«Gravissima la modifica del Ddl che trasforma il concetto di “consenso” come richiesto dalla convenzione di Istanbul, in “dissenso” in quanto rappresenta una grave regressione giuridica e culturale, cancellando anni di battaglie e conquiste delle donne. Si rischia – secondo Mattioli consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità – di riportare la violenza sessuale in quell’area di sospetto verso chi la subisce e ha il coraggio di denunciare. Se non hai urlato abbastanza, se non hai reagito e non ti sei difesa abbastanza o se non eri vestita adeguatamente non c’è violenza. La parola delle donne torna così a non aver alcun valore sul piano giuridico. Quanto avvenuto ieri in Senato con la decisione della Presidente della Commissione Giustizia Giulia Buongiorno, di riformulare il testo del Ddl sulla violenza di genere già approvato alla Camera all’unanimità a novembre, è di una violenza inaudita contro le donne, un salto di 50 anni indietro sui diritti già acquisiti. Ancor più grave è la posizione della stessa Buongiorno, perché in quanto donna, anche in passato si era proclamata “paladina” dei diritti femminili mentre oggi con questa modifica al Ddl – conclude Mattioli -darebbe un nuovo alibi e fornirebbe scappatoie per la difesa degli aggressori, e questo non è accettabile, anche alla luce dei continui femminicidi che registriamo quotidianamente».
Anna Maria Mattioli
Consigliera provinciale con delega alle pari opportunità

