Il presidente del Comitato dei sindaci dall’Ats1 e assessore alle Politiche sociali presenta i dati legati all’intervento e il valore del lavoro di co-progettazione coordinato dall’Ambito territoriale sociale 1
Da un anno sta favorendo le dimissioni anticipate degli utenti fornendo servizi sociali e sanitari per l’assistenza domiciliare «migliorando così la qualità di vita di pazienti e famiglie; un obiettivo che ci impegniamo a portare avanti anche dopo la conclusione del progetto finanziato dal Pnrr» spiega Luca Pandolfi, presidente del Comitato dei sindaci dell’Ats1 e assessore alle Politiche sociali nel presentare quanto fatto dal Comune di Pesaro, capofila per l’Ambito Territoriale Sociale 1 per il progetto di “Inclusione e coesione” che lo stesso sta guidando per la provincia di Pesaro e Urbino.
«L’obiettivo – spiega Pandolfi – è favorire le dimissioni da strutture sanitarie per over 60, in particolari condizioni di fragilità, nei casi di mancanza di una rete famigliare da poter attivare nel rientro a casa post degenza. Lo perseguiamo fornendo una continuità assistenziale tra i servizi sociali e sanitari, con questo progetto finanziato con 330.000€ di fondi “sociali” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che, insieme a tutti i referenti coinvolti, ci poniamo l’obiettivo di far proseguire il servizio, nel nostro distretto, anche dopo i finanziamenti ministeriali previsti fino ai primi mesi del 2026».
A questo scopo si è svolta la riunione dei giorni scorsi convocata da Pandolfi e a cui hanno partecipato referenti del terzo settore che hanno partecipato al progetto, Croce Rossa Italiana – comitato di Pesaro, Auser Pesaro e Urbino, Cooperativa Labirinto e Coos Marche Cooperativa sociale onlus durante la quale sono stati presentati i numeri già conseguiti dal progetto (da settembre 2024 a settembre 2025): «Ad oggi sono stati attivati 76 PAI (Piano assistenziale individuato) a Pesaro e Urbino – precisa l’assessore – che prevedono che, per ogni persona, sia elaborato un progetto “costruito” da un’equipe multi-professionale (chiamata anche al monitoraggio e la verifica dei risultati), in base ai propri bisogni».
Sono stati inoltre distribuiti più di 3000 pasti a domicilio, erogate circa 3000 ore di SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare che aiuta la persona nel disbrigo delle attività quotidiane sollevando in parte la famiglia dal carico assistenziale) con personale qualificato OSS e attivati 53 dispositivi (collegati ai domicili degli utenti con una centrale operativa in grado di seguirli e attivare gli interventi e i servizi in caso di richiesta) per il telesoccorso e la teleassistenza.
Possono usufruire del progetto, le cui segnalazioni per l’attivazione sono a carico del Distretto sanitario di residenza, i cittadini over 60 residenti a Pesaro e Urbino in uscita da Residenze sanitarie assistenziali e dal reparto Cure intermedie, che si trovano in situazione di fragilità socio-assistenziale.
«In collaborazione con gli Ats della provincia di Pesaro Urbino (il 3, 4, 5, 6 e 7) e con i distretti socio sanitari della provincia – sottolinea Pandolfi – come Ambito, abbiamo posto le fondamenta per la costruzione di un progetto di forte integrazione socio-sanitaria a favore dell’Assistenza Domiciliare Integrata. Quello compiuto è un passo importante per il nostro modello di “welfare di comunità” che mette al centro la persona favorendone, in questo caso, la permanenza in casa in un ambiente sereno e famigliare, con la sicurezza offerta dalla presenza di personale formato ma anche del telesoccorso e la comodità della distribuzione di pasti a domicilio. Allo stesso tempo sostiene le famiglie che vengono alleggerite dalla gestione del carico assistenziale. Si diminuiscono così i rischi legati al burn-out del caregiver e si favorisce la de-istituzionalizzazione dell’utente».
«Il nostro impegno oggi è quello di pensare a dare continuità al progetto, una volta conclusosi il finanziamento PNRR» conclude.
Comune di Pesaro

