“Pur partendo da strade diverse, Rossini e Chopin si incontrano idealmente nel pianoforte, dove la scrittura diventa il luogo di un dialogo romantico tra due universi apparentemente lontani. Da un lato l’ironia raffinata e la leggerezza teatrale di Rossini, che nei suoi Péchés de vieillesse trasforma il virtuosismo in gioco e confessione; dall’altro l’intensità lirica e l’intimità poetica di Chopin, che fa del pianoforte una voce capace di cantare le sfumature più segrete dell’animo umano. Entrambi, sebbene mossi da spiriti diversi, esplorano le infinite potenzialità dello strumento, facendone un laboratorio di emozioni, colori e libertà espressiva. In questo incontro ideale, il sorriso di Rossini e la malinconia di Chopin si rispecchiano, restituendo l’immagine di un Romanticismo plurale, che unisce teatro e poesia, eleganza e profondità, leggerezza e passione”.
Così il pianista Alessandro Marangoni, autentico specialista rossiniano (primo ad incidere l’integrale i Péchés de vieillesse in 13 cd, riscoprendo venti brani inediti) ha presentato il concerto Rossini e Chopin. Un dialogo romantico che lo ha visto unico protagonista sul palco del Teatro Sperimentale di Pesaro.
Il concerto- a cui hanno presenziato il Sindaco Andrea Biancani, il Vicesindaco Daniele Vimini, il Sovrintendente del ROF Ernesto Palacio e il Direttore generale Cristian Della Chiara – si è svolto sabato 15 novembre u.s. per commemorare la morte del musicista pesarese avvenuta a Passy, vicino Parigi il 13 novembre 1868.
In tale occasione è stato presentato al pubblico il nuovo presidente del Rossini Opera Festival, il compositore e musicologo Michele Dall’Ongaro, già presidente e sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, una delle più prestigiose istituzioni musicali al mondo.
Come da programma, Marangoni ha suonato quattro brani di Rossini, tratti dai Péchés de vieillesse (raccolta in 14 volumi che comprende 150 brani composti tra il 1857 e il 1868): ‘Prelude inoffensive’, ‘La pésarèse’, ‘Barcarole’, ‘Une caresse à ma femme’, ‘Andantino mosso’ (1863), inedito, presentato in prima esecuzione assoluta: il brano -come precisa il pianista- ‘mostra un Rossini sorprendentemente moderno, capace di un umorismo tenero espresso con grande semplicità in un foglio d’album di poche battute proveniente da una collezione privata dedicato a Madame Bouland, mezzosoprano e pianista’).
Marangoni ha quindi eseguito quattro brani di Chopin, ammaliando il pubblico che ha gremito il teatro e che ha applaudito lungamente il concerto: ‘Ballata n. 1 op. 23 in Sol min., ‘Notturno in Do diesis min.’ (opera postuma), ‘Scherzo n. 2 op. 31 in Si bem. min.- Re bem. magg.’, ‘Andante spianato in Sol mag.’ e ‘Grande polonaise brillante’ in Mi bem.magg.’.
Paola Cecchini

