Ricordo di Franco Raffaelli, “Il Guappo”

Pesaro oggi è un po’ più silenziosa. Se n’è andato Franco Raffaelli, per tutti semplicemente Il Guappo: un volto familiare, un’ombra buona che attraversava la città con la sua bicicletta, i baffi bianchi e quel giubbotto blu che era diventato quasi un simbolo.

Non era un personaggio famoso nel senso tradizionale, e proprio per questo lo era ancora di più: era parte del paesaggio umano, una presenza che dava continuità alle giornate, un saluto riconoscibile, un sorriso che non chiedeva nulla.

Lo si incontrava ovunque: alle inaugurazioni, agli eventi, nelle vie del centro, sempre con quella sua eleganza spontanea, un po’ antica, che gli aveva guadagnato il soprannome affettuoso di Guappo. Era uno di quei cittadini che non cercano la scena, ma finiscono per conquistarla senza volerlo.

Sapere che da Natale era ricoverato e che avrebbe compiuto 83 anni il 19 gennaio aggiunge una nota di tenerezza a questo addio. La sua è una di quelle assenze che non fanno rumore, ma si sentono: nei luoghi che attraversava, negli sguardi di chi lo conosceva anche solo di vista, in quella Pesaro che lui, a modo suo, ha abitato con discrezione e gentilezza.

Ognuno conserverà di lui un’immagine diversa, ma tutte avranno lo stesso tratto: la semplicità di un uomo che, senza clamore, è diventato memoria collettiva.

Buon viaggio, Guappo. La città ti riconoscerà sempre.

Rosalba Angiuli

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