C’era una volta, nel grande deserto dorato, un cammello dal pelo color miele e dagli occhi pieni di curiosità. Si chiamava Cammello Caramello, perché quando camminava lasciava nell’aria un profumo dolce, come se avesse sempre con sé un sacchetto di caramelle.
Caramello era famoso per una cosa: sognava feste che non aveva mai visto.
Un giorno, mentre avanzava tra le dune, vide qualcosa di impossibile: una piuma rossa, leggera come una risata, che svolazzava nel vento. Poi una mascherina dorata. Poi un coriandolo.
«Che strano» mormorò. «Nel deserto non nevica mai… e soprattutto non nevica colore.»
Seguendo quella scia variopinta, arrivò a un’oasi che non aveva mai notato prima. Lì, tra le palme e l’acqua trasparente, c’era un cartello:
“Benvenuti al Carnevale dei Desideri. Qui ogni creatura può diventare ciò che sogna.”
Caramello sgranò gli occhi. «Allora… posso diventare anche io qualcosa di diverso?»
Una piccola scimmietta vestita da pirata gli si avvicinò saltellando.
«Certo! Qui ognuno sceglie la sua maschera. Tu cosa vuoi essere?»
Caramello ci pensò. Lui, che era sempre stato lento, paziente, un po’ goffo… Lui che aveva sempre sognato di essere leggero come il vento.
«Vorrei essere… una nuvola danzante.»
La scimmietta rise, ma non per prenderlo in giro: era una risata piena di meraviglia.
«Allora chiudi gli occhi.»
Caramello obbedì. Sentì un fruscio, un soffio, un tintinnio di campanellini.
Quando riaprì gli occhi, vide che il suo corpo era avvolto da un mantello di piume bianche e azzurre. Ogni passo sollevava una piccola nuvola di coriandoli.
«Sono… leggero!» esclamò. E iniziò a muoversi, prima piano, poi sempre più fluido, come se il vento lo guidasse.
Gli animali dell’oasi si fermarono a guardarlo: il leone mascherato da re, la tartaruga con il cappello da mago, il fenicottero vestito da ballerina. Tutti battevano le zampe, le pinne o le ali per applaudirlo.
Caramello danzò fino al tramonto, e per la prima volta nella sua vita si sentì esattamente come aveva sempre desiderato: libero, leggero, felice.
Quando la festa finì, la scimmietta gli disse:
«Ricorda, Caramello: la maschera dura un giorno, ma il coraggio di sognare dura per sempre.»
Il cammello annuì. E mentre tornava verso il deserto, il suo passo era ancora un po’ più lieve, come se un pezzetto di nuvola fosse rimasto con lui.
Rosalba Angiuli

