Il cielo in due stanze per conoscere meglio l’cquila reale

Grazie al progetto “Aquile delle alte Marche – Nei cieli d’Appennino”,

promosso dal GAL Montefeltro Sviluppo e finanziato dal PSR Marche 2014-2020

29 settembre 2025 – Da secoli, i cieli delle Marche sono il palcoscenico naturale dell’Aquila Reale, la regina dell’aria che sorvola le inaccessibili pareti rocciose e i pascoli d’alta quota dei territori montani dell’entroterra. Da ottobre, grazie a un progetto finanziato dal GAL Montefeltro Sviluppo, sarà possibile seguire in diretta la vita di questi storici abitanti del territorio, grazie a sale multimediali installate sia presso la Riserva Naturale della Gola del Furlo che nella Geoteca del Comune di Carpegna, nel cuore del Parco Sasso Simone e Simoncello.

L’Aquila non è solo un emblema di forza e libertà, ma anche una sentinella di un territorio ricco di storia e biodiversità. La Gola del Furlo, crocevia di vicende e popoli regala paesaggi mozzafiato e vedute sulle pareti rocciose che fanno da rifugio a rari rapaci. All’interno di uno di questi anfratti, ad occhio nudo, si può osservare uno dei quattro nidi della coppia di aquile attualmente insediata in zona. È probabile che si tratti dello stesso nido descritto dal botanico Costanzo Felici nel XVI secolo, in una missiva inviata a Ulisse Aldrovandi, il padre della storia naturale. Ma altre coppie di aquile sono presenti nel territorio del GAL: nell’area del Monte Carpegna, e presso i monti Catria, Nerone e Petrano. Un’alta concentrazione di coppie di aquile, indicatore di habitat e catene alimentari di grande qualità, che richiedono sì una valorizzazione legata a doppio filo ad azioni di tutela e monitoraggio.

Oggi, i “Birders del Furlo”, un’associazione no profit di appassionati guidata da Maurizio Saltarelli, sono i primi custodi di queste conoscenze.  Quasi tutti i giorni si mettono a disposizione degli escursionisti e dei curiosi. Spiegano la vita di coppia (le aquile sono fedeli per tutta la vita); il corteggiamento (è una danza tra le più elaborate di tutto il regno animale), lo spettacolare rito nuziale in volo, la costruzione del nido e le amorose cure parentali. Le loro migliaia di ore di appostamenti stanno dando un prezioso contributo scientifico sulla ricca avifauna della Gola.

Questo affascinante racconto, arricchito da approfondimenti scientifici, ha ispirato il progetto “Aquile delle alte Marche – Nei cieli d’Appennino”, promosso dal GAL Montefeltro Sviluppo e finanziato dal PSR Marche 2014-2020. L’obiettivo è valorizzare il turismo sostenibile, studiando, monitorando e tutelando gli habitat dei rapaci. Il progetto prevede l’installazione di telecamere di ultima generazione che sorveglieranno uno dei nidi di Aquila Reale e osserveranno anche altre specie di rilievo, come il Falco Pellegrino.

Il progetto passa per un protocollo di intesa tra GAL Montefeltro, Riserva Naturale Statale Gola del Furlo, Ente  Parco Interregionale Sasso Simone e Simoncello e Comune di Carpegna, per l’allestimento di sale multimediali nella sede della Riserva e nella geoteca del Comune di Carpegna per trasmettere immagini dei rapaci, documentarsi su questi predatori al vertice delle catene alimentari fondamentali

per l’equilibrio ecologico, sensibilizzare la cittadinanza alla conservazione dell’avifauna e produrre una documentazione scientifica relativa alle ecologie delle specie.

Per valorizzare il patrimonio ambientale e turistico, è stata incaricata delle fasi di studio Co.R.A. Lab, spin-off dell’Università Carlo Bo di Urbino. Ne fanno parte i docenti e ricercatori universitari della Carlo Bo Fabio Musso, Marco Cioppi e Mauro Dini (Economia e gestione delle imprese), il docente di ecologia Riccardo Santolini e di economia agraria Elena Viganò.

Insomma, il cielo delle Marche in due stanze, per creare un connubio tra emozioni e scienza, testimoniare la bellezza e la biodiversità dell’Appennino marchigiano, fondere natura, tutela, e sostenibilità in un’unica esperienza turistica.

Anuska Pambianchi

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