Alla Biblioteca Rodari di Borgo Santa Maria, l’incontro con Tu Phung Luong e il marinaio Maurizio Zingarelli che raccontano la straordinaria missione umanitaria del 1979, voluta dal Presidente Pertini.
Venerdì 13 febbraio (ore 20.45), alla Biblioteca Rodari di Borgo Santa Maria un incontro emozionante per ascoltare la storia di una straordinaria operazione umanitaria dalla voce di chi l’ha vissuta in prima persona: Tu Phung Luong e il marinaio Maurizio Zingarelli.
Nell’estate 1979 l’Italia si fa promotrice – su input di Pertini – di una missione umanitaria della Marina Militare per soccorrere i profughi vietnamiti (‘boat people’) che fuggivano in migliaia dal regime comunista dopo la fine della guerra (1975). La Marina invia nel Mar Cinese Meridionale gli incrociatori Vittorio Veneto e Andrea Doria e la nave appoggio Stromboli che, adattati per l’accoglienza, compiono una delle navigazioni più lunghe senza scalo. In poco più di 40 giorni, vengono salvate 907 persone tra cui molti bambini. I profughi vengono poi accolti in Italia integrandosi perfettamente. La missione è ricordata come un importante esempio di solidarietà e non come un’impresa militare.
Attraverso i racconti dei suoi genitori e dei marinai che hanno partecipato alla missione, Tu Phung Luong Luong – nata su una delle navi che vive a Vallefoglia – ha ricostruito parte della sua storia. Accanto a lei, parlerà al pubblico il marinaio Maurizio Zingarelli.
La storia
Il 30 aprile 1975 Saigon cade e con lei tutto il Vietnam del sud. I comunisti si scatenano in vendette verso militari e civili, instaurando un regime totalitario. Al loro arrivo un milione di persone viene prelevato per essere “rieducato”, a migliaia vengono tolte case, beni, proprietà. Nel 1979, la popolazione cerca di scappare ma non può farlo via terra, perché i paesi confinanti li respingono; l’unica opzione consiste nel prendere barconi improvvisati e gettarsi in mare. Le immagini di questi disperati fanno il giro del mondo e dividono l’opinione pubblica mondiale. I rifugiati sui barconi scoprono di non poter sbarcare da nessuna parte e vengono ribattezzati “boat people”, disperati con a disposizione due cucchiai d’acqua e due di riso secco al giorno. Quando le immagini dei boat people vengono rese pubbliche da Tiziano Terzani il 15 giugno 1979, Pertini chiama Andreotti e dà ordine di recuperarli e portarli in Italia, una richiesta folle perché il nostro paese non ha mai fatto missioni simili per obiettivo e distanza. Insieme al ministro della difesa Ruffini, scelgono come braccio destro Giuseppe Zaberletti. Sulle tre navi allestite ad hoc e su cui sono stati caricati e istruiti medici, infermieri, interpreti, medicinali e vestiti, in totale ci sono: 450 posti letto sulla Vittorio Veneto, 270 sulla Andrea Doria e 112 sulla Stromboli. Il 26 luglio, l’avvicinamento al primo gommone che stava colando a picco. Il primo agosto a bordo delle navi non c’è più spazio fisico, hanno navigato per 2640 miglia e salvato 907 esseri umani. Il 21 agosto 1979 le tre imbarcazioni entrano in bacino San Marco. Ad accoglierli c’è un mare di gente comune. Nascono campi d’accoglienza a Chioggia, Cesenatico e Asolo. Il popolo italiano risponde in massa; vengono raccolti 26.500.000 di lire tramite raccolta di abiti usati e altrettanto arriva tramite donazioni private. Raro esempio di rapidità e umanità, la Missione Vietnam fu sostenuta dal Governo e dalla Chiesa attraverso il Ministero della Difesa e la Marina Militare con il grande supporto della rete diplomatica italiana.
Comune di Pesaro

