In una città come Pesaro, dove la bellezza della natura incontra l’identità urbana, il Parco Miralfiore dovrebbe essere un luogo d’eccellenza, un’oasi viva nel cuore della città. E invece, oggi, questo polmone verde versa in uno stato di incuria che offende non solo la sua storia e le sue potenzialità, ma anche la cittadinanza che, sempre più spesso, si sente esclusa da uno spazio che le apparterrebbe di diritto.
Non è colpa della vegetazione alta, dei cespugli o del bosco che accoglie e protegge la biodiversità: è vero che lì si nascondono spacciatori e loro clientela, ma proprio perché il parco appare come terra di nessuno. Il vero problema è l’abbandono. È la mancanza di una visione. Oggi, chi prova a percorrere i viali del parco si trova a schivare bottiglie vuote, cumuli di spazzatura, resti di bivacchi. Le famiglie, anche nei giorni festivi, esitano a entrare, turbate da scene di degrado e da una sensazione di insicurezza che non nasce dalla natura, ma dalla sua trascuratezza. Lo spaccio avviene sotto gli occhi di tutti, in assenza di controlli costanti e con una gestione che appare rassegnata.
«Eppure – spiegano i volontari del Cenacolo ‘Pesaro città d’arte e cultura’ – il Parco Miralfiore potrebbe essere molto altro. I suoi percorsi, i suoi frutteti, il sottobosco e il bosco igrofilo raccontano una biodiversità preziosa, un paesaggio urbano unico nel suo genere. Ma perché questa ricchezza possa esprimersi pienamente, serve una manutenzione accurata e professionale, non interventi occasionali o sfalci improvvisati che impoveriscono la vegetazione invece di valorizzarla. Servono scelte che rendano il parco un luogo frequentato, vivo, sorvegliato non da occhi diffidenti ma da presenze amichevoli, capaci di garantire sicurezza e accoglienza».
A Berlino, il Tiergarten – un tempo luogo problematico – è stato trasformato in un punto d’incontro intergenerazionale grazie a un mix ben calibrato di tutela del verde, presenza costante delle autorità locali e coinvolgimento della cittadinanza. Lo stesso vale per il Parc de la Villette, a Parigi, dove natura, arte e comunità si intrecciano con armonia e visione. In quei luoghi nessuno penserebbe di coprire le cancellate con teli di plastica o di lasciare l’anfiteatro in balia del degrado e della spazzatura. E nessuno si sognerebbe di ignorare o anche irrridere chi propone una’attenta cura del paesaggio e una rinascenza del parco. Lì, ascoltare le voci della società civile è un atto dovuto, parte di una democrazia che si misura anche nel modo in cui si trattano i luoghi pubblici.
A Pesaro, invece, c’è ancora chi preferisce ignorare le proposte che arrivano dai cittadini, chi si irrigidisce, chi si rifugia nell’inerzia. Ma chi conosce il Miralfiore sa che il parco può essere salvato. «Esistono fondi europei per la rigenerazione del paesaggio – sottolinea il Cenacolo – e in Italia non mancano esperti del verde, architetti del paesaggio, tecnici e botanici di eccellenza. Quello che serve è la volontà politica, la capacità di coinvolgere, l’umiltà di ascoltare. Serve anche una nuova narrazione: il parco non è solo un problema da gestire, è una risorsa da celebrare».
Oggi una famiglia francese, in visita, ha detto: «È meravigliosa questa natura nel cuore della città, ma sembra di essere in un film dell’orrore, come se la civiltà avesse abbandonato questo luogo». Un giudizio duro, ma sincero. Possiamo scegliere di ignorarlo. Oppure possiamo prenderlo come stimolo per cambiare rotta.
Restituire dignità al Parco Miralfiore è un atto d’amore verso Pesaro. È anche un investimento culturale e sociale, un gesto concreto per le future generazioni. Serve visione. Serve coraggio. Serve cura.

Comunicato stampa a cura del Cenacolo “Pesaro città d’arte e cultura”
Per informazioni: Roberto Malini
Scrittore, ricercatore e difensore dei diritti umani
Premio Rotondi 2018 quale “Salvatore dell’arte della Shoah”
Consulente etico editoriale e curatore di collezioni d’arte, fra cui quelle del Museo Nazionale della Shoah di Roma e della Cittadella di Barletta
EveryOne Group
Holocaust Art Tribute – Roberto Malini Collection
Movimento civile per la salvaguardia dell’ambiente e dei beni culturali e paesaggistici
ILMC – Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria
