Primo direttivo di CNA Industria Marche alla Gambini Meccanica. Il presidente “Avere una visione, specializzarsi, creare connessioni e alleanze”
PESARO – “Rafforzare l’organizzazione interna delle nostre imprese. Molte aziende marchigiane nascono e crescono con la forza della famiglia, della passione, della manualità. Ma oggi servono strutture solide, processi chiari e strumenti moderni. Una buona organizzazione non è un costo ma un investimento per crescere gestire meglio i cambiamenti, attrarre giovani e affrontare i mercati con più competitività”.
Con queste parole il presidente di CNA Industria Marche, Luigino Gambini, ha aperto il primo direttivo di settore che si è tenuto all’interno dell’azienda di famiglia.
Per Gambini, padre nobile della meccanica pesarese con 50 anni di esperienza sulle spalle ed una azienda che da impresa artigiana si è trasformata in industria tecnologica, il verbo è crescere avendo chiara una visione di sviluppo. “Le nostre imprese – ha detto ai colleghi marchigiani – non devono cercare di essere tutto per tutti. Devono diventare le migliori in qualcosa, delle imprese leader in nicchie di mercato dove altri non possono competere. Nessuno può eguagliare il nostro saper fare e la qualità che produciamo. Ecco perchè importante specializzarsi. E lo si può fare solo evolvendosi per questo occorrono strumenti finanziari, agevolazioni”.
Al direttivo erano presenti anche il presidente CNA Marche, Maurizio Paradisi e il segretario regionale, Moreno Bordoni per raccogliere le indicazioni di un settore che nelle Marche dimostra un’enorme vitalità nonostante i tanti venti di crisi.
Le suggestioni di Gambini, che hanno stimolato anche il dibattito, hanno toccato poi altri punti come la collaborazione tra imprese.
“Non dobbiamo vedere i colleghi imprenditori come dei concorrenti ma come potenziali partner; il vero vantaggio competitivo nasce dalle reti, dai distretti, dalle sinergie”. E questo per il presidente è un compito della CNA “creare connessioni e alleanze sul territorio”.
Per Gambini un altro elemento strategico è la diversificazione del rischio di impresa. Troppe aziende dipendono ancora da un numero ristretto di clienti. E’ una fragilità pericolosa. Per allargare la base dei clienti occorre una strategia commerciale più strutturata e una mentalità aperta ai nuovi mercati. Investire in digitalizzazione e marketing è diventato fondamentale così come sul benessere dei e sul welfare dei dipendenti.
Infine per Luigino Gambini occorre tornare ad essere presenti nelle fiere di settore in Italia e all’estero.
La mattinata di lavoro si è conclusa con una visita alla Gambini meccanica che si sviluppa su una superficie di 9mila metri quadri e conta oggi quasi 90 dipendenti. Uno straordinario esempio del saper fare marchigiano, di flessibilità e di grande qualità. Non a caso la Gambini meccanica con i suoi prodotti di punta (organi meccanici ad alta precisione, cremagliere, pignoni, ingranaggi), esporta in ben 54 paesi in tutto il mondo.
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