PESARO – “Non porto fuori nemmeno l’immondizia di notte, ho paura”. Così Pia Perricci, consigliera comunale e referente di Evolviamo Pesaro, ha aperto ieri un intervento drammatico nella sala del consiglio comunale, affiancata da Alessandro Di Domenico (Udc), lanciando un doppio appello: uno alla politica, con la richiesta formale di commissariamento del Comune, e uno alla sicurezza personale, annunciando di aver fissato un incontro con il Questore dopo aver subito minacce, pedinamenti e lettere anonime.
“Mi stanno seguendo e filmando – ha dichiarato –. Stanno raccogliendo informazioni sulla mia vita privata e perfino sui miei figli. È durissima, e per questo martedì incontrerò il Questore”.
Pur non facendo nomi, Perricci ha lasciato intendere di sapere con precisione chi la sta controllando e ha ricollegato queste azioni alla sua attività politica e al suo presunto legame informale con chi conduce l’inchiesta Affidopoli:
“Mi arrivano continuamente segnalazioni anonime su fatti e situazioni. E ho trasmesso tutto agli inquirenti”.
“Comune delegittimato, giunta fotocopia”
Ma l’intervento, per quanto carico di tensione personale, aveva un chiaro obiettivo politico: denunciare la continuità tra la giunta attuale guidata da Andrea Biancani e quella dell’ex sindaco Matteo Ricci, oggi al centro dell’inchiesta giudiziaria.
“Biancani ha esordito dicendo che non chiederà sponsorizzazioni per non rischiare di essere indagato, ma poi ha subito espresso piena solidarietà a Ricci. È una giunta-fotocopia. Non può essere credibile”.
Tra i casi citati da Perricci per motivare la richiesta di commissariamento ci sono:
- la vicenda della Stazione Gaus, i cui costi sarebbero a carico del Comune;
- il ricorso dell’Anac sull’assessore Daniele Vimini, presentato “a nome del Comune e non del diretto interessato, con il rischio che le spese legali siano a carico dell’ente”;
- la cena elettorale di Ricci nel capannone dell’imprenditore Tomasucci;
- la riconferma di Cristian Della Chiara alla direzione del Rossini Opera Festival, nonostante fosse in scadenza di mandato e ci fossero altre candidature.
Il dossier al Prefetto (e al Quirinale)
Perricci e Di Domenico hanno annunciato l’intenzione di presentare un dossier di oltre 100 pagine al Prefetto, chiedendo che venga trasmesso al Ministero dell’Interno per arrivare alla rimozione della giunta comunale. Un secondo dossier sarà inviato anche alla Presidenza della Repubblica.
“Ci troviamo di fronte a un sistema di potere che governa questa città da 70 anni – ha detto Di Domenico –. È ora di spezzare questa catena”.
“Non vivo bene, ma vado avanti”
Pia Perricci ha anche riferito di una richiesta danni da 150mila euro ricevuta da parte di Marche Multiservizi, segnale – secondo lei – di una pressione crescente nei confronti di chi denuncia.
“È molto dura – ha concluso –. Ma andrò avanti. Non vivo bene, ma ho il dovere di fare luce”.
Nella Sala Rossa i riflettori erano tutti puntati su di lei. La battaglia di Perricci si intreccia con quella giudiziaria e politica che attraversa Pesaro. E ora chiama in causa direttamente le più alte istituzioni del Paese.
Nino Valangamani

