Recensione: Epoca di Rosalba Angiuli

Bertoni Editore, Collana Aurore, 2020

“Epoca” è una raccolta poetica che non si limita a raccontare il tempo: lo interroga, lo accarezza, lo sfida. Rosalba Angiuli, con voce limpida e vibrante, compone versi che sono insieme memoria e visione, radice e vento.

La silloge si muove tra frammenti di vita e riflessioni cosmiche, con una lingua che sa essere concreta e metafisica, quotidiana e lirica. Ogni poesia è una piccola epifania, un punto di luce che rischiara il buio — come scrive il curatore Bruno Mohorovich nella prefazione:

“La poesia, nel suo manifestarsi, può essere una flebile luce che rischiara – anche per un solo momento – il buio in cui un individuo si viene a trovare.”

La struttura della raccolta è sobria, ma ogni testo apre una finestra su paesaggi interiori: il tempo che si piega, l’amore che resiste, la solitudine che si fa canto. Non c’è retorica, ma una tensione costante verso la verità — quella che si può solo sfiorare con le dita della poesia.

“Epoca” è un libro da leggere lentamente, come si ascolta il mare di notte. È un invito a sostare, a ricordare, a sentire.

Nino Valangamani

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