
E’stata accolta da lunghi applausi accompagnati da ovazioni la farsa “La cambiale di matrimonio” presentata ieri sera (11 agosto) al Teatro Rossini di Pesaro, seconda opera in cartellone del 46/simo Rossini Opera Festival.
Un vero gioiello di buon gusto nell’ambientazione coeva all’opera (1810) del regista inglese Laurence Dale, che l’aveva allestita al Rof 2020, gravata però dalle limitazioni del Covid in un teatro con non più di 200 spettatori, cui ha fatto da contraltare l’ottima esecuzione di tutta la compagnia di canto, in affiatamento perfetto sotto la direzione di Christopher Franklin sul podio della Filarmonica Gioachino Rossini.
Sono Pietro Spagnoli (Tobia Mill), Paola Leoci (Fannì), Mattia Olivieri (Slook), Jack Swanson (Edoardo Milfort), Ramiro Maturana (Norton) e Inés Lorans (Clarina).
Gradito dal pubblico anche l’inedito abbinamento della breve opera con l’esecuzione delle Soirée musicales (otto ariette e quattro duetti), pubblicate nel 1835, come raccolta di quella musica da salotto che Rossini soleva comporre ed eseguire al piano per gli eleganti ricevimenti parigini che lo vedevano quale ospite d’onore.
Composta da Rossini quando aveva solo 18 anni, La Cambiale di Matrimonio, su libretto di Gaetano Rossi, riflette la trama in voga all’epoca di amori contrastati, padri padroni e servitori impiccioni
Nel caso specifico vede la bella Fannì, figlia del ricco mercante londinese Tobia Mill, promessa dal padre al facoltoso venditore di pelli canadese Slook, suo corrispondente coloniale in America, suggellando l’affare con una cambiale di matrimonio. Ma la giovane ama riamata lo spiantato Edoardo Milfort, riservando allo sfortunato pretendente straniero una gelida accoglienza, cui si aggiungono anche le minacce di Milfort.
Vista la mala parata, lo straniero decide di rinunciare, ma viene sfidato a duello per non aver rispettato il patto e risolve magnanimamente la questione dichiarando suo erede Milfort che può riscattare la cambiale e impalmare la bella. Il tutto nella cornice di una deliziosa casa in perfetto stile inglese, di cui si vede sia il fuori che il dentro, animato da un dedalo di stanze atte a movimentare la scena, cui si abbinano i raffinati costumi di Gary McCann identificativi dei personaggi. Eleganti e femminili per Fannì, tradizionali e pomposi per Tobia, ispirati all’eleganza dandy di Lord Brummel per Milfort, e un po’ da cowboy per Slook, che da grossolano e sempliciotto cacciatore del nuovo mondo, si trasforma con un’ironia neanche troppo velata in un esempio di civiltà, accompagnato per di più da un orso in scena amico di avventure ed abilissimo cuoco.
Molto applaudita anche l’esecuzione delle Soirée musicales, proposte per l’occasione in una versione per voce e orchestra da camera curata da Fabio Maestri, che con lo sfondo sul palco di un telone con immagini ottocentesche ha restituito al pubblico la calda intimità degli ambienti dell’epoca. Ad eseguirle con puntualità sono stati Vittoriana De Amicis, Andrea Nino, Paolo Nevi e Gurgen Baveyan, che hanno fatto scoprire al pubblico questo repertorio poco frequentato che tratteggia quadretti sentimentali e caratteristici basati su poesie di Pietro Metastasio e Carlo Pepoli.
Ansa Marche
