Lettera aperta: A chi guarda con disprezzo i corpi fragili

Riceviamo e pubblichiamo:

“A voi che osservate, giudicate, sussurrate.

A voi che puntate lo sguardo addosso a chi ha un corpo che non rientra nei vostri standard, a chi non ha “l’aspetto giusto”, vorrei dire qualcosa.
Magari non lo fate con cattiveria. Magari credete che il vostro sguardo sia neutro, o persino innocente. Ma non lo è.
Uno sguardo può ferire più di mille parole.
E chi porta già un peso invisibile – una malattia, una disabilità, una fatica quotidiana – quel peso lo sente raddoppiare quando si accorge di essere considerato meno, solo perché il suo corpo non vi somiglia.

Non sapete cosa c’è dietro un viso stanco, un passo incerto, un corpo appesantito o troppo magro.
Non sapete quante notti di dolore, quante rinunce, quante battaglie silenziose combatte chi vi passa accanto per strada.
Non sapete nemmeno quanto può far male sentirsi fuori posto solo perché si esiste in modo diverso.

Io scrivo per tutte quelle persone che non hanno più voglia di giustificarsi.
Per chi ha un corpo segnato, fragile, “fuori norma” – e ogni giorno è costretto a lottare contro un mondo che pretende bellezza patinata e salute perfetta.

Scrivo anche per me. Perché anch’io, come tanti, ho subito sguardi e giudizi. E mi sono chiesta spesso perché la gentilezza costi così tanto, mentre la crudeltà sembri gratuita.

Chi soffre non ha bisogno di commiserazione, ma di rispetto.
E chi guarda dovrebbe ricordarsi che il corpo che oggi giudica potrebbe essere il suo domani.
Perché nessuno è immune dalla fragilità”.

Una lettrice di Pesaro Notizie

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