PESARO – IL mese di Maggio da antica tradizione è dedicato alla devozione alla Vergine Maria Madre di Cristo e alla Recita del Rosario. Dall’arrivo della Statua Internazionale della Madonna di Fatima in questo noto santuario di Santa Maria dell’Arzilla, non mancano nel mese mariano i pellegrinaggi di varie parrocchie delle Diocesi di Fano e di Pesaro. Anche quello più storico del Comune di Cartoceto tradizionalmente nella seconda domenica di maggio, ha visto quest’anno con un folto gruppo di pellegrini, che con il suo Sindaco Rossi e la parrocchia hanno assolto il voto che si ripete dal 1462,.
Ai Piedi della bellissima pala della Madonna della Misericordia, ricevuta in copia da Papa Francesco il 3 dicembre 2013 e datata – guarda caso proprio l’ 8 dicembre 1462 – in preparazione al Giubileo della Misericordia, che inizierà nella prossima solennità dell’8 dicembre festa dell’Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, tutti i 13 del mese – data della prima apparizione della Madonna a Fatima – fino ad ottobre, alle ore 21.00 verrà celebrato nel santuario dell’Arzilla il Rosario seguito dalla S. Messa con una preghiera particolare di guarigione.
Tutti sappiamo che il pellegrinaggio è tornato ad essere un “cammino” di pedagogia cristiana sempre più praticato anche dai giovani. E’ veramente una bella esperienza che lascia il segno. La Parrocchia, in collaborazione con La Pro Loco di Santa Maria dell’Arzilla invita la cittadinanza in questo luogo definito: “ Un piccolo Santuario, una lunga storia, una devozione mariana profonda, una fede che porta lontano in cammino verso la luce…Madonna della Misericordia… una luce da 553 anni”. La pala della Madonna della Misericordia di Giovanni Antonio da Pesaro, dono della municipalità di Saltare l’ 8 dicembre 1462 a Santa Maria dell’Arzilla, non è solo patrimonio artistico, ma storia di un territorio e di valori rurali intramontabili. Riferimento per intere comunità, continua a essere segno di una fede che genera speranza e unisce ancor oggi intere generazioni sotto il suo manto.
Il parroco Don Giampiero Cernuschi


