La mostra itinerante dedicata ad Agostino Straulino – marinaio, ufficiale e straordinario sportivo – ha fatto tappa al Porto di Pesaro, ospitata dalla sede della Lega Navale Italiana in Strada Tra i Due Porti 20, dal 16 al 26 gennaio.
Straulino, nato nel 1914 a Lussinpiccolo, allora territorio italiano, è considerato uno dei più grandi velisti del Novecento. Nella classe Star, in coppia con Nico Rode, conquistò l’oro alle Olimpiadi di Helsinki nel 1952, l’argento a Melbourne nel 1956 e tre titoli mondiali (1952, 1953, 1956). A questi si aggiunge il titolo iridato del 1965 nella classe 5.50. La sua forza risiedeva in una sensibilità fuori dal comune nel leggere vento e mare, trasformandoli in pura energia per lo scafo.
Scoprì il talento per la vela durante il servizio militare. Iniziò a regatare nella classe Star nel 1935 e nel 1938, a Kiel, vinse il suo primo titolo continentale. Nel corso della carriera collezionò dodici titoli italiani, una One Ton Cup e, in cinque Olimpiadi consecutive (dal 1948 al 1964), si classificò sempre tra i primi cinque.
Raccontava con ironia la pazienza della moglie, non proveniente da una famiglia di marinai: «All’inizio le piaceva molto la vela, poi un po’ meno. Mi accusava, a ragione, di sottrarle le mie premure». Anche la figlia Marzia tentò di avvicinarsi al mare, ma presto si rese conto della difficoltà della disciplina. Straulino, invece, per prepararsi alle Olimpiadi si allenava persino di notte: «L’oscurità acuisce la sensibilità al vento e al mare».
Il suo legame con Lussinpiccolo fu assoluto: «Sulla mia isola sono venuto al mondo e cresciuto. Là ho capito il mare e il mare mi ha accolto tra i suoi abitanti. Là ho conosciuto il vento e l’ho fatto diventare mio amico. Là voglio tornare». E così avvenne. Morto a Roma all’età di 90 anni, nella stanza dell’ospedale militare del Celio, la sua salma fu riportata a Lussinpiccolo da un elicottero della Marina Militare e tumulata nella tomba di famiglia.
Il mare e il vento, la barca e le sue vele: al centro, sempre, l’uomo capace di interpretarli e dominarli grazie a una perizia marinara coltivata fin dall’infanzia. Indimenticabile, nel 1965, l’uscita a vela dell’Amerigo Vespucci dal Porto di Taranto, con Straulino al comando, attraverso il canale che unisce Mar Piccolo e Mar Grande: un’impresa che gli valse insieme encomi e sanzioni disciplinari. La nave più bella del mondo, guidata dal re della vela.
Massimo Magi

