Piazzale Matteotti, ancora tensione: spari a salve nella notte

Protagonisti gli stessi minorenni già coinvolti nei disordini e nelle bottigliate dei giorni scorsi.

PESARO – Notte agitata in piazzale Matteotti, dove martedì, poco dopo la mezzanotte, due volanti della polizia sono dovute intervenire dopo numerose chiamate al 112. I residenti avevano segnalato forti esplosioni: non petardi, ma almeno tre colpi esplosi da una pistola scacciacani, poi recuperata dagli agenti. A impugnarla un gruppo di ragazzi, in gran parte minorenni, già noti alle forze dell’ordine per episodi simili avvenuti la sera precedente. Quattro o cinque volti fissi, affiancati da alcuni giovani più grandi, che ogni notte animano la piazza con rituali ormai ripetuti.

Lunedì, infatti, la situazione era stata ancora più grave: bottiglie lanciate, urla e un’aggressione contro quattro ragazzi originari del Bangladesh, uno dei quali ferito allo zigomo.

Controlli e blitz, ma la paura resta

Il centro storico è da tempo al centro dell’operazione “Alto Impatto”, che nei mesi scorsi ha visto impegnate in più occasioni polizia, carabinieri, Guardia di finanza e polizia locale tra stazione, parco Miralfiore e piazzale Miccichè, zona adiacente a Matteotti. Proprio lì era stato arrestato un cittadino del Mali con 20 dosi di hashish, mentre altri tre giovani – di origine egiziana, senegalese e tunisina – erano stati sanzionati per possesso di droga o ubriachezza.

Nonostante i controlli serrati e le telecamere di sorveglianza – molte collegate in tempo reale con le centrali operative – la percezione di sicurezza resta bassa. «Questa piazza deve tornare com’era una volta», sospira un residente. E un’altra aggiunge: «La sera non esco più. Portavo il cane a passeggio dopo cena, ora lo faccio in altri orari. Ho paura».

Un problema che parte dai giovanissimi

La zona è presidiata e spesso monitorata dalle forze dell’ordine, eppure gli episodi continuano ad accumularsi: vandalismi, violenze, approcci molesti, fino agli spari a salve delle ultime ore. «I ragazzini bevono, si ubriacano e da un momento all’altro scoppiano le risse», racconta chi vive la piazza ogni giorno.

C’è chi invoca più controlli, chi chiede un intervento mirato anche sul fronte familiare: «Bisogna parlare con i genitori di questi ragazzi – conclude una residente –. Perché il problema parte da lì».

Rosalba Angiuli

Foto di repertorio

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