È scesa così, la neve. Senza fretta, senza rumore. Ha toccato la città come si sfiora una fronte stanca: con un gesto lieve, quasi un invito a respirare.
Le strade hanno perso i bordi, i passi si sono fatti ovattati, perfino l’aria sembrava trattenere il fiato. In quel bianco improvviso c’era una promessa: che tutto può rallentare, che anche il peso dei giorni può diventare più leggero.
La neve non cancella, ma sospende. Non illumina, ma ammorbidisce. E mentre cade, ricorda che esiste un modo diverso di stare nel mondo: più silenzioso, più attento, più capace di accogliere.
Oggi Pesaro ha avuto la sua parentesi di quiete. Un piccolo dono, fragile e luminoso, da custodire finché non si scioglie.
Rosalba Angiuli

