| E ancora, «Gli annunci a un mese dalle elezioni sono solo propaganda, servono gli atti formali, che qui in Comune non sono mai arrivati» Centro autismo, La Fenice, Il Gabbiano e l’Rsa Tomasello, il sindaco Andrea Biancani e l’assessore alle Politiche sociali Luca Pandolfi elencano «tutte le soluzioni non individuate dalla Regione Marche» per il necessario prossimo spostamento dei servizi socio-sanitari del territorio. «Quelle sbandierate oggi dal consigliere regionale Baiocchi, a poco più di un mese dal voto, sono sedi di proprietà comunale che, come Amministrazione, abbiamo proposto e messo a disposizione dell’Ast e della Regione (ente competente e responsabile in materia), per essere vicino agli utenti, alle famiglie e agli operatori e professionisti che ci lavorano» e ancora, «Gli annunci a un mese dalle elezioni sono solo propaganda, servono gli atti formali, che qui in Comune non sono mai arrivati né da parte di Ast né da parte della Regione, nonostante i nostri ripetuti solleciti». Biancani e Pandolfi parlano, in particolare, di quelli relativi al Centro per l’autismo, «Il Comune di Pesaro ne aveva individuato, anni fa, la sede in via Vatielli (dando seguito al voto bipartisan del Consiglio comunale di novembre 2022); una volta avviato il motore, l’attuale giunta regionale l’ha spento: ha deciso che lì non si faceva più e che avrebbe individuato una sede diversa. E oggi, a distanza di quasi 5 anni da quando ha iniziato a dire che l’avrebbe realizzata, la Regione non ha ancora trovato nemmeno la sede. Chiariamo: un conto sono gli annunci a un mese dalle elezioni, un altro gli atti formali che arrivano agli enti». «Se fosse per la Regione il Centro non si farebbe: non ha indicato una sede e individuarla non è mai stata una priorità; lo dimostra il fatto che ha dismesso la soluzione già trovata per farci dell’altro», mentre il Comune, ricordano Biancani e Pandolfi, «aveva proposto all’Ast1, da ottobre 2024, con comunicazione ufficiale, gli spazi di strada in Sala a Villa Fastiggi, oggi parzialmente occupati dal centro diurno La Fenice. Non abbiamo ancora alcuna certezza di cosa accadrà in questa struttura, perché non c’è stato nessun documento formale né da parte dell’Ast, né da parte della Regione in cui si attesti che lo spazio è adeguato e in cui si richieda la redazione dell’accordo per l’utilizzo; documento che abbiamo sollecitato più volte. Viceversa abbiamo il consigliere Baiocchi che annuncia che il Centro per l’autismo si farà lì. Delle due, una. Nel caso fosse corretta la seconda opzione ne saremmo felici: dopo 5 anni di vuoto totale, finalmente e grazie alla caparbietà e all’interesse del Comune per le famiglie, il Centro per l’autismo avrà una casa in città». E in questo caso, «La Fenice dovrebbe traslocare per permettere i lavori di sistemazione della struttura di strada in Sala. Nel dubbio di una “non soluzione”, molto probabile considerati i precedenti – precisano Biancani e Pandolfi – noi ci abbiamo già pensato: abbiamo segnalato, tramite comunicazione scritta via Pec, la disponibilità del nido Alberone che è libero considerato lo spostamento nel Polo 0-6 anni di via Rigoni che da settembre accoglierà bambine e bambini e insegnanti in questa nuova struttura nZeb nello stesso quartiere». Il sindaco e l’assessore snocciolano poi le altre questioni che riguardano il territorio in tema socio-sanitario e in particolare della salute mentale. «Di cos’altro si è dimenticata la Regione Marche? Non ha individuato la sede per il centro diurno Il Gabbiano (presente nell’area del complesso del San Benedetto) dopo che è andato deserto l’avviso pubblico che ha emesso. Anche in questo caso, abbiamo proposto gli spazi dell’ex asilo Alberone che potrebbe accogliere temporaneamente sia La Fenice, sia Il Gabbiano. Ricordiamo che il centro diurno si sarebbe dovuto spostare già da gennaio 2025 per consentire i lavori che il Comune sta svolgendo nell’area». Biancani e Pandolfi citano poi, tra le “non soluzioni non trovate”, quella dell’Rsa Tomasello, «La Regione vuole demolire la struttura di Muraglia dov’è collocata senza prima avere in mano il progetto del nuovo ospedale. E indica che utenti, famiglie e professionisti si sposteranno a Casa Roverella. Se così fosse non ci sarebbe nessuna “vittoria”, né nessuna novità: è la soluzione che era stata già prevista nell’accordo del 2022 che il Comune si è impegnato a rispettare nonostante la Regione abbia più volte tentato di metterlo in discussione facendo un bando per portare l’Rsa fuori da Pesaro, all’Apsella». Quindi «quelli di Baiocchi e della Regione sono finti annunci che non capiamo e che ci fanno stupire del fatto che abbiano trovato credibilità. Se si farà qualcosa è solo grazie al rispetto di un accordo e della volontà del Comune di mettere a disposizione propri beni che avremmo potuto alienare o destinare ad altre attività». «Ricordiamo – dicono sindaco e assessore – che quelli elencati sono tutti servizi gestiti e di competenza della Regione, l’unico ente chiamato a dover trovare soluzioni e sedi e a garantire tutele per gli ospiti e chi vi lavora. È una risposta che abbiamo provato a dare come Comune di Pesaro per essere vicini a tutte le persone coinvolte da questi sposamenti, che vivono delle particolari fragilità, e che hanno bisogno di sapere che questi servizi non saranno portati fuori da Pesaro come la Regione Marche sta provando a fare». Infine Biancani e Pandolfi precisano la riservatezza fino ad ora mantenuta: «A differenza del consigliere regionale l’Amministrazione comunale ha rispettato il “profilo basso” che l’Ast ci ha chiesto per evitare che le diverse situazioni elencate potessero essere politicizzate. Esattamente quello che sta facendo Baiocchi con le sue “sparate” fatte a un mese dalle elezioni solo per avere visibilità. Se la Regione e l’Ast vogliono, non devono fare altro che darci una conferma scritta, saremo contenti di poter mettere a disposizione il nostro patrimonio per riuscire a dare le risposte che le famiglie si attendono». Comune di Pesaro |

