Nino Benvenuti


Gli editoriali di Franco Arturi (Gazzetta dello Sport) e Leo Turrini (Il Resto del
Carlino) hanno ricordato la storia pugilistica e soprattutto umana di Giovanni Nino
Benvenuti (1938-2025) deceduto martedì 20 maggio. E’ stato campione del mondo dei pesi
superwelter e medi ma Nino è rimasto particolarmente affezionato alla medaglia d’oro di
Roma 1960 perchè ha sempre sostenuto un concetto, quello che si diventa campione del
mondo anche se poi si perderà la corona, ma campione olimpico si rimane sempre. In
quella olimpiade romana Benvenuti vinse la prestigiosa coppa Val Barker come migliore
pugile del torneo precedendo, scusate se è poco, l’americano Cassius Clay, il futuro
Muhammad Ali. Benvenuti è nato a Isola d’Istria, una località marina all’epoca
territorio italiano, poi passata nel dopoguerra alla Jugoslavia e quindi Slovenia; la
sua è la storia di un bambino italiano costretto all’esilio con la famiglia. In una
intervista del 6 dicembre 2020 ha palesato un desiderio, quello che un giorno, quando
sarà, le sue ceneri fossero sparse da soscojo, lo scoglio di Isola d’Istria dove ha
imparato a nuotare da bambino. Nonostante la gloria, i soldi, la fama, Nino Benvenuti
ha vissuto sempre con una ferita mai rimarginata, quella delle sue origini istriane e
di esule giuliano-dalmata. A Trebbiantico, piccola frazione a 2,5 km da Pesaro è

posizionato un cippo all’interno di un’area verde, il Parco degli Esuli Giuliano-
Dalmati, inaugurato il 22 aprile 2006 per ricordare il dramma e le atrocità di cui

furono vittime migliaia di italiani durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.

MASSIMO MAGI

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