A Pesaro, dove il nome “Rossi” evoca motori, passione e orgoglio cittadino, si consuma una vicenda familiare che ha il sapore amaro delle incomprensioni profonde. Non è una questione di soldi — lo hanno detto entrambi — ma di legami spezzati, di fiducia tradita, di silenzi che fanno più rumore delle polemiche.
Dal tribunale alla stampa: i fatti
Valentino Rossi, icona mondiale del motociclismo, ha denunciato la compagna del padre, Ambra Arpino, per circonvenzione di incapace. Secondo l’accusa, in dodici anni di convivenza avrebbe sottratto circa 200.000 euro dal conto di Graziano Rossi, approfittando di una presunta fragilità cognitiva.
Nel frattempo, il Tribunale civile di Pesaro ha revocato l’amministrazione di sostegno affidata a Valentino, dichiarando Graziano pienamente capace di intendere e volere.
Le parole che pesano
Valentino ha affidato al Corriere della Sera il suo dolore:
“Non è questione di denaro. È che non ho più un padre. Non ci vediamo, non ci sentiamo. La sua relazione ha spezzato i rapporti con tutta la famiglia.”
Graziano, dal canto suo, ha risposto con amarezza:
“Mi ha fatto firmare un foglio, ho sbagliato a fidarmi. Solo Ambra si è presa cura di me. Mi sposo e invito tutti.”
Due voci, due verità, un abisso.
Oltre la cronaca
Questa non è solo una vicenda giudiziaria. È una storia che tocca il cuore di chi conosce il valore dei legami familiari, e che interroga anche la nostra comunità: cosa resta quando il dialogo si spezza? Come si protegge un genitore senza invaderne la libertà? E cosa significa davvero “prendersi cura”?
A Pesaro, dove Graziano è stato un pilota e Valentino un mito, la frattura tra padre e figlio non è solo privata. È una ferita che ci riguarda, perché parla di fiducia, di affetto, di scelte difficili.
“A terra restano i sentimenti spezzati. Da un lato e dall’altro.”
Rosalba Angiuli

