Pesaro celebra Ferruccio Mengaroni (1875 – 1925)

Pesaro celebra Ferruccio Mengaroni (1875 - 1925)

Ai Musei Civici di Palazzo Mosca e al CAME del Liceo Artistico Ferruccio Mengaroni, la mostra imperdibile dedicata ad un protagonista indiscusso dell’arte ceramica pesarese. L’occasione è un doppio prezioso anniversario: 150 anni dalla nascita e il centenario della morte dell’ultimo artista del Rinascimento.

Fino al 7 giugno 2026 a Pesaro, ‘Ferruccio Mengaroni (1875 – 1925). Genio della ceramica’, la mostra con cui la città celebra un protagonista indiscusso della maiolica pesarese in occasione di un doppio importante anniversario: i 150 anni dalla nascita e il centenario della morte. Doppia anche la sede: i Musei Civici di Palazzo Mosca cui si affianca il CAME (Ceramiche Artistiche Mengaroni), uno dei tre musei del Liceo Artistico Ferruccio Mengaroni. A cura di Federico Malaventura e Claudio Paolinelli, l’esposizione è promossa dal Comune di Pesaro/Assessorato alla Cultura e Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive in collaborazione con Pesaro Musei, Liceo Artistico Ferruccio Mengaroni, Rotary Club Pesaro. L’organizzazione è di Mjras snc/Urbino.
 
Figura poliedrica, genio ribelle e uomo di singolare talento, Mengaroni interpreta l’istoriato del Rinascimento ispirandosi alle ceramiche della collezione Domenico Mazza conservate nel museo cittadino e facendole spesso rivivere come fossero originali cinquecenteschi. Torniante, fornaciaio e pittore, studia e sperimenta con abilità i segreti della maiolica quattro-cinquecentesca e ne riproduce anche i riflessi metallici seguendo le tecniche degli antichi ceramisti. Il suo virtuosismo eclettico emerge da ogni creazione. Capace di fondere le maniere delle scuole rinascimentali, nel corso della vita dà forma ad un repertorio stilistico e cromatico degno dell’’ultimo grande artista del Rinascimento’: così lo definisce Gian Carlo Polidori, direttore dei Musei Civici dal 1945 al 1962. La venerazione per i pittori del Quattro-Cinquecento e per il mondo classico, unita all’assoluta padronanza dei mezzi tecnici, lo porta a creare capolavori quali il Trionfo di Cesare – tratto dalle nove grandi tele che Andrea Mantegna realizza tra il 1486 e il 1492 per i Gonzaga -, il pannello con la Battaglia di Massenzio dalle Stanze Vaticane di Giulio Romano e la grande anfora con il Giudizio Universale dall’affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina.

Attraverso undici sezioni, la mostra presenta oltre cento opere di Mengaroni e della sua fabbrica, provenienti da collezionisti privati e soprattutto dai Musei Civici di Palazzo Mosca. Si tratta di una consistente selezione della raccolta – costituita da 176 ceramiche – che il Comune di Pesaro acquista nel 1937 per la somma di 80.000 lire e che giunge al Museo il 14 giugno 1938. Non appartiene a questo lotto il tondo maiolicato raffigurante Medusa sotto il cui peso Mengaroni muore tragicamente nel 1925, donato successivamente all’Amministrazione dalla Fabbrica Mengaroni e che dal 1960 accoglie il visitatore nell’atrio di Palazzo Mosca con la sua terrificante forza espressiva. Non solo ceramiche. A Palazzo Mosca, sarà esposto anche il grande catalogo che documenta le opere prodotte dalla Fabbrica Mengaroni tra cui alcune spille-ciondolo che sono veri e propri oggetti di design; ispirato dal suo tempo Ferruccio crea castoni in maiolica con scene amorose e delicate. E poi, vera chicca, le cartoline per promuovere la fabbrica cui Mengaroni si dedica con passione negli anni Venti: da raffinato uomo di marketing, disegna réclame, inventa titoli e trasforma il leone degli Sforza nel suo logo ruggente, simbolo di stile e creatività.
 
Al CAME (Ceramiche Artistiche Mengaroni) – uno dei tre musei del Liceo Artistico intitolato dal 1930 proprio al ceramista grazie ad un regio decreto che trasforma la Scuola Professionale in Scuola Artistico – Industriale di Tirocinio – si possono ammirare quattro manufatti dei Musei Civici usciti dal laboratorio di Mengaroni: due vasi in stile zaffera (decoro diffuso nel Quattrocento) interpretati con estro aggiungendo animali esotici e testi goliardici, un piatto e una ciotola in cui l’artista rielabora la produzione di Urbania del Settecento inserendo figure singolari tratte dalla commedia dell’arte.
 
Ad arricchire il percorso espositivo, l’opera Medusa CCTV di Marco Morosini, in cui l’artista e designer pesarese reinterpreta la Gorgone sostituendo i suoi mitologici serpenti con Telecamere di Sorveglianza (CCTV Closed Circuit Television). Declinato in tre versioni, il tributo è allestito ai Musei Civici di Palazzo Mosca (acrilico su disco in ferro diametro 113 cm), al Liceo Artistico Ferruccio Mengaroni (acrilico su canvas recuperata 200 x 204 cm) e presso il ristorante Il Castiglione che era la sede del laboratorio di Mengaroni (acrilico su disco in ferro diametro 64 cm).
 
BIO
Nato a Pesaro il 4 ottobre 1875 da Romolo, ingegnere e professore dell’Istituto Tecnico, e Teresa Giuliani, Ferruccio Mengaroni si avvicina giovanissimo all’arte della ceramica, dopo essere stato espulso ‘da tutte le scuole del Regno’ per aver lanciato un calamaio a un insegnante. Entrato come apprendista nella fabbrica di ceramiche artistiche Molaroni, Mengaroni mostra ben presto le sue capacità, e dopo diverse esperienze – intorno al 1896 dirige tra l’altro la manifattura Antonibon, una delle più antiche d’Italia – installa un primo laboratorio nella propria abitazione di viale Zara (all’epoca viale Castelfidardo). Insieme con Aristodemo Mancini nel 1915 apre in viale Trento, nel complesso dell’attuale ‘Castiglione’, lo Studio D’Arte Ceramico (S.D.A.C.) poi trasformato nella M.A.P. (Maioliche Artistiche Pesaresi), conquistando clienti in tutta Italia e all’estero. Acclamato dai contemporanei come ‘il principe dei maiolicari’, Ferruccio Mengaroni muore il 13 maggio 1925 a Monza durante l’allestimento della seconda Biennale di Arti Decorative, schiacciato dalla cassa contenente il suo capolavoro: il monumentale tondo raffigurante Medusa oggi esposto nella corte d’ingresso dei Musei Civici di Palazzo Mosca.

Ferruccio Mengaroni (1875 – 1925). Genio della ceramica
a cura di Federico Malaventura e Claudio Paolinelli
7 dicembre 2025 – 7 giugno 2026
Musei Civici di Palazzo Mosca
CAME (Ceramiche Artistiche Mengaroni)/Liceo Artistico Ferruccio Mengaroni

< Musei Civici di Palazzo Mosca (piazza Mosca 29)
orario

martedì – domenica e festivi 10-13, 15-18
ingresso con Card Pesaro Musei, gratuito fino a 18 anni e per possessori Carta Famiglia del Comune di Pesaro info 0721 387541 info@pesaromusei.it
progetti didattici per le scuole https://pesaromusei.it/didattica-per-le-scuole/
info servizimuseali@pesaromusei.it
< CAME (Ceramiche Artistiche Mengaroni)/Liceo Artistico Ferruccio Mengaroni (corso XI settembre 201)
orario
lunedì-sabato 9.30-12.30, giovedì 14.30-16
ingresso gratuito info 0721 31416
 
Un ringraziamento speciale a
< Comitato Tecnico-Scientifico della mostra: Francesca Banini, Alessandro Bettini, Elio Giuliani, Federico Malaventura, Ferruccio Mengaroni, Cristina Ortolani, Claudio Paolinelli, Serena Perugini, Erika Terenzi, Francesca Trebbi.
< Prestatori: Alex Alessi, Claudio Antarelli, Massimo Bernardi, Gastone e Giancarlo Bertozzini, Luca Casagrande, Elio Giuliani, Federico Malaventura, Ferruccio Mengaroni.
< Associazione Amici della Ceramica di Pesaro
< Archivio Stroppa Nobili
< Casa Bucci

Comune di Pesaro

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