L’aula ha approvato, tra l’altro, la surroga del consigliere Tomas Nobili (che siede in emiciclo dopo le dimissioni di Cioppi), le modifiche al Regolamento per gli aiuti alle attività economiche delle zone meno centrali di Pesaro e a quello del Forum Giovani, che permetterà maggior autonomia e linearità dei lavori per le ragazze e i ragazzi
INTERROGAZIONI
La prima interrogazione presentata in Consiglio comunale è stata quella a firma dei consiglieri Redaelli, Malandrino, Boresta, Canciani, Corsini sullo “Stato di avanzamento della realizzazione Oasi felina” a cui ha risposto il vicesindaco Daniele Vimini per l’assessora Maria Rosa Conti. «L’Oasi felina è già in parte realizzata, è in fase di completamento. Sono state già sostenute delle spese, i lavori del progetto Sprint si sono conclusi, e con la “salvaguardia degli equilibri” e l’assestamento generale di bilancio dell’esercizio 2025 in corso, conferma la disponibilità finanziaria per realizzare i lavori integrativi necessari entro l’anno».
Il consigliere Redaelli: «L’Oasi felina a tutt’oggi a Pesaro non esiste. Il gattile sanitario da 10 anni sopperisce a questa mancanza. Dalla risposta data il progetto sulla carta è ritenuto insoddisfacente. Si chiede all’Amministrazione di ufficializzarlo perché a nostro avviso i soldi non ci sono».
È stato il vicesindaco assessore alla Cultura Daniele Vimini a rispondere anche all’interrogazione successiva presentata dalla consigliera Serena Boresta sulla “Gestione Fondazione Pescheria e Fondazione Rossini in relazione alla delibera Anac n. 119”. Vimini ha detto: «Come già rappresentato dal Presidente del Consiglio ai consiglieri, i primi due quesiti dell’interrogazione sono inammissibili». Sulle successive domande, Vimini ha sottolineato che «è doveroso premettere che la delibera ANAC n. 119 del 26.03.2025 – attualmente impugnata con ricorso del 30 maggio (Reg. 6526/2025) – si limita a dichiarare la nullità dell’atto di conferimento dell’incarico, senza esprimersi sulla sorte degli atti adottati dal Presidente della Fondazione e dal relativo CDA. In assenza di specifica declaratoria di nullità “derivata”, deve ritenersi applicabile il principio di affidamento del terzo in buona fede e di conservazione degli atti, più volte affermato dalla giurisprudenza. Ciò trova ulteriore riscontro nel fatto che sia la Regione Marche, sia il Ministero della Cultura previa regolare rendicontazione, hanno riconosciuto la legittimità dell’operato delle Fondazioni, concedendo i relativi contributi».
Sulla soddisfazione, la consigliera Boresta: «Risposta sommaria e poco esaustiva. Evidenzio la rilevanza di individuare gli atti con la firma del presidente o del Cda perché è importante capire se afferiscono ad appalti e servizi ma anche per sapere quali risorse sono state impiegate per tramite di questi atti. Chi li sottoscriveva non aveva titolo per farlo».
Poi l’interrogazione a firma dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Redaelli, Malandrino, Boresta, Canciani, Corsini ad oggetto “Attuale ruolo presso il Comune di Pesaro del signor Franco Arceci”.
A rispondere il sindaco Biancani: È necessario, preliminarmente, ribadire le ragioni dell’impegno di questa Amministrazione, e di quelle precedenti, affinché la Questura si doti di una sede adeguata; va ricordato, infatti, che il tema appartiene alla competenza esclusiva del Ministero degli Interni, che da tempo tergiversa. Il Comune di Pesaro, tuttavia, nel corso degli anni, ha sempre ritenuto di dover collaborare per ragioni di tutela dell’interesse generale della comunità e per contribuire, nell’ambito delle proprie possibilità, al corretto funzionamento di servizi essenziali per la sicurezza e l’ordine pubblico. La presenza di una sede della Questura efficiente, sicura e decorosa incide infatti direttamente sulla qualità del lavoro degli operatori e quindi sulla sicurezza dei cittadini, nonché sull’immagine e sul decoro della città. Pertanto, pur non avendo obblighi formali in materia, l’Amministrazione comunale si è fatta nel corso degli anni, promotrice di un’attività di concertazione istituzionale fra i diversi Enti competenti, attività culminata nella firma del 6 luglio 2022, tra il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa, l’Agenzia del Demanio, e il Comune di Pesaro, di un Protocollo d’Intesa finalizzato all'”attuazione di un programma di razionalizzazione/valorizzazione degli immobili denominati Caserma Cialdini e Caserma Del Monte per esigenze di Amministrazioni dello Stato”. In particolare, e per quello che qui interessa le parti, si sono determinate per lo sviluppo di un piano di razionalizzazione che prevede la dismissione di quota parte della Caserma Cialdini, da destinare agli usi della Questura di Pesaro e Urbino, previa valutazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento predisposto dall’Agenzia per il Demanio, e attraverso un cronoprogramma che prevedeva la progettazione entro l’estate 2024 e la fine lavori entro l’estate del 2026. Con l’obiettivo di verificare l’attuazione degli impegni previsti dal suddetto Protocollo d’intesa, la Prefettura ha convocato diversi incontri, tra i quali quello del 22 maggio alla presenza del sottoscritto. Ho sollecitato personalmente la presenza del Dott. Arceci a tale incontro, per aver seguito nel corso degli anni, personalmente e direttamente, la questione per il Comune di Pesaro, in qualità di capo gabinetto. La presenza del dott. Arceci, che ovviamente non ha comportato alcun onere per questa Amministrazione, non è stato eccepita da alcun partecipante alla riunione. Si precisa infine che attualmente non ricopre alcun incarico direttamente affidato dal sottoscritto».
Così la consigliera Boresta: «Tempo fa avevamo chiesto che tipo di rapporto lavorativo ci fosse tra Comune e Franco Arceci e l’Amministrazione ci aveva risposto che non c’era un contratto in atto. Vista la sua presenza alla riunione in oggetto ci siamo chiesti se fosse cambiato qualcosa. Auspichiamo che questo non si riproponga in altre occasioni».
In aula è stata poi discussa l’interrogazione della consigliera Anna Maria Mattioli sul “Mancato inserimento del miglioramento della strada Pesaro-Urbino nel Piano regionale delle infrastrutture”. A rispondere è stato il sindaco Andrea Biancani: «Carta canta: le opere sono state definite “non strategiche” dalla Giunta regionale, ma solo di interesse “locale” quando, invece, sono fondamentali per il collegamento di tutto il territorio. Non solo per la città di Pesaro, ma per l’intera provincia». Poi, ha detto: «Anche nel mio precedente incarico da consigliere regionale e vicepresidente del Consiglio regionale, ho sempre rimarcato, con ben tre interrogazioni, l’importanza di inserire la Pesaro-Urbino nel Piano regionale delle Infrastrutture che – ricorda Biancani – grazie all’Amministrazione regionale precedente è diventata da provinciale a statale. Questa modifica, all’epoca, ci rassicurò: inquadrare questa strada come “statale” permetteva alla Regione Marche di avviare un dialogo con Anas per far inserire questi tratti in una programmazione più complessiva. Purtroppo, l’occasione è stata persa dall’attuale Giunta regionale che non ha considerato questa strada importante tanto quanto quelle inserite nel Piano». E ancora: «Pare che la mancanza della Pesaro-Urbino sia stata una dimenticanza e che seguirà un successivo inserimento della stessa nel Piano ma, ad oggi, ancora non abbiamo atti ufficiali che ci tranquillizzano. Inoltre, sono certo che se mai verrà inserito qualcosa all’interno del Piano, si tratterà solamente di un miglioramento parziale; è infatti impossibile l’inserimento postumo per via dei finanziamenti da milioni di euro che servirebbero, per non parlare dell’iter burocratico che richiede almeno due anni per la sua approvazione e definizione».
La consigliera Mattioli: «Una risposta che ci rammarica anche a livello provinciale. La riteniamo una vera e propria dimenticanza. Abbiamo diversi progetti, c’è una città universitaria e siamo in procinto di creare la Capitale europea della cultura 2033; è una grande mancanza di rispetto verso il nostro territorio che conferma ancora l’essere anti-Pesaro di alcuni».
PROPOSTE DI DELIBERE
Il Consiglio comunale ha poi approvato con 17 voti favorevoli (3 contrari, 6 astenuti) la delibera presentata dal presidente del Consiglio Enzo Belloniper le “dimissioni del consigliere Stefano Cioppi surroga ai sensi dell’art 45 comma 1 del Tuel”.
Gli interventi:
Marinucci: «Un anno fa, c’era un’atmosfera da primo giorno di scuola, che ruppi spiegando che ci sono surroghe e surroghe. Un conto è quella dovuta al fatto che chi vince, doverosamente governa, mentre trovo inopportuna questa di Cioppi. Occorrerebbe essere più trasparenti».
Bernardi: «Grazie al collega Cioppi per il lavoro svolto in questo anno e per la sua professionalità. Contenti che continui a collaborare con questa Amministrazione. Siamo felici di veder entrare Tomas Nobili, persona di qualità e di livello. Ricordo che l’articolo 90 è un incarico fiduciario, e non mi sembra che la Regione abbia dato incarichi fiduciari a iscritti Pd».
Il sindaco Biancani: «Ci stiamo muovendo all’interno della legge: la norma prevede che il sindaco possa avere uno staff in supporto alle attività. La modalità di individuazione delle persone viene decisa dalla struttura tecnica. In Parlamento e Regione la modalità è “diretta”. Nei Comuni, invece, la modalità non è specificata, i collaboratori possono essere individuati attraverso un bando o in maniera diretta. Pesaro ha deciso di individuare i collaboratori attraverso un bando, poi il sindaco sceglie, anche in considerazione che si tratta di un ruolo fiduciario. Ribadisco, stiamo facendo le cose in modo regolare, come previsto dalla legge – e conclude, rivolgendosi alla minoranza -. Non bisogna lanciare messaggi sbagliati, come se si stessero compiendo atti illegittimi».
Marinucci risponde:«Mai detto che sia illegale, piuttosto inopportuno».
Lugli: «Non condivido il discorso del posto fisso, Cioppi ha delle competenze che possono essere utili alla città e bene ha fatto il sindaco a sceglierlo, saprà portare opportunità per Pesaro».
Approvata all’unanimità (29 voti favorevoli) la delibera dell’assessore alle Nuove Opere e al Patrimonio Riccardo Pozzi sui “Lavori di riqualificazione Galleria Roma – Approvazione piano particellare di asservimento e schema di accordo ai sensi dell’art. 11 L. 241/90”. Pozzi ha detto: «È un percorso avviato diversi mesi fa insieme al condominio con cui abbiamo cercato di dividere progettualità e impegni, a cui adempiere rispettivamente». Pozzi ha precisato che, sul percorso, «il Consiglio si è già espresso approvando la variazione al Piano triennale delle opere che includeva questa riqualificazione che darà nuovo slancio alle attività, al commercio; che darà dinamismo e vivacità a questo luogo centrale che, ad oggi, non si presenta in modo prestigioso. Con la delibera andiamo ad ascrivere una servitù di uso pubblico; un passaggio propedeutico alla realizzazione dei lavori. Ringrazio il dirigente del servizio Opere Pubbliche e Patrimonio per l’impegno messo insieme al personale su quest’opera che si aggiunge alle tante altre avviate». E che prevede tempi strettissimi, «dopo la delibera, sarà possibile procedere con la gara per l’individuazione della ditta che potrà intervenire sull’opera. Subito dopo il Rossini Opera Festival daremo il via alle operazioni i cui tempi cercheranno di contenere il più possibile i disagi per le attività e i residenti. Svolgeremo le lavorazioni più impattanti entro i primi 3 mesi, in questo modo, le operazioni saranno più “gestibili” per le attività commerciali». Pozzi ha ricordato i due protagonisti della “nuova” Galleria Roma: «La nuova pavimentazione, che sarà composta da lastre in gres effetto pietra da 40×80 e 120×60 cm; la scenografica parte del progetto elettrico illuminotecnico che riempirà la Galleria con sfere bianche che scendono dal soffitto a lucernaio e ridarà luce ai quattro ingressi di piazzale Lazzarini, via Curiel, via Cattaneo e Borgo mozzo». Ma non solo, «Abbiamo previsto delle sedute singole, una maggior accessibilità garantita dalla realizzazione di due rampe e dal rifacimento del marciapiede di via Cattaneo e un “sistema verde” concepito all’interno di fioriere circolari in ferro zincate e verniciate a caldo. Lo pensiamo anche come luogo in cui poter ospitare piccoli eventi». «Sarà un restyling di grande impatto, capace di trasformare uno spazio cupo che non invoglia il passaggio, in una galleria commerciale di pregio della città, che siamo certi favorirà anche l’affitto dei locali commerciali e migliori frequentazioni. L’obiettivo è dare finalmente una forte identità a un posto che ne è in cerca da tempo».
Malandrino: «Finalmente, non era un bel biglietto da visita per il centro di Pesaro. C’era degrado, era un luogo mal frequentato e dal punto di vista architettonico era una galleria “arretrata”. Lo avevamo chiesto con forza nel corso degli anni, siamo contenti che, seppur con ritardo, metteremo mano alla Galleria Roma».
Anniballi: «Il progetto presentato mostra una Galleria Roma moderna, luminosa. Una rigenerazione di un’area importante per la città. Un impegno condiviso da Comune di Pesaro e i tre condomini. Quello che votiamo è un passaggio ad uso pubblico necessario per consentire all’Amministrazione di organizzare eventi di aggregazione utili alle varie attività economiche».
Montesi: «Un importante risultato che va a beneficio della città, dei residenti, dei cittadini. Una collaborazione pubblico privato che funziona».
Marinucci: «Colgo l’occasione per ringraziare l’assessora Conti per il recente interessante viaggio che ha permesso di fare a me e ai colleghi Malandrino e Manenti a Capandoli, all’avanguardia nel campo della differenziata». «L’abbiamo fatto però in un caldo infernale, senza aria condizionata, e questo non si dovrebbe specie se penso ad altri viaggi fatti con altri mezzi».
Chiude il dibattito su Galleria Roma, il sindaco Biancani: «Ne approfitto per dare il benvenuto a Tomas Nobili, che porta un valore aggiunto all’interno del Consilio. Ringrazio Cioppi per il lavoro fatto in Consiglio.
Sono molto contento di questa delibera, voglio ringraziare il servizio Opere Pubbliche e Patrimonio. Si tratta di un’operazione che richiede molta pazienza, capacità di saper dialogare e interloquire con molti soggetti. Galleria Roma è un luogo strategico per la città, che richiedeva di essere riqualificato. Mi auguro possa essere un’opportunità anche per le attività economiche. Il prossimo progetto che vogliamo definire è quello di piazza Redi, che, come Galleria Roma è un centro commerciale naturale».
Andreolli: «Delibera utile anche se molto tardiva rispetto ai proclami sulla risistemazione che risalgono ai tempi del Covid. Speriamo sia la volta buona per far partire un progetto che sin da subito era stato condiviso per l’importanza dello sviluppo di una zona troppo spesso sottovalutata dal punto di vista della qualità urbana su cui insiste che è invece di pregio». Poi, «Finora è stato sbagliato l’approccio: si sono prima fatti i proclami e solo dopo tanto tempo avviati i lavori. Cambiate registro: arrivare senza idee chiare a proporre interventi complessi a più soggetti è difficile».
Bernardi: «Favorevoli alla delibera, un intervento importante per una zona strategica della città. Bisogna continuare a sostenere i centri commerciali.
Mattioli: «Rivolgo un ringraziamento enorme ai condomini, ai titolari delle attività economiche e a chi ha collaborato affinché il progetto venisse portato a termine: non è semplice mettere insieme tanti ragionamenti e volontà. Il covid aveva bloccato l’iter ma, grazie ai residenti degli stabili, si è ripreso in mano questo progetto su cui l’Amministrazione comunale ha creduto e su cui ha investito 300mila euro; una cifra stanziata per riqualificare un’area privata ad uso pubblico, che per la città tutta è davvero importante».
Il Consiglio è proseguito con la discussione e il voto (27 voti favorevoli) della delibera per la “Regolarizzazione patrimoniale delle strade d’uso pubblico ricadenti all’interno del Comune” con l’“Acquisizione gratuita di frustoli di terreno adibiti a sedime stradale in via t. Viti e via g. Santi”. L’assessora al Patrimonio Riccardo Pozzi ha detto: «Delibera che fa seguito ad attività di ricognizione e riallineamento degli uffici Patrimonio del Comune sulle proprietà di alcune particelle. In questo caso siamo nel Q7, in due strade in cui sono presenti infrastrutture e caratteristiche che le evidenziano come di utilizzo pubblico. Dalla ricognizione fatta è emerso che alcune erano di privati che si sono resi disponibili a cederle gratuitamente al Comune».
L’assessore Pozzi ha poi presentato la delibera sull’intervento alle mura storiche di Casteldimezzo, per il quale la giunta ha proposto “L’acquisizione a titolo gratuito di aree di proprietà privata”, un passaggio necessario per i “Lavori di restauro e consolidamento statico del tratto sud-ovest delle mura urbiche e dei bastioni del centro storico di Casteldimezzo e fruibilità dei relativi percorsi – Bando per la concessione di contributi ai Comuni per il recupero e la valorizzazione delle mura storiche – annualità 2025”. Il documento, approvato con il voto favorevole di 28 consiglieri, è stato così presentato da Pozzi: «Torna in Consiglio un’opera già inserita in una passata variazione al Piano Triennale delle opere pubbliche con questa delibera per l’acquisizione gratuita di 2 frustoli di terreno. Un passaggio che ci consentirà la realizzazione di un percorso pedonale che oggi non c’è e che è risultato di una progettualità che l’Amministrazione comunale ha voluto portare avanti anche col “vento contro” e che, con un investimento di 650mila euro (di cui 436mila del Comune) ci consentirà di recuperare le mura e i bastioni, di realizzare un percorso pedonale e di restituire ai visitatori 2 luoghi da cui ammirare il paesaggio».
L’assessore ha ripercorso quanto accaduto negli ultimi mesi in merito al progetto: «Quello delle nuove mura di Casteldimezzo l’abbiamo presentato a un bando della Regione Marche a cui ci siamo candidati con un intervento che dava ancora più valore a una delle bellezze più affascinanti dell’Adriatico, il Parco san Bartolo. Parco che volevamo fosse interpretato, visto e rappresentato non solo dalla magnifica Fiorenzuola di Focara ma anche dagli altri borghi, nella sua totalità. Abbiamo pensato che il recupero di mura che ad oggi non esistono potesse essere un’azione molto forte in questo senso. Quando ci candidammo, partecipammo con un co-finanziamento del 23-24% per raggiungere un punteggio che ci permettesse la riqualificazione. Ma il Comune di Pesaro non rientrò nella graduatoria di quelli finanziati; fummo colpiti dal punteggio assegnatoci, chiedemmo un accesso agli atti perché ci risultava strana l’attribuzione dei punteggi; cosa che evidenziammo, in maniera informale alla Regione che però procedette all’assegnazione dei contributi ai Comuni “vincitori” facendo sì che questi avviassero i progetti e impegnassero delle risorse. Passò del tempo e dopo il ricorso che facemmo, ci furono delle riattribuzioni e ricalcoli che esclusero un Comune e che assegnarono invece le risorse ad un altro Comune e al nostro. Pesaro, con grande responsabilità ritirò ricorso e si impegnò a trovare nuove risorse – oltre 150mila euro- per continuare a portare avanti la progettualità. L’abbiamo fatto perché abbiamo sempre creduto che questo progetto potesse essere l’opportunità di un racconto ancor più ampio, attrattivo e affascinante della bellezza incredibile del Parco San Bartolo».
Gli interventi:
Malandrino: «Votiamo l’uso pubblico dei camminamenti tra i bastioni di Casteldimezzo, un’opera che prevede la collaborazione dal punto di vista economico della Regione e del Comune, che sarebbe auspicabile avere più spesso».
Marinucci: «Giusto elogiare le nostre perle del San Bartolo, ma vanno ricordate anche le bellezze delle colline. Le mura non ci sono solo sul San Bartolo, ma anche nei borghi, come Novilara e Ginestreto, spesso dimenticate».
Mariani: «Un progetto che seguiamo da tempo, almeno dal 1999. Vero, dovrebbero essere fatti tanti altri interventi nel territorio, ma sappiamo che purtroppo non è così semplice».
Mattioli: «Ribadisco il plauso alla volontà politica che c’è stata dietro questa delibera, per portare avanti un progetto importante per nostra Riviera».
Passa con il voto di 24 favorevoli (3 astenuti) “L’individuazione, nell’ambito delle zone di recupero, dei perimetri P.d.r. 0.520 e 0.526, all’interno dei quali il rilascio del permesso di costruire è subordinato alla formazione di piani di recupero ai sensi degli artt. 27/28 della legge n. 457 del 05.08.1978” come riportato nella delibera illustrata dall’assessore all’Urbanistica Andrea Nobili: « La proposta prevede la perimetrazione di due aree (una in zona mare, via Monfalcone e l’altra nel borgo storico di Novilara) nell’ambito delle quali gli interventi edilizi eccedenti la manutenzione straordinaria sono subordinati all’approvazione di una piano di recupero. Con il piano di recupero il progetto edilizio deve rispettare il volume esistente ma possono essere modificati gli altri parametri urbanistici come ad esempio: sedime edificio, destinazioni d’uso e tipologie d’intervento, sempre previo nulla osta della soprintendenza. La perimetrazione una volta approvata, avrà una durata di 3 anni, nell’arco dei quali i soggetti aventi titolo possono intervenire con la presentazione del piano di recupero specifico per i singoli interventi. Come visto in Commissione gli immobili hanno caratteristiche diverse, così andiamo a flessibilizzare, rivitalizza e dare maggiore opportunità». Gli immobili sono stati illustrati dall’architetto Lucarini.
Gli interventi:
Malandrino: «Il problema che dobbiamo porci è quello di salvaguardare i borghi. Vivo a Novilara da 26 anni e sta diventando un Quartiere dormitorio. Mi sembra che non ci sia la volontà di lavorare affinchè i borghi continuino a vivere».
Marinucci: «Come consiglieri potremmo essere d’accordo su una perimetrazione e non sull’altra. Non mi sembra troppo chiedere di fare due votazioni distinte. È il principio che non mi va bene».
Corsini: «Su via Monfalcone ritengo che sia un intervento migliorativo, per Novilara condivido il pensiero di Malandrino».
Mariani: «Bisognerebbe fare programmazione sui borghi, ma ci vuole tempo e progetti. Il voto è favorevole».
Pagnoni Di Dario: «Riteniamo molta positiva la delibera sulla riperimetrazione. È fondamentale perché dà la possibilità di intervenire in modo unitario sui complessi edilizi interessati e di gestire in maniera efficace la capacità edificatoria. Inoltre, una volta che i piani di recupero vengono convenzionati, questi permettono all’Amministrazione comunale di avere alcuni servizi pubblici o attrezzature a scomputo di alcuni oneri».
Ha preso poi parola l’assessora alle Politiche Giovanili Camilla Murgia che ha portato in aula i “Provvedimenti” sul “Regolamento del Forum permanente delle giovani e dei giovani denominato ‘Forum Giovani’”. Murgia ha detto: «Quando torniamo a parlare di giovani in Consiglio comunale è un bel segnale. Continuiamo a essere in prima linea nel coinvolgimento attivo delle nuove generazioni in una partecipazione democratica, stimolando il valore civico e d’impegno nella nostra città tra la popolazione 16-29 anni, che è l’età del Forum Giovani. La delibera si pone obbiettivo di sostituire il Regolamento, su suggerimento dell’attuale coordinatore Eugenio Andreose e di altri membri, tra cui il consigliere Riccardo Bernardi (che è stato il primo coordinatore dell’organismo) su alcune procedure operative del Forum Giovani, strumento di cui la città si è dotata per sostenere l’attuale Amministrazione e il Consiglio comunale nel promuovere una politica che sappia guardare ai bisogni delle e dei giovani. Ringrazio la presidente di Commissione Romina Dominici per aver lavorato in un gruppo allargato oltre agli uffici per recepire le modifiche che trovate nel nuovo testo». L’assessora le ha precisate: «Un’autonomia maggiore, nelle tempistiche e nelle modalità di convocazione delle assemblee; un supporto continuativo degli uffici comunali per i lavori del Forum (come per la concessione spazi, pratiche di accreditamento, etc) e altre possibilità di autonomia che la nuova forma del testo prevede. Abbiamo cercato di raccogliere le sollecitazioni giunte anche del coordinatore del Forum e dall’opposizione grazie al supporto del consigliere Antonio Bartolomei. Questo ascolto ci consente oggi di portare in aula un testo che tiene conto non solo delle possibilità ma della voglia dei giovani di partecipare di ragazze e ragazzi. Approfitto dell’aula per invitare i consiglieri ad utilizzare questo strumento per consulti, pareri e per coinvolgere i membri in iniziative, che è quanto si aspettano e desiderano fare». Murgia ha concluso con un appunto sull’emendamento di Redaelli: «Abbiamo lavorato al Regolamento con 2 settimane di anticipo alla seduta attuale; un tempo che avrebbe permesso anche riunioni di Commissione. Sarebbe stato bello arrivare con un testo che potesse racchiudere anche le varie indicazioni emerse dal gruppo di lavoro. L’importante credo sia votare un documento che possa snellire per attuare le volontà e i desideri del Forum da qui ai prossimi anni».
L’emendamento è stato presentato dal consigliere Redaelli: è frutto di un lavoro fatto in Commissione e in questi anni, in cui abbiamo visto la nascita e l’avvio del Forum. L’emendamento è suddiviso in tre richieste di modifica, che riguarda il vice coordinatore. Questa figura veniva nominata dal coordinatore eletto dall’assemblea del Forum, con questo emendamento chiediamo che possa essere eletto, per privilegiare una forma di rappresentatività e pluralità».
Gli interventi:
Bernardi: «Un punto che per me ha un valore emotivo. Contento che questo Consiglio continui a dare fiducia ai giovani, come fatto da quello precedente. Si continua a credere in un progetto di politica fatto da giovani e per i giovani, che vengono inseriti nei processi decisionali e vengono identificati come soggetti con cui confrontarsi. Il Forum deve essere l’esempio pratico di come gestire le politiche giovanili del territorio. Cogliamo favorevolmente l’emendamento, consapevoli che ogni contributo costruttivo è un valore aggiunto per un progetto così importante. Ringrazio Redaelli per la sua collaborazione costruttiva».
Andreolli: «Occorre essere pragmatici rispetto al limite che questo organismo ha, manifestato dalla fascia d’età ampia che andiamo a includere. In questi 14 anni di differenza si hanno visioni, problematiche, esigenze diverse. I giovani non devono isolarsi, ma giocare la loro partita tra i grandi. L’invito che faccio è quello di cercare di guardare un po’ oltre, nella profondità, rispetto a quello che questo regolamento vuole mettere all’interno di un perimetro».
Il primo intervento del consigliere Nobili T.: «Mi auguro che questa consigliatura sia caratterizzata dall’ascolto, dalla capacità di uscire dalle proprie convinzioni e, a volte, dal cambiare idea. Sul Regolamento, una riflessione: le modifiche nascono dall’ascolto di coloro che hanno già fatto questo percorso, capire le loro esigenze e di conseguenza adeguarci. Vero che una fascia ampia pone quesiti diversi, ma sta a noi aiutarli in questo percorso».
Bartolomei: «Auspichiamo che l’avvio del Forum ci sia al più presto, perchè è una fucina di idee, molto utile anche al Consiglio comunale. Darò sempre il mio supporto, ascolterò le loro istanze e le loro esigenze».
Redaelli: «Due appelli, il primo alla parte politica: manteniamo il Forum come un lugo di dibattito vero, senza strumentalizzazioni, e promuoviamolo nelle realtà che conosciamo. I giovani possono dare un contributo creativo e innovativo enorme alla città, ci auspichiamo che si possa fare di più».
Marinucci: «Sembra che a ciascun consigliere sia stato iniettato il siero della bontà». E poi, «Ci sono due miei compaesani con gran senso civico. Sarebbe importante pensare anche a chi ha esperienza, magari con un Forum Senior».
Dominici «Un regolamento più snello, inclusivo, che rafforza il ruolo dei giovani e gli si dà maggiore autonomia. Accolgo l’invito di Redaelli, rendiamoci promotori del Forum».
La delibera, emendata, è stata approvata all’unanimità (28 favorevoli)
L’ultima delibera votata dall’aula (è passata con il voto favorevole di 19 consiglieri; 6 gli astenuti), è stata quella portata dall’assessora alle Attività economiche Francesca Frenquellucci che ha presentato le “Modifiche al titolo IV Bis del Regolamento per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari e per l’attribuzione di vantaggi economici L. 241/90 art. 12”. «Le modifiche ci consentono di poter ampliare la maglia di possibilità di dare aiuti concreti ad altri commercianti. Lo scopo è quello di dare una mano a chi investe anche nelle aree meno centrali, facendole vivere, dando un servizio utile alla comunità, e cercando di combattere lo spopolamento, come ad esempio avviene nei nostri borghi. Parliamo di agevolazioni e sussidi per il pagamento dei tributi comunali, come la Tari, l’occupazione di suolo pubblico ed esposizioni pubblicitarie, rivolto non solo alle nuove attività, ma anche a quelle già esistenti, a coloro che hanno creduto e investito nel territorio e lavorano per renderlo attrattivo. Per combattere lo spopolamento serve uno slancio all’economia di prossimità, un sostegno a tutti coloro che danno un servizio alla comunità. Quindi alimentari, bar, mercerie, parrucchieri, calzolai. Questi aiuti possono essere un’occasione per restituire vivibilità e opportunità alle aree interne. Le nuove attività continueranno ad avere agevolazioni per i primi tre anni di apertura, come già in vigore ora in tutta la città. I contributi saranno annuali e verranno erogati attraverso un bando, che verrà predisposto dopo gli studi di settore che faranno gli uffici comunali. Questo ci permetterà di capire dove intervenire e quali sono i luoghi e i settori che ne hanno più bisogno», ha concluso Frenquellucci.
Tommasoli: «Grazie all’Amministrazione per l’attenzione che pone al tema delle difficoltà delle piccole attività economiche specie quelle che non si trovano in zone centrali o di grande passaggio. Grazie anche ai consiglieri intervenuti per aver portato il focus su come intervenire in maniera strutturale nelle aree più lontane o in difficoltà. Auspico che Forum giovani possa sedersi ad un tavolo per capire come intervenire per aiutare questa parte bellissima del nostro primo entroterra». E, «Sono preoccupata che questo possa non avvenire. L’aumento del 2% sulle spese militari già dato per assodata dalla Presidente del Governo, imporrà scelte difficili e drammatiche: tagli sul sociale, aumenti delle tasse, tagli sulle imprese (abrogato fondo Ace)».
Bartolomei «Auspicavo più fondi relativi a questi bandi e spero che questo regolamento dia modo di aiutare le attività già esistenti in città».
Marinucci: «I tagli dovrebbero essere fatti in altri contesti. Per esempio, la famigerata Biosfera, avrà anche fatto fare un milione di caffè ma vediamo quanto prima di eliminarla. Tornando alla mozione, ognuno è libero di esprimere il proprio parere ma credo che la crisi del negozietto di Novilara o Santa Maria dell’Arzilla non sia correlato all’aumento delle spese militari. Il negozietto del Borgo, magari, è da tempo che soffre la crisi, visto che aprono e chiudono di continuo. Bisogna aiutare questi negozi; si possono aiutare con i sussidi ma anche con l’entità delle somme che non possono essere finanziamenti una tantum, bisogna avere una visione a lungo raggio».
Andreolli: «Al sindaco dico che fare grandi strategie con pochi soldi è difficile. Apprezzo l’entusiasmo per queste modifiche, ma è difficile invertire una rotta nazionale».
Il sindaco Biancani: «Sono consapevole che quella che proponiamo oggi non è la soluzione ai problemi del mondo e ogni volta che ne ho l’occasione faccio appelli sugli acquisti online consapevoli, anche con le stesse associazioni di categoria. Ci stiamo dimenticando del concetto di “responsabilità individuale”, ognuno di noi è responsabile delle proprie azioni e anche acquistare online piuttosto che nella bottega sotto casa porta a delle conseguenze di cui ognuno deve assumersi una bella parte di responsabilità. Quello di oggi, però, è un atto che cerca di sostenere le attività esistenti nei borghi, provando comunque a salvare alcune attività di vicinato. Andiamo avanti: cerchiamo di avviare, per la prima volta, un regolamento che aiuta le attività esistenti che spesso vengono gestite da persone che non pensano solamente al business, ma che vogliono comunque offrire un servizio alla propria comunità e cerchiano, nel nostro piccolo, di sostenerle».
Malandrino: «Mi asterrò dal voto perché la cifra di cui si parla è una presa in giro, lo sa soprattutto chi ha avuto un’attività commerciale». «Dal sindaco e dall’assessora è emersa la volontà di trovare una soluzione ma questi sono problemi strutturali: senza un’utenza a un’attività commerciale puoi anche dare 10mila euro ma non starebbe comunque in piedi. Per creare un’utenza serve invece una politica, diversa da quella fatta a Pesaro e che viene da lontana che favorisce la grande distribuzione in tutti i modi».
Lugli: «Voto favorevole, trovo importante questa delibera perché stabilisce una serie di aiuti, anche piccoli, rilevanti per il commercio».
Bartolomei: «Nessuno è contento se chiudono le attività. Ognuno di noi deve fare la propria parte, ben vengano tutte le iniziative fatte per sostenere il commercio»; «Con l’augurio che possano migliorare le cifre, voteremo a favore».
Alessandroni: «Modifica al Regolamento che va oltre una scelta tecnica e che risponde invece a una decisione politica che vuole mettere al centro le imprese locali, soprattutto quelle con scarsa redditività al centro della nostra azione amministrativa. In un momento in cui i contributi statali arrivano tardi, sono generici e spesso di difficile accesso soprattutto per le piccole attività, il Comune sceglie di agire con strumenti propri e con visione coerente fondata su una visione pluriennale. Il nuovo articolo del Regolamento è un atto di responsabilità verso le imprese che stanno resistendo».
Andreolli: «L’entusiasmo mi piace ma nella realtà dei fatti stiamo intervenendo con 11mila euro che, certamente, non cambieranno le sorti e la destinazione del commercio in questa città. È un provvedimento che ha un senso ma non ha una strategicità in un’ottica più ampia. Le attività economiche non si reggono sui contributi statali, lanciamo un sasso in uno stagno sperando che colpisca qualcosa».
Comune di Pesaro


