Chi è Cammello Caramello

C’è chi arriva alle Olimpiadi dopo anni di selezioni, chi grazie a un talento precoce, e poi c’è lui: Cammello Caramello, l’atleta che ha conquistato il mondo senza mai perdere la sua natura gentile e un po’ stralunata.

Nato tra le dune dorate di un deserto che nessuna mappa ha mai saputo localizzare con precisione, Caramello ha scoperto la neve per caso. Una notte, durante una tempesta di sabbia, seguì una stella cadente che lo portò fino a una montagna innevata. Fu amore a prima vista: la neve gli ricordava lo zucchero a velo, e le piste da sci gli sembrarono scivoli giganti costruiti apposta per lui.

La sua carriera sportiva iniziò così, con un paio di sci trovati in un rifugio e una capretta saggia — Gilda, la sua allenatrice — che gli insegnò l’arte dell’equilibrio e della pazienza. Da allora, Caramello non ha più smesso di allenarsi. Ogni alba lo trova a fare slalom tra cactus innevati, ogni tramonto lo vede provare nuove acrobazie sotto il cielo rosso del deserto.

La sua specialità è diventata leggendaria: lo slalom affettuoso, una disciplina tutta sua, dove la velocità conta, certo, ma conta di più il modo in cui si scende. Con grazia, con ironia, con quella capacità di far sorridere chiunque lo guardi.

Alle Olimpiadi Invernali è arrivato come outsider, ma in pochi giorni è diventato un fenomeno. I bambini lo adorano, gli adulti lo fotografano, gli altri atleti lo rispettano. Non perché sia il più veloce — anche se sorprende — ma perché è il più autentico. Caramello non gareggia per vincere: gareggia per ricordarci che lo sport è un gioco, un’avventura, un modo per stare al mondo con leggerezza.

Il suo motto, ormai virale, è semplice: “Scivola bene, pensa meglio.”

E mentre scende dalle piste con la sua sciarpa a righe che sventola come una bandiera di libertà, Cammello Caramello ci ricorda che gli eroi non sono sempre quelli che arrivano primi. A volte sono quelli che ci fanno sentire un po’ più vivi.

Rosalba Angiuli

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