Poesia Trasimeno 2025

-successo e riconoscimenti ad autori marchigiani

Si è tenuta nei giorni 11 e 12 Ottobre presso la sala Polivalente – ex chiesa di Sant’Agostino a Città della Pieve la quarta edizione di “Poesia Trasimeno”, la manifestazione dedicata alla poesia che ha visto la partecipazione di un notevole numero di autori provenienti da varie regioni italiane e si è arricchito anche di presenze internazionali.

L’evento, cui ha prestato attenzione mediatica l’emittente RTN di Marco Pareti, ha goduto del Patrocinio del Comune di città della Pieve, del GAL Trasimeno – Orvietano e dell’associazione “Centro Europeo di Cultura Letteraria”.

Sabato, è stato il giorno dell’apertura della rassegna poetica, cui hanno portato il loro saluto il Sindaco di Città della Pieve Fausto Risini, la direttrice del GAL Trasimeno – Orvietano Francesca Caproni, l’Assessore alla Cultura del comune di Città della Pieve Luca Marchegiani e il presidente Rotary Club CdP Giuseppe Piscitelli che con i loro interventi hanno sottolineato quanto  la poesia sia il modo più autentico che si ha per raccontare ciò che attraversa l’animo umano in un determinato momento storico.

Quella dei poeti è una voce che si fa ascoltare, che reagisce, che prova a restituire un frammento di verità emotiva; ed è quanto avvenuto con la mostra poetico/fotografica organizzata “poeti liberi, liberi poeti dal CPIA 1 di Perugia in collaborazione con “poesie+aedizioni” e il Fotoclub “Al garage di Elio”.

Iniziativa, questa, nata all’interno della Casa Circondariale di Capanne, Perugia, grazie alle attività scolastiche di Mauro Francia e Alessandra Tiroli, che hanno avviato alla poesia alcuni detenuti e detenute che, a loro volta, hanno fatto incontrare i propri versi con alcuni autori del marchio “poesiaedizioni”. Da quella esperienza è nata la mostra fotografica che ha coinvolto i ssoci del Fotoclub che hanno tradotto in immagini lo spirito dei versi.

Sempre nella giornata di sabato ha presentato la sua raccolta  “Farfalla”, la poetessa giapponese Mari Kashiwagi, la cui opera  crea una meravigliosa armonia di  immagini e texture contrastanti che espandono i confini del suo universo poetico. Lucilla Trapazzo, poetessa, traduttrice, artista performer  italo svizzera, ha presentato la sua ultima produzione “Pronome personale II persona singolare”, ove quasi per incanto l’autrice dispone della sua materia poetica e sentimentale, sa costruire ogni frammento di un discorso esistenziale.

Altri momenti clou sono stati il reading di alcuni autori moderati dal poeta e critico letterario Bruno Mohorovich, che ha presentato  l’agenda poetica 2026 “Laudato sie”, con la copertina illustrata dall’artista pesarese Mara Pianosi.  Alla cospicua raccolta 90 autori hanno, con i loro versi, dato una lettura personale del Cantico delle creature, in occasione degli 800 anni della morte di San Francesco.

Mohorovich, inoltre,  con Cristiano D’Orazio, ha presentato anche l’antologia del Premio “Agartha”, con i testi vincitori dell’omonimo Concorso tenutosi in Ancona nell’aprile scorso ed  in veste di Presidente della Giuria  ha provveduto alla consegna dei premi ed attestati ai vincitori del Concorso giunto alla sua quarta edizione e che ha visto una notevole partecipazione nelle tre sezioni di poesia edita, inedita e dialettale. Un’edizione che ha visto distinguersi alcuni  autori marchigiani, che si sono classificati nei primi 4 posti:  per la poesia inedita il 1° premio è andato a Jessica Vesprini (“Litania per Gaza”); mezione speciale della Giuria e Premio Speciale Rotary Club Città della Pieve a Alessandra Tombini nella sezione poesia edita – case editrici e per la sezione poesia edita “poesiaedizioni”, riservata agli autori della Bertoni Editore, Daniele Ricci col libro “Lontananze”. Diplomi di merito per la poesia inedita a Paola Andreoli (“Lisi”), Diana Brodoloni (“Matilde”), e per la poesia edita”poesiaedizioni” Roberta Occhi con “Allegrie domestiche e altre epifanie”.

Un’edizione che si è chiusa con grande successo di pubblico e che ha ribadito l’importanza della lettura della poesia in un periodo in cui il poetare deve essere non solo certezza e consapevolezza del pensiero di chi scrive, ma anche di insinuare  dubbi, perché è dubitando, ponendosi domande che si può e si deve migliorare per sé e per gli altri.

Rosalba Angiuli

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