Biancani saluta Giacomo Mombello: «Esempio limpido di chi fa politica perché crede nelle idee e non nei ruoli»

Così il sindaco alla partecipata cerimonia funebre che si è svolta nella sala congressi della Cgil

«Siamo numerosi questa mattina a testimoniare che Giacomo ha lasciato un segno forte nella nostra comunità perché è riuscito a vivere una vita bella e piena, riuscendo a fare ciò che desiderava, impegnandosi soprattutto in una politica fatta perché si crede nelle idee, non nei ruoli, e questo non è affatto scontato». Il sindaco di Pesaro Andrea Biancani ha aperto così il suo intervento durante la cerimonia funebre che stamattina si è svolta nella sala riunioni della Cgil Pesaro e Urbino in ricordo di Giacomo Mombello.

«Giacomo Mombello si è impegnato nella vita pubblica e sindacale con grande intensità, vivendo fino in fondo il ruolo delle istituzioni e il loro valore, come oggi ricorda anche il gonfalone della città qui presente. La sua capacità di essere dirigente, di assumere responsabilità e di servire le istituzioni con serietà e passione è un patrimonio che va riconosciuto e valorizzato» ha detto il sindaco che poi ha continuato commentando una coincidenza: «Giacomo ci ha lasciati nello stesso giorno di Elmo Del Bianco: due persone che hanno condiviso un lungo percorso di vita politica e sindacale, all’interno delle istituzioni. Un legame profondo, un’unione –la loro- che mi ha permesso di conoscere Giacomo: fu proprio Elmo a presentarmelo. Negli ultimi anni Giacomo veniva spesso in centro e, ogni volta che lo incontravo, mi fermavo volentieri con lui, invitandolo a passare del tempo insieme per raccogliere i suoi spunti, il suo sguardo, i suoi consigli. Sono aspetti umani preziosi, che ci porteremo con noi».

Il sindaco ha poi ripreso il suo intervento istituzionale: «Oggi la città di Pesaro saluta Giacomo Mombello con rispetto, gratitudine e profonda commozione. Saluta un uomo che ha attraversato una parte importante della nostra storia civile, sindacale, politica e umana». Mombello, ha ricordato Biancani, «È stato per 23 anni consigliere comunale ed è stato tra i protagonisti della nascita della Regione Marche, consigliere della prima legislatura, in un tempo in cui fare politica significava dare attuazione alla Costituzione, immaginare un futuro nuovo per i territori, assumersi fino in fondo la responsabilità delle scelte».

«È stato consigliere regionale per 15 anni. Ha visto nascere la Regione e le sue prime leggi e riforme e si è sempre battuto per l’unità dei partiti di sinistra, per trovare una sintesi, per andare avanti insieme. È stato un politico del dialogo, capace di confronto anche con gli avversari. Delle battaglie in Regione ricordava con particolare orgoglio l’impegno per costruire un dialogo con i Comuni e le battaglie per l’istruzione: i fondi per l’edilizia scolastica, i contributi alle scuole locali, la riforma delle scuole professionali».

«Conobbi Giacomo Mombello nella sede del partito. Me lo presentò Elmo Del Bianco. Da quel momento, per me, Elmo e Giacomo sono sempre stati un punto di riferimento costante, l’immagine viva di quella politica nobile, fatta di rigore morale, passione civile e rispetto profondo per le persone e per le idee, anche quando erano diverse dalle proprie».

«Ogni volta che lo incontravo, Giacomo Mombello aveva sempre parole di incoraggiamento e di fiducia. Non si soffermava sull’elenco dei problemi, ma spronava a guardare avanti e a lavorare per il futuro della comunità». E ancora, «La sua storia politica dovrebbe essere di grande esempio per chi fa politica oggi e per i giovani che si avvicinano a questo mondo. Infatti, nonostante una vita spesa nelle istituzioni e i ruoli importanti che ha ricoperto, Giacomo Mombello, terminati gli incarichi istituzionali, non ha abbandonato la politica e il partito».

«Ha invece continuato a militare come semplice iscritto, venendo spesso in federazione anche solo per leggere il giornale o per discutere con Elmo Del Bianco e con altri compagni di politica. Per me, e per tanti altri amministratori e politici del territorio, è stato l’esempio limpido di chi fa politica perché crede nelle idee e non nei ruoli, di chi continua a impegnarsi anche quando gli incarichi finiscono, quando restano solo la coerenza quotidiana e la fedeltà ai propri valori. Pesaro perde oggi uno degli ultimi uomini appartenenti a una generazione capace di unire passione politica e moderazione, fermezza e dialogo. Ma ci lascia un’eredità preziosa: l’idea che la politica possa e debba essere servizio, confronto, responsabilità, e mai interesse personale».

«A Giacomo Mombello va il nostro grazie più sincero. Alla sua famiglia, in particolare ai figli Lorena e Ivano, va l’abbraccio affettuoso dell’intera comunità cittadina» ha concluso il sindaco.

Comune di Pesaro

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