenti. Avs non accetta attacchi alle Forze dell’Ordine, né su manifestanti. Piantedosi ha strumentalizzato una situazione che apriva criticità che il Governo dovrebbe affrontare tutti i giorni».

Rocchi: «Hanno colpito molto le immagini di violenza di Tornio. Quanto è accaduto non può e non deve essere ridotto a semplice tensione di piazza. Ci troviamo di fronte a episodi di violenza organizzata che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare che questa assemblea difende».

Bartolomei: «Definire Askatasuna utile alla cittadinanza è grave. Non mi meraviglio che una certa sinistra continui a difendere certi luoghi, dove l’unica cultura che circola è la cultura della violenza».

Di Dario: «Storicamente i centri sociali hanno avuto un ruolo di formazione importante. Credo che nessuno delle due parti trovi problemi a condannare le violenze, ma non si può prescindere dal fatto che all’interno di quelle manifestazioni ci sono tante persone che protestano in modo pacifico».

Comune di Pesaro

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