PUNTATA n.4 – L’Ottocento pesarese

Rossini, modernizzazione urbana e prime industrie

Il XIX secolo segna una svolta per Pesaro. Dopo secoli di dominazioni signorili e pontificie, la città entra nell’età moderna con una nuova consapevolezza: quella di essere non solo centro culturale, ma anche polo urbano e produttivo.

Nel 1792 nasce Gioachino Rossini, il figlio più illustre della città. La sua musica attraversa l’Europa, ma il legame con Pesaro resta profondo. La sua figura diventa simbolo di eleganza, creatività e identità cittadina. Ancora oggi, il Rossini Opera Festival e il Conservatorio portano avanti la sua eredità.

Ma l’Ottocento non è solo arte. È anche urbanizzazione: si ampliano le vie, si costruiscono nuovi quartieri, si modernizzano le infrastrutture. La città si apre al commercio, alla mobilità, alla vita borghese. Nascono le prime industrie manifatturiere, si sviluppano le ferrovie, si costruisce la Stazione di Pesaro, che diventa snodo fondamentale per il collegamento con Bologna, Ancona e Roma.

La società cambia: accanto ai nobili e agli artisti, emergono operai, imprenditori, professionisti. La città si trasforma in un luogo di lavoro, di scambio, di crescita. L’Ottocento è il secolo in cui Pesaro comincia a somigliare alla città che conosciamo oggi: dinamica, colta, produttiva.

È anche il tempo delle prime battaglie civili, dei giornali locali, delle associazioni. La città si organizza, si racconta, si difende. E lo fa con una voce nuova: quella della modernità.

Rosalba Angiuli

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