Pesaro, la costa sud del porto tra le aree più esposte all’ingressione marina

Nel lavoro di analisi condotto per il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici della Regione Marche, emerge che alcune zone costiere risultano particolarmente vulnerabili al fenomeno dell’ingressione marina, ovvero l’avanzamento delle acque del mare verso l’entroterra. Tra le aree più sensibili figura la fascia a sud del porto di Pesaro e la zona del fiume Foglia, indicate come punti critici.

A sottolinearlo è Maurizio Brocchini, professore di Idraulica all’Università Politecnica delle Marche e membro della Commissione Grandi Rischi, intervenuto ad Ancona durante un convegno dell’Uncem dedicato al dissesto idrogeologico. Secondo il docente, l’intera costa pesarese è esposta a mareggiate di forte intensità, eventi rari ma potenzialmente molto impattanti.

Brocchini ha richiamato anche le recenti calamità che hanno colpito diverse regioni del Centro-Sud, come la Sicilia. Pur trattandosi di episodi non tipici per l’Adriatico settentrionale, il cambiamento climatico rende plausibile che fenomeni di pari intensità possano verificarsi anche lungo questa costa.

Riguardo alle alluvioni, come quella che ha colpito Senigallia nel 2022, il docente ha evidenziato che le città situate alla foce dei fiumi devono essere analizzate considerando l’intero bacino idrografico. Non si tratta solo delle piene provenienti da monte: anche i livelli del mare a valle possono concorrere in modo negativo, dando luogo al cosiddetto compound flooding, l’interazione simultanea di più forzanti che amplificano il rischio.

Per questo motivo, le opere di mitigazione devono tenere conto sia della gestione delle portate fluviali sia delle condizioni marine nella zona di foce, dove una mareggiata può compromettere gli interventi fatti a monte. In questo quadro, le casse di espansione previste dal piano del Commissario rappresentano, secondo Brocchini, uno strumento fondamentale per ridurre il rischio nelle città estuarine, Senigallia compresa.

Nino Valangamani

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