Con il primo mese dell’anno, doppio appuntamento con la prosa al Teatro Sperimentale: dal 15 al 18, Massimiliano Gallo è l’avvocato Vincenzo Malinconico, dal 29 al primo febbraio va in scena Amadeus con la regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia.TRE
Nel mese di gennaio, doppio appuntamento con la Stagione di Prosa al Teatro Sperimentale. Da giovedì 15 a domenica 18, Massimiliano Gallo – noto al grande pubblico per la sua attitudine ad attraversare cinema, teatro e televisione con una versatilità figlia di una lunga gavetta – è il protagonista di Malinconico. Moderatamente felice, spettacolo di cui firma anche la regia. Fin dall’esordio della serie omonima prodotta e trasmessa dalla Rai, ha incarnato con un senso dell’umorismo geneticamente napoletano l’attitudine filosofica e rigorosamente autodidatta di Malinconico, coniugando con leggerezza e musicalità l’indole disorientata e confusa di un uomo alle prese con le difficoltà del vivere.
Dal 29 gennaio al primo febbraio, arriva Amadeus di Peter Shaffer, nella versione registica di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia. L’autore basa il suo dramma su una leggenda nota – Antonio Salieri, maturo e affermato musicista, avvelena per invidia il giovane genio Mozart – al centro anche del film di Miloš Forman che quarant’anni fa si aggiudicò otto premi Oscar. Ferdinando Bruni è Salieri, accanto a lui Daniele Fedeli e una numerosa compagnia composta da sette attori. Antonio Marras firma i costumi e veste gli interpreti con sontuosi abiti di un ‘700 immaginario dagli inserti molto contemporanei.
Teatro Sperimentale
15 – 18 gennaio
MALINCONICO
MODERATAMENTE FELICE
di Diego De Silva e Massimiliano Gallo
interpretazione e regia Massimiliano Gallo
e con Biagio Musella, Eleonora Russo, Diego D’Elia, Greta Esposito, Manuel Mazia
scene Luigi Ferrigno
costumi Eleonora Rella
disegno luci Alessandro Di Giovanni
canzoni originali Joe Barbieri
produzione Diana Or.i.s.
Questo progetto teatrale nasce dall’idea di portare sulla viva scena del palco la voce (e il corpo) narrante di un personaggio letterario e successivamente televisivo, che negli anni ha conquistato un vasto pubblico di lettori e di spettatori. Vincenzo Malinconico, l’avvocato d’insuccesso dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile (e forse proprio per questo gradita a un pubblico che non ama identificarsi con i vincenti, in fondo prevedibili e noiosi), affida il racconto delle sue storie – ma soprattutto del suo inciampare nelle complicazioni della vita comuni a noi tutti – alla macchina attoriale di un interprete capace come pochi di assimilare e rendere l’intima essenza di un personaggio letterario. Massimiliano Gallo rappresenta un uomo che con un senso del ricolo costantemente acceso sulla realtà (e soprattutto su se stesso) lotta col disagio di non sentirsi a suo agio nei ruoli che la vita gli assegna. Perché non è facile sentirsi all’altezza dei vari compiti a cui le giornate ci chiamano, interpellandoci di volta in volta in veste di lavoratori, professionisti, genitori, coniugi, amanti, amici: le tante, complesse categorie della vita in cui dobbiamo reinventarci ogni volta, sottoponendoci a quegli esami del nostro stare al mondo che, come ci ha insegnato un maestro del teatro, non finiscono mai. Lo spettacolo vede in scena, nella pienezza delle sue attitudini d’interprete, il solo Vincenzo Malinconico, che si abbandona, con il suo flusso narrante, filosofico, irresistibilmente comico ma sempre votato alla riflessione (perché per far ridere davvero bisogna convincere, cioè parlare all’intelligenza dell’altro), a un lungo, confidenziale monologo con il pubblico, raccontandosi tematicamente fra professione, sentimenti e famiglia, i tre grandi campi di gioco su cui si svolge la partita della vita di noi tutti. Uno spettacolo essenziale e coinvolgente dove letteratura e teatro s’incontrano, che darà modo al pubblico di ritrovare, nella causticità fisica del palcoscenico, un personaggio dalla vita sgangherata e irrisolta che ci fa più ridere proprio quando la scopriamo improvvisamente simile alla nostra.
Quello di Vincenzo Malinconico è un progetto a cui sono particolarmente legato e che ho voluto fortemente.
Malinconico l’ho amato, ascoltato; ci siamo fidati uno dell’altro, e finalmente l’ho indossato e vissuto.
È dunque un passaggio naturale portarlo in scena, grazie alla penna sopraffina di Diego De Silva e al mio senso dello spettacolo, dandogli corpo e anima.
Ora c’è da cucirgli un abito in cui stia comodo.
Una scena funzionale, un amico immaginario e cinque attori che gli faranno compagnia.
In video, gli interventi dei suoi amici, dei suoi amori, del suo complicatissimo mondo.
Sarà una regia amorevole, la mia, sperando di farvi conoscere Vincenzo per come io lo conosco.
Massimiliano Gallo
29 gennaio – 1 febbraio
AMADEUS
di Peter Shaffer
uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
traduzione Ferdinando Bruni
con Ferdinando Bruni
Daniele Fedeli, Valeria Andreanò, Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca
costumi Antonio Marras
luci Michele Ceglia
suono Gianfranco Turco
assistente ai costumi Elena Rossi
assistente alla regia Giorgia Bolognani
realizzazione costumi Elena Rossi, Alessia Lattanzio, Monica Fedora Colombo, Grazia Ieva
realizzazione scene Marina Conti, Giancarlo Centola, Tommaso Serra
produzione Teatro dell’Elfo
con il contributo di NEXT Laboratorio delle idee
per la Produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo
si ringrazia Corti Giuseppe Tessiture Jacquard e Gianni Gallucci per i tessuti e le calzature
Nella fucina dell’arte la bontà non conta niente
L’autore basa il suo dramma su una storia, o meglio su una leggenda, nota: Antonio Salieri, maturo e affermato musicista, avvelena per invidia il giovane genio Mozart. Al debutto al National Theatre di Londra nel 1979 la pièce ebbe un grande successo, confermato poco dopo a New York, dove ottenne numerosi riconoscimenti (tra cui i Tony Award come miglior spettacolo, miglior regia a Peter Hall e miglior attore a Ian McKellen). Ma ciò che rese universalmente celebre l’opera (e la leggenda su cui si fonda) fu il film di Miloš Forman (alla cui sceneggiatura lavorò anche Shaffer), che quarant’anni fa si aggiudicò otto premi Oscar. La regia di Bruni/Frongia esalta la forza del testo, che ha il ritmo, la profondità e la tensione di un classico, imprimendogli l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso, un sogno che piano piano assume i contorni perturbanti di un incubo. Ferdinando Bruni è Salieri che, attraversando le età della vita, come un deus ex-machina, evoca dal passato i personaggi della ‘sua’ storia. Accanto a lui Daniele Fedeli, l’attore-rivelazione di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte nel ruolo del giovane irriverente e sboccato Mozart. La scena è un salone, trasfigurato dalle proiezioni di una sorta di lanterna magica, nella quale si muovono musicisti, nobili e dignitari della corte di Giuseppe II: Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca e la giovane Valeria Andreanò, nel ruolo di Constanze, la moglie di Mozart.
info: https://www.teatridipesaro.it/luogo/teatro-sperimentale/
Comune di Pesaro

