PESARO – Trenta minuti di interrogatorio, nessuna risposta. È quanto accaduto ieri mattina davanti alla Procura di Pesaro, dove è stato convocato Stefano Esposto, presidente delle associazioni Opera Maestra e Stella Polare, al centro della maxi-inchiesta su presunti affidamenti irregolari e utilizzo improprio di fondi pubblici, già ribattezzata “Affidopoli”.
Esposto è il primo dei 24 indagati a comparire davanti ai magistrati. L’informazione di garanzia lo descrive come uno dei nodi principali del presunto sistema: tra il 2019 e il 2024, le sue associazioni avrebbero ricevuto oltre 509mila euro in fondi pubblici, di cui almeno 82mila euro considerati vantaggi economici personali.
Secondo la ricostruzione della Procura, Esposto sarebbe stato legato a doppio filo all’ex braccio destro del sindaco Matteo Ricci, Massimiliano Santini, e all’ex capo di gabinetto Franco Arceci. Un presunto “patto” avrebbe consentito l’erogazione di fondi attraverso determinazioni di spesa firmate da dirigenti e funzionari comunali, spesso – si legge negli atti – senza le necessarie verifiche sulla legittimità.
La strategia del silenzio
Esposto si è presentato in tribunale poco prima delle 10, accompagnato dal suo avvocato, Gherardo Saragoni Lunghi. Passo veloce, volto teso, e poi silenzio totale, dentro e fuori dal palazzo di giustizia. A parlare è stato solo il legale, che ha confermato la linea del silenzio: “Il mio assistito ha scelto di non rispondere per non compromettere la propria posizione difensiva”.
Le domande dei giornalisti si sono concentrate su un punto centrale dell’inchiesta: ci sono state pressioni politiche? Anche su questo, nessuna apertura. “Non posso dire altro – ha ripetuto più volte Saragoni Lunghi –. Ogni parola potrebbe compromettere la difesa”. Nessuna smentita, nessuna conferma, solo una chiusura netta che ha lasciato trapelare tutta la delicatezza del momento.
Lo schema sotto accusa
Secondo l’impianto investigativo, Esposto e Santini avrebbero avuto un ruolo attuativo nella gestione degli affidamenti e nell’organizzazione di eventi e progetti finanziati con denaro pubblico, mentre l’allora sindaco Matteo Ricci – oggi eurodeputato e candidato alle regionali – ne avrebbe beneficiato in termini di consenso politico e visibilità. Una dinamica che gli inquirenti considerano il cuore del “sistema Pesaro”.
I prossimi interrogatori
Dopo il silenzio di Esposto, l’inchiesta entra ora nella sua fase più calda. Domani toccherà a Massimiliano Santini, mercoledì sarà la volta di Matteo Ricci, e giovedì Franco Arceci. A seguire, verranno ascoltati dirigenti comunali, funzionari, imprenditori, il direttore di Aspes Antonio Muggittu e l’ex direttore della Fondazione Pescheria, Silvano Straccini.
La città guarda con attenzione e preoccupazione agli sviluppi. In ballo non ci sono solo profili penali, ma la tenuta stessa della fiducia nelle istituzioni locali.
Rosalba Angiuli

