La musica accompagna, consola, sorprende. A volte racconta ciò che le parole non riescono a dire. Per questo Pesaro Notizie apre una nuova rubrica dedicata alle recensioni musicali, pensata per chi ama scoprire nuovi suoni, per chi cerca un ascolto che lasci il segno, per chi vuole ritrovare emozioni familiari in un disco appena uscito.
Ogni settimana proporremo un album capace di parlare al cuore e alla mente: novità italiane e internazionali, artisti da riscoprire, voci del territorio, progetti che meritano attenzione. Una rubrica che non si limita a descrivere un disco, ma prova a raccontare l’esperienza dell’ascolto: ciò che resta, ciò che vibra, ciò che si muove dentro.
E cominciamo con un album che ha già lasciato un’impronta nel panorama musicale contemporaneo.
Recensione – Una Lunghissima Ombra di Andrea Laszlo De Simone
Ci sono dischi che non si ascoltano, si attraversano. Una Lunghissima Ombra è uno di questi: un viaggio sonoro che non cerca il ritmo, ma il respiro. Andrea Laszlo De Simone torna con un album che è più una condizione che una sequenza di brani — un paesaggio emotivo fatto di malinconia, stupore, sospensione.
Le tracce si muovono come nuvole lente: arrangiamenti orchestrali, synth discreti, voci che sembrano provenire da un altrove gentile. Non c’è fretta, non c’è urgenza. C’è solo la grazia di lasciarsi andare.
Il disco parla di tempo, di memoria, di quella zona grigia tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. È musica che non chiede attenzione, ma la merita. Perfetta per chi cerca un ascolto che accompagni le giornate senza invaderle.
Una lunghissima ombra, sì — ma anche una luce che filtra piano, come al tramonto.
Rosalba Angiuli

