Dalle vocali italiane ai “555” thailandesi: la risata digitale racconta chi siamo e da dove scriviamo.
Nelle chat non ridiamo mai per caso. Ogni “ahahah”, “hahaha” o emoji scelta è un piccolo gesto identitario, un modo per dire come ci sentiamo e, spesso, da quale cultura arriviamo. La risata digitale, insomma, è diventata un linguaggio vero e proprio.
In Italia vince “ahahah”
Nel nostro Paese la forma più spontanea resta “ahahah”: segue la fonetica italiana, dove la “h” è muta e serve solo a dare ritmo. È percepita come una risata calda, immediata, quasi “vera”.
Chi preferisce “hahaha”, invece, di solito frequenta ambienti internazionali o social in inglese. È una risata più neutra, a volte più ironica o distaccata.
Le sfumature psicologiche
La risata scritta cambia tono a seconda delle lettere:
- eheheh → malizia o ironia leggera
- ihihih → risatina birichina, da cartone animato
- ah ah → distacco o sarcasmo
- aaaaahhaha → risata travolgente, quasi “dal vivo”
Piccole variazioni che, nelle chat, sostituiscono tono di voce e linguaggio del corpo.
Come si ride nel resto del mondo
Ogni lingua ha la sua risata:
- Spagna e America Latina → jajaja, perché la “j” si pronuncia come una “h” aspirata
- Francia → hahaha e l’abbreviazione mdr (“mort de rire”)
- Germania → haha, hihihi e l’intramontabile lol
- Russia → ахаха o xaxaxa, che suona come una risata aspirata
- Thailandia → 55555, perché il numero 5 si legge “ha”
Una geografia della risata che segue la fonetica di ogni Paese.
Emoji: un linguaggio a parte
Le emoji hanno cambiato il modo di ridere online, ma non tutte significano ciò che sembrano:
- 😂 Face with tears of joy: un tempo regina delle chat, oggi considerata “boomer” dai più giovani
- 🤣 Rolling on the floor laughing: risata esagerata, spesso usata anche quando non serve
- 🙃 Upside-down face: non è una risata, ma sarcasmo o disagio
- 😹 Cat with tears of joy: amatissima dagli appassionati di meme
Alla fine, l’importante è ridere
Che sia “ahahah”, “hahaha” o “555”, la risata digitale resta un gesto di connessione. In Italia continua a dominare la forma “ahahah”, con tutte le sue varianti creative. E sì, perdoniamo anche chi scrive ancora “LOL”. Ma solo se ha qualche anno in più.
Nino Valangamani

