C’è un momento, nella vita di un giornale, in cui nasce il desiderio di rallentare il passo e tornare alle storie. Non quelle che inseguono l’attualità, ma quelle che la attraversano in profondità: i libri. Da oggi Pesaro Notizie apre una nuova rubrica dedicata alle recensioni letterarie, uno spazio pensato per chi ama leggere, per chi vorrebbe farlo di più, per chi cerca un consiglio gentile e non accademico.
Ogni settimana proporremo un titolo capace di lasciare un segno: romanzi che parlano al cuore, saggi che illuminano, piccole gemme da riscoprire. Una rubrica che non giudica, ma accompagna. Che non impone, ma suggerisce. Che non spiega, ma invita a entrare in una storia.
E cominciamo da un libro che ha il passo lento e profondo della montagna.
Recensione – Le otto montagne di Paolo Cognetti
Ci sono romanzi che non hanno bisogno di effetti speciali per restare nella memoria. Le otto montagne è uno di questi: un libro che procede in silenzio, come un sentiero d’alta quota, e proprio per questo arriva lontano.
Pietro e Bruno si incontrano da bambini in un piccolo villaggio ai piedi del Monte Rosa. Uno viene dalla città, l’altro appartiene alla montagna come una radice antica. La loro amicizia cresce tra estati brevi, pascoli, silenzi, e diventa il filo che attraversa tutta la loro vita.
Cognetti scrive con una limpidezza che somiglia all’aria sottile delle vette: essenziale, precisa, mai superflua. Ogni pagina è un invito a guardare dentro di sé con la stessa attenzione con cui si osserva una cima lontana.
Il romanzo parla di amicizia, certo, ma soprattutto di appartenenza: ai luoghi, alle persone, alle scelte che ci definiscono. È un libro che non intrattiene soltanto, ma accompagna. Perfetto per chi cerca una lettura che lascia spazio al respiro e alla riflessione.
Rosalba Angiuli

