Sabato 6 dicembre alle 21.00, sacro, arte e storia si intrecciano nel rito-performance a cura di Anima Femina ed Ente Olivieri
C’è un culto misterico che affonda le sue radici nelle credenze delle antiche popolazioni italiche e che veniva praticato anche nella Roma arcaica: il rito della Bona Dea, la Grande Madre, riservato esclusivamente alle donne. Tra i suoi attributi figurano la cornucopia e il serpente, simboli di fertilità e guarigione. Durante il rito privato, celebrato una delle prime notti di dicembre, la casa del più importante magistrato cum imperio veniva adornata con tralci di vite e imbandita con copiose offerte di vino, chiamato però “latte”; il cerimoniale era officiato dalla moglie del magistrato e vi potevano partecipare Vestali e matrone di riconosciuto onore. Le immagini maschili venivano celate, e nemmeno gli animali di sesso maschile potevano presenziare: persino il nome della dea non poteva essere pronunciato. Eppure l’eco del suo culto è arrivata fino a noi, rivivendoin una performance che farà della Stazione Gauss di Pesaro (Piazzale Falcone e Borsellino 17) un luogo sospeso nel tempo e nella sacralità, dove rievocare l’antico rito.
Sabato 6 dicembre alle 21.00 La notte della Bona Dea sarà un’esperienza di connessione e condivisione con un mondo remoto che continua a parlarci attraverso i secoli, grazie alle voci, al ritmo della parola e alla forza delle polifonie di due cori che accompagneranno tre voci soliste.
Protagoniste: Frida Neri (testi, voce e percussioni), Anissa Gouizi (voce e percussioni), Serena Abrami (voce), Giulia Bellucci (voce recitante), accompagnate dai cori Primigenia e L’Alma.
Ingresso con prenotazione obbligatoria, 30 euro, comprensivi di cena a buffet, e 15 euro, comprensivi di consumazione.
Info e prenotazioni: 0721 52299 – info@oliveriana.pu.it
– 338 4324889 (solo WhatsApp)
L’evento è organizzato dall’Associazione Anima Femina in collaborazione con l’Ente Olivieri, con il patrocinio del Comune di Pesaro e il sostegno dell’amministrazione nell’ambito del Bando Cultura 2025.
Eleonora Rubechi

