“Moltiplicheremo le occasioni di ascolto, rafforzando il ruolo dei Quarteri per far sì che le scelte di governo della cità siano concretamente condivise e partecipate” così recita il programma di coalizione per Biancani Sindaco.

Duole constatare – afferma in una nota stampa Luigi Marini, segretario provinciale di Sinistra Italiana Pesaro Urbino, partito che con Europa Verde costituisce Alleanza Verdi e Sinistra – che su molte questioni, non ultima la marcia indietro sul metodo di raccolta dei rifiuti, l’ascolto e la partecipazione dei cittadini non sia stato previsto e che anzi sia stata bypassata anche la consultazione della Commissione Ambiente.

Un’analisi più approfondita della questione infatti avrebbe probabilmente portato alla luce alcuni dati di fatto.

Siamo tutti d’accordo, anche la destra pare, sul fatto che la tariffazione puntuale sia uno degli obiettivi da perseguire per ridurre la quantità di rifiuti da gestire e di conseguenza i costi e l’impatto ambientale.

Secondo un’indagine ISPRA, la tariffazione puntuale è uno strumento efficace per garantire l’aderenza alla gerarchia europea nella gestione dei rifiuti e promuovere il passaggio a un’economia circolare.

La tariffazione puntuale, basata sui principi europei di “chi inquina paga” e “paga per quello che butti” (PAYT – “Pay-As-You-Throw”), consente agli utenti di beneficiare di tariffe più vantaggiose attraverso la misurazione dei rifiuti conferiti. Questo meccanismo premiale diventa un elemento chiave nell’incoraggiare comportamenti ambientali responsabili, superando un approccio puramente sanzionatorio. Inoltre, la TP (Tariffazione Puntuale) è anche più equa rispetto ai sistemi di tariffazione presuntiva normati dai commi 651 e 652 della legge n. 147 del 2013, perché calcola la tariffa in base alla reale quantità di rifiuti conferiti, piuttosto che su stime generiche.

Allora la domanda è: come raggiungiamo questo obiettivo minimizzando i costi?

Incrociando i dati del Rapporto IFEL (fondazione di ANCI) sulla tariffazione puntuale in Italia e quelli del Rapporto ISRPA Rifiuti Urbani si nota facilmente che le città che hanno le tariffe più basse al cittadino sono quelle, come Trento e Cremona, in cima alla classifica, che applicano il porta a porta con tariffazione puntuale.

Allora perché a Pesaro si dovrebbe optare per i cassonetti cosiddetti “intelligenti”, che in altre città, paragonabili per numero di abitanti a Pesaro, comportano costi maggiori?

Com’è possibile che, come affermato da alcuni, a Pesaro il porta a porta costerebbe di più rispetto ai cassonetti, se nelle altre città avviene esattamente il contrario?

Fonti dei dati citati:

Rifiuti, Trento virtuosa: è tra i capoluoghi con le tariffe meno care d’Italia
https://www.ladige.it/cronaca/2025/11/24/rifiuti-trento-virtuosa-e-tra-i-capoluoghi-con-le-tariffe-meno-care-d-italia-1.4233308

Rapporto IFEL (fondazione di ANCI): La tariffazione puntuale in Italia
https://www.fondazioneifel.it/documenti-e-pubblicazioni/item/download/6108_3ed050c589699b91fb94b014e5093276

Rapporto ISRPA Rifiuti Urbani
https://www.isprambiente.gov.it/files2024/pubblicazioni/rapporti/rapportorifiutiurbani_ed-2024_n406_versione_integrale.pdf

Nota stampa Sinistra Italiana Pesaro Urbino

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