Affidopoli, Ricci rompe il silenzio: “A testa alta, dirò la mia verità”

Pesaro, 30 luglio 2025 – Dopo giorni di silenzi e rinvii da parte degli indagati, Matteo Ricci ha deciso di parlare. L’ex sindaco di Pesaro e attuale eurodeputato sarà interrogato oggi alle ore 10 nell’ambito dell’inchiesta “Affidopoli”, che lo vede coinvolto con l’accusa di concorso in corruzione, insieme ad altri 23 indagati. È il primo – e per ora l’unico – a scegliere la strada delle dichiarazioni spontanee davanti ai magistrati.

Non vedo l’ora di chiarire“, aveva detto venerdì scorso dal palco della Baia Flaminia, davanti a oltre duemila sostenitori. E oggi quella promessa si concretizza. In un’inchiesta dove finora hanno prevalso reticenze e facoltà di non rispondere – come nel caso di Massimiliano Santini e Stefano Esposto, ritenuti dagli inquirenti il motore operativo del presunto sistema – Ricci tenta la mossa opposta: il confronto diretto con i magistrati.

Una linea difensiva pubblica

Dal palco della Baia, Ricci aveva difeso apertamente la magistratura: “Credo nei magistrati, stanno facendo il loro lavoro. Per questo, con la schiena dritta, andrò a raccontare la mia versione dei fatti”. Non solo: ha ribadito la sua estraneità assoluta rispetto agli affidamenti sotto soglia finiti sotto inchiesta. “Io non mi sono mai occupato di queste cose – ha detto – e chiunque abbia lavorato con me sa quanto io tenga al rigore e alla trasparenza”.

Secondo Ricci, l’inchiesta nasce da un tradimento interno. “Un mio ex collaboratore potrebbe aver tradito la nostra fiducia. Se così fosse, avrei sbagliato persona. Ma chi non ha mai sbagliato nella scelta di un collaboratore, di un consulente o perfino di un amico?”. Ha poi elogiato pubblicamente i dirigenti pubblici che hanno lavorato con lui, tra cui Franco Arceci, che ha definito “un esempio da premiare”.

Il ruolo nell’inchiesta

La posizione di Ricci, secondo la Procura, non è legata a vantaggi economici personali, ma a un presunto utilizzo del sistema degli affidamenti per consolidare consenso politico e immagine pubblica. Un guadagno “non patrimoniale”, distinto da quelli attribuiti a Santini ed Esposto, che secondo gli inquirenti avrebbero invece ricevuto utilità economiche dirette.

In particolare, a Ricci viene contestato di aver favorito o comunque tollerato il sistema che avrebbe consentito agli altri due di ricevere benefici patrimoniali. Gli altri 21 indagati sarebbero, nel linguaggio dell’indagine, dei “satelliti”, orbitanti attorno a questo presunto triangolo di comando.

Una partita a scacchi

L’atmosfera resta tesa. L’interrogatorio di Ricci potrebbe segnare una svolta investigativa o politica, a seconda di ciò che verrà detto – e delle prove che sarà in grado di portare a sostegno delle sue dichiarazioni. Gli avvocati Aldo Valentini e Lucio Monaco, che curano la sua difesa, mantengono per ora il riserbo.

Siamo sotto attacco, da parte di uno squadrismo mediatico”, ha detto Ricci dal palco, ribadendo la natura “politica” della tempesta che lo ha travolto in piena corsa verso le elezioni regionali. Il pubblico ministero, invece, descrive nel dettaglio un sistema raffinato di affidamenti limati al centesimo per restare sotto soglia e aggirare i controlli.

Oggi la parola a Ricci

Le prossime ore diranno se l’ex sindaco riuscirà a smontare il castello accusatorio oppure se la sua strategia di trasparenza finirà per incrinare ulteriormente la sua posizione. Per ora, la scena è tutta sua: sarà il primo a parlare, dopo il silenzio dei suoi due ex collaboratori.


Redazione Pesaro Notizie

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