
«Vicini, come sempre alle realtà del Terzo settore, in prima linea -e preziosissime- per garantire la tenuta del sistema socio-sanitario del territorio e in particolare, di quella parte, sempre più rilevante come numeri e servizi, della salute mentale. Il loro impegno deve essere corrisposto con l’adeguamento del Contratto nazionale, previsto per legge, che il Comune di Pesaro ha già attuato per le cooperative». Così Luca Pandolfi, assessore alle Politiche sociali e presidente del Comitato dei sindaci dell’Ats1, dopo le dichiarazioni congiunte di Associazione Alpha, Cooperativa Alpha Labirinto, T41 B, T 41 A, Nuova Ricerca Agenzia Res, Gruppo Atena, Utopia, Aretè, Solidale, Liberamente che, nei giorni scorsi, avevano rivolto alla Regione Marche un appello affinché l’adeguamento “in modo sostenibile di tariffe che non vengono ritoccate dal 2014. La salute mentale va trattata alla stregua di qualsiasi altro problema sanitario”.
«L’Amministrazione – evidenzia Pandolfi – lo ha già fatto aggiornando i contratti delle cooperative sociali per sostenere, e mantenere, il welfare comunale, nonostante il peso rilevante che ciò comporta sul bilancio del Comune». È una scelta fatta perché, continua l’assessore, «Siamo da sempre attenti al tema e alle realtà del Terzo settore che hanno un legame storico e strettissimo con il welfare della città, in particolare con quello che si occupa di salute mentale. Non è un caso, infatti, che molte delle cooperative sociali firmatarie della nota di appello alla Regione nascano a Pesaro, città che può annoverare l’esperienza straordinaria di Don Gaudiano che quotidianamente riporta nel suo agire, anche oggi. Sono realtà legate alla citta anche e soprattutto con i progetti concreti rivolti ai pesaresi».
Pandolfi riporta poi i numeri legati alla salute mentale, «Un tema sempre più urgente; in regione sono 22.000 le persone prese in carico e le richieste di aiuto negli ultimi anni registrano un +30%. Sono cifre che dimostrano quanto sia necessario investire, potenziare i servizi, crearne di mirati e fare prevenzione».
«E adottare l’approccio adottato da sempre dal welfare della città – aggiunge Pandolfi – e che pone al
centro la persona. Ben diverso da quello che stiamo subendo dalla Regione Marche che sta smantellando i servizi della salute mentale di Pesaro a causa della prossima demolizione di parte della “Cittadella della salute mentale”. Un intervento già programmato e previsto per far posto al nuovo ospedale di Muraglia, di cui però ancora manca un progetto esecutivo».
«Se il tema della salute mentale è in capo alla Regione Marche, alla sanità e quindi all’Ast – ricorda l’assessore – il Comune con i suoi Servizi sociali, è da anni attivo con numerosi progetti, a partire dal progetto Sollievo, che mettono in campo risposte concrete per migliaia di pesaresi insieme alle realtà che oggi rivolgono un appello alla Regione. Deve rivedere le sue azioni in ragione dell’emergenza, sempre più incalzante a livello nazionale e di conseguenza marchigiano, dei temi della salute mentale. Quello che chiediamo è un punto di svolta sulla riorganizzazione dei servizi, sul potenziamento del personale e delle risorse, sull’adeguamento delle tariffe dei servizi esistenti. Solo così potremo sostenere il ruolo fondamentale del Terzo settore per l’intera comunità» conclude Pandolfi.
Comune di Pesaro
