Concluso il percorso partecipato si va verso la co-progettazione. L’assessore alle Politiche sociali, alle Associazioni e al Volontariato «dal 2026 i 10 centri avvieranno nuove sinergie insieme ad altre 80 realtà per rinnovare il modello virtuoso del nostro welfare cittadino»
Presenti da circa 40 anni a Pesaro grazie alla volontà e agli investimenti delle Amministrazioni, i 10 centri sociali della città si sono ritrovati mercoledì, riuniti dal Comune con il supporto del CSV Marche Ets (Centro servizi per il volontariato), per tracciare le conclusioni utili a proseguire nella co-progettazione «che, da gennaio 2026, permetterà ai centri di avviare nuove sinergie e collaborazioni insieme a decine di realtà del territorio– spiega Luca Pandolfi, assessore alle Politiche sociali, alle Associazioni e al Volontariato –. È stato un pomeriggio intenso e, come sempre, costruttivo a cui hanno partecipato, a rotazione, le oltre 80 realtà interessate a questo inedito percorso che darà un rinnovato ruolo ai nostri centri socioculturali, cuori pulsanti, solidali e aggregativi, della città in cui, da 4 decadi, è possibile conoscersi, ritrovarsi e stare bene insieme».
In questo senso sono due gli obiettivi a cui l’Amministrazione guarda: «Il primo – spiega Pandolfi – è quello di continuare a considerare centrale quanto fatto da 40 anni ad oggi valorizzando coloro che hanno reso fondamentale il ruolo dei centri nel nostro welfare. Il secondo, muovendodallo stesso spirito degli inizi, vogliamo guidare il futuro di questi spazi sperimentando un nuovo modo di stare insieme. Lo faremo incentivando e coordinando l’incontro tra i centri e le altre realtà che vivono nella stessa comunità (scuole, associazioni, Quartieri, parrocchie, etc)».
Conclusasi dopo mesi la prima fase di riflessione e proposte condivise, prenderà avvio la seconda, a gennaio 2026 e avrà, come primo step, l’incontro dell’Amministrazione comunale con i 10 Centri socioculturali di Pesaro. «Abbiamo sino a qui coinvolto, con il supporto di CSV, i centri socioculturali Ancescao (presidenti, consiglieri e volontari). Insieme abbiamo svolto 12 interviste, 10 focus group territoriali e incontrato 81 organizzazioni per un totale di 107 partecipanti complessivi al percorso che conta anche 6 componenti dello staff tecnico pubblico-privato».
Negli ultimi 12 mesi il gruppo di lavoro ha elaborato anche 1 dossier socio-anagrafico sulla situazione della popolazione anziana a Pesaro che indica come, un aumento rilevante degli ultra 65 anni; la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) passerà dal 62,3% del 2024 al 58,6% del 2034; diminuiranno anche i giovani (0-14 anni) che passeranno dall’11 al 9,5%.
Sono «Spunti fondamentali per chi amministra e che ci ha già attivato su altri fronti come ad esempio, la necessità di un ripensamento e riorganizzazione del servizio socio sanitario. Ma sono anche spunti utili alle co-progettazioni che i centri socioculturali avvieranno da gennaio con tutto il supporto dell’Amministrazione». Pandolfi evidenzia: «I dati del dossier e le evidenze emersa dal percorso fatto in questi 12 mesi hanno portato a diverse considerazioni tra queste la necessità di pensare a progetti che stimolino l’inter-generazionalità, avvicinando ai centri tutte le diverse fasce d’età, non dimentichiamo infatti che questi nascevano per stimolare l’incontro e lo stare insieme tra cittadini del proprio quartiere. In conclusione e da qui vogliamo partire -a quasi 40 anni dal suo inizio- il progetto dei centri socio-culturali pesaresi è ancora vivo e capace di rinnovarsi, come dimostrato dal vigore ripreso dalle storiche iniziative dopo il difficile periodo del Covid ed il percorso che stiamo costruendo in maniera condivisa prima di tutti con i centri, vuole tenere conte delle attuali debolezze, una su tutte quella della scarsità dei volontari; spesso le stesse, poche, persone –cuochi, staff dei pranzi e cene soprattutto- che supportano le diverse iniziative a cui partecipano centinaia di pesaresi e che, dopo tanti anni, giustamente, sentono la necessità di un aiuto».
«Sono informazioni e valutazioni che abbiamo acquisito come Amministrazione, e che ci permetteranno di sostenere i prossimi passi che, siamo certi, guideranno un futuro, ancor più aggregativo, ancor più solidale, dei nostri centri socioculturali» conclude Pandolfi.
Comune di Pesaro



