Nuova risonanza magnetica e arco a C a Pesaro. Il sindaco Biancani: «È la direzione giusta ma è importante implementare il personale per riuscire ad utilizzare i macchinari al 100%»

Biancani interviene anche sul nuovo ospedale: «Prima è pronto, meglio è. Ho chiesto all’assessore Calcinaro di intervenire per il recupero dell’ex manicomio, così da riportare in città i servizi di salute mentale – o riunire quelli oggi dispersi – e di trasformare la sede dell’attuale San Salvatore in un nuovo Polo della Salute»

«L’inaugurazione della nuova risonanza magnetica e dell’arco a C radiologico portatile rappresenta un passo avanti fondamentale per la sanità pubblica della nostra città. Grazie a queste tecnologie di ultima generazione, l’ospedale di Pesaro ci auguriamo possa garantire diagnosi più tempestive e cure sempre più appropriate, migliorando in modo concreto la qualità dei servizi offerti ai cittadini e riducendo così le liste d’attesa». Lo ha dichiarato il sindaco di Pesaro, Andrea Biancani, presente questa mattina alla cerimonia di inaugurazione delle nuove strumentazioni.

«Questa è la direzione giusta: investire in innovazione sanitaria significa investire nel benessere delle persone, nella prevenzione, nella tempestività degli interventi e nella sicurezza dei pazienti. Ma allo stesso tempo dobbiamo essere sinceri: la sanità pubblica ha bisogno di molto di più e, su diversi fronti, siamo ancora troppo indietro, in primis sulla mancanza di personale; infatti, per poter utilizzare al 100% queste nuove strumentazioni è necessario un aumento significativo del personale, altrimenti il rischio è possedere nuove attrezzature che saranno impossibili da mettere in funzione».

Il sindaco ha poi annunciato un prossimo passaggio istituzionale con la Regione: «Ho chiesto un incontro già nelle prossime settimane con il nuovo assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro. Sarà l’occasione per affrontare alcuni temi strategici, a partire dai lavori all’ex manicomio, dove il Comune sta portando avanti la propria parte di intervento per 16 milioni di euro e dove il nuovo assessore potrà svolgere un sopralluogo congiunto per capire la grandezza della struttura e di tutte le sue potenzialità. È un impegno enorme per la città, una grande operazione di rigenerazione urbana e sociale che stiamo sostenendo con serietà e responsabilità. Ora è indispensabile che anche la Regione e l’AST, facciano fino in fondo la loro parte: non possiamo permettere che una porzione dell’edificio resti abbandonata – quella di proprietà regionale -, con il rischio di compromettere anche l’area riqualificata dal Comune. Un’opera così rilevante non può restare sospesa, soprattutto se può essere fondamentale per incrementare la professionalità e i servizi sanitari in città».

Il sindaco ha poi rilanciato la sua visione per lo sviluppo dell’area dell’ex manicomio e dell’attuale sede del San Salvatore. «Parlando dell’ex manicomio, nella parte di proprietà dell’AST, sarebbe opportuno trasferirci tutti quei servizi legati alla salute mentale che attualmente sono fuori città, o per riunire i servizi sanitari e amministrativi attualmente sparsi». Mentre, per la sede dell’attuale ospedale (San Salvatore): «Ribadisco con forza la necessità di realizzarci un vero Polo della Salute, che comprenda la Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità, attualmente non previsto in città. La Casa della Comunità è il luogo della medicina territoriale, della presa in carico continuativa, della prevenzione e dei servizi di base. L’Ospedale di Comunità, invece, è una struttura intermedia per i pazienti che hanno bisogno di assistenza sanitaria senza dover ricorrere al ricovero ospedaliero tradizionale. Sono due strumenti indispensabili per una sanità più vicina alle persone, più moderna e più umana».

Il sindaco ha sottolineato come tutto questo si colleghi alla realizzazione del nuovo ospedale: «Tutto questo potrà trovare piena realizzazione grazie al nuovo ospedale di Muraglia. Quando sarà terminato, potremo concentrare lì i principali servizi ospedalieri e allo stesso tempo riqualificare altri spazi cittadini che diventeranno punti di riferimento sanitari sul territorio. Sono favorevole, e l’ho sempre espresso pubblicamente, alla realizzazione del nuovo ospedale. Quello che chiediamo è che i lavori procedano davvero e che l’opera venga portata a termine senza rinvii».

Il sindaco poi ha rafforzato il messaggio sui servizi legati alla salute mentale, trasferiti fuori città: «I pazienti oggi ospitati all’Apsella devono poter tornare quanto prima a Pesaro, vicino ai servizi e alle loro famiglie. Apsella è un luogo accogliente, ma non è adeguato alle esigenze di chi vive condizioni così delicate. La salute mentale deve essere integrata nella rete cittadina, non allontanata e strutture come l’ex manicomio o il San Salvatore (a lavori ultimati) mi auguro siano utilizzate e destinate proprio a questi obbiettivi: ad un vero e proprio Polo della Salute legato ai servizi territoriali». Poi ha aggiunto: «In questi mesi abbiamo lavorato anche per dare risposte importanti sul fronte del Centro per l’Autismo (attese dal 2018), trovando una nuova e più adeguata collocazione, all’ex asilo di Soria, che offrirà spazi e servizi migliori alle famiglie e ai ragazzi. È un risultato che arriva dopo un percorso complesso, ma necessario».

E in chiusura: «Desidero ringraziare il dottor Alberto Carelli, Direttore Generale dell’AST 1 Pesaro–Urbino, per la collaborazione istituzionale e il confronto costante di questo ultimo anno. Un dialogo continuo che ci ha permesso di sciogliere nodi importanti, come proprio quello legato al trasferimento del Centro per l’Autismo, il trasferimento della RSA Tomasello a Santa Colomba e il ritorno del reparto di psichiatria a Pesaro, che mi auguro avvenga con la realizzazione del nuovo ospedale, a beneficio della comunità e delle famiglie coinvolte».

Comune di Pesaro

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